30, 32, 34, 36 Pembridge Street, London W11

30, 32, 34, 36 Pembridge Street, London W11Camminando per la Londra un po’ mainstream e un po’ underground a caso, senza meta, si incappa sempre nelle migliori realtà. Forse una cartina con tutti i posti più giusti da visitare non serve più, il segreto è prendere la prima strada, quella che per luce o per gente ti ispira di più.

È così che sono scivolato dietro l’angolo, dopo Notting Hill Gate, e mi sono perso per lunghe ore fra negozietti di ogni genere. Solo uno, o meglio 4, mi hanno lasciato veramente a bocca aperta. Parlo dei Retro Shops. Uno dopo l’altro come 4 fratelli. Fuori non dicono granché effettivamente, però solo avvicinandosi alle piccole vetrine si viene a scoprire un grande mondo. Entrando, un odore che definirei quasi profumo, cuoio, lana, pelle, mischiati a polvere e detersivo per pavimenti. Tutto accatastato, alla rinfusa.

Questi 4 “fratelli” sono: il primo Retro Woman, il secondo Retro Man seguito da accessori per la casa e concludendo con l’ultimo, All 3 pounds. Tutti e quattro vendono e comprano, valutando il tuo usato in base al brand ed allo stato. In quello da donna, tutto apparentemente sporco e disordinato, si trovano abiti con grandi gonne in crinolina di Comme des Garçon piuttosto che giacche di Marni, Versace, Dolce&Gabbana, pantaloni di Dries Van Noten o qualche gilet di Ann Demeulemeester. Il tutto dal 50 all’80% di sconto se non il 90 in alcuni casi (ed è il caso di urlare “Urrà”).

Per quanto riguarda gli accessori: le scarpe storiche di Moschino con Prada e Dolce&Gabbana, tutte impilate in una grande credenza-vetrata nella quale perdono completamente la loro identità e il loro potere dato dal nostro desiderio.

Io, dopo aver sognato per qualche decina di minuti, mi sono fiondato nel quarto, nell’ All 3 pounds Retro e lì, preso dalla disperazione, ho fatto man bassa.
Però il poter toccar con mano, stringere e provare quello che potevi vedere solo in sfilata o al massimo in qualche boutique con l’occhio di una famelica commessa alle spalle, è stata un’emozione non da poco. La prossima volta si parte con valigie piene di vestiti che non si usano più e si torna con una montagna di nuove cose, probabilmente non spendendo neanche poi tanto.

  1. scusate vorrei chiedere se fosse possibile contattare Giulio, poichè vorrei iscivermi a moda e non riesco a trovare info neanche sul sito.Grazie mille

  2. Giulio…fidati…non hai visto NULLA a Londra…se sei stato a Notting Hill…riguardo alla vera Moda…

    by David Moroni…fashion designer….residenza…Londra!

    1. L’articolo di Giulio non è da intendersi come “a Londra c’è questo, punto.”
      Si tratta di un compito che noi di Frizzfrizzi abbiamo dato ai ragazzi del MaMo durante il nostro laboratorio settimanale.
      Il tema, in questo caso, era il vintage.

  3. David, caro mio… non sei l’unico che ha vissuto a Londra! penso che Simone abbia detto abbastanza! E ti diro di più, dal momento che devo scrivere anche un articolo su un fashion designer emergente.. perchè non mi mandi qualcosa di tuo?! [email protected]
    … attendo con ansia!

  4. @ Giulio: se sei curioso guarda il suo myspace, io ho già fatto!
    @David Moroni designer londinese: dove Giulio ha scritto che solo a Notting Hill si trova la vera moda a Londra. Io ho letto, riletto e corretto il post e non ho mai trovato questa affermazione. ;)

  5. Myspace guardato. Devo cambiare soggetto del mio articolo. Quelle cose… diciamo che non sono così emergenti, ne più di tanto da coolhunting!!:-)

  6. PUNTO 1: La mia era un’affermazione…non una critica…non un’offesa…e tanto meno non mi sembra di aver mancato di rispetto a nessuno….anzi,volevo creare un dibattito giusto per parlare di cosa avete visto oltre le solite zone “turistiche”.Invece….ecco il risultato.

    PUNTO 2: Per Francesca e Giulio….IO non devo dimostrare niente a nessuno….specialmente a persone come voi che durante la mia vita ne ho incontrate un’infinità e puntualmente umiliate: per la loro ignoranza e per la loro presunzione….
    Questo è un blog di libera espressione…COME L’ARTE…e io ho espresso ciò che penso in merito a quello riportato nell’articolo,dato che conosco Londra più di qualsiasi persona che ci vive…(è un dato di fatto!)
    perciò non passo il tempo a dare giudizi o darmi del “Quelle cose… diciamo che non sono così emergenti, ne più di tanto da coolhunting!! ” quando non sai con chi parli…per dare questo giudizio chi credi di essere?! No giusto per sapere…
    perchè NON sono un’emergente….dopo aver lavorato per THIERRY MUGLER(insieme alla Rodriguez),ALESSANDRO DELL’ACQUA,MARNI,TOMBOLINI,HILTON(insieme Elia Quagliola)…come stilista…e ora da Burberry e 2 anni in RICERCA-COOL HUNTER tra China-India-Bangladesh-Australia posso dire con fierezza che se avete 1/4 della mia cultura nella moda,non ti saresti azzardato a giudicarmi,sia dal profilo umano che professionale. La parola “cool hunting” (come vedi questo è il corretto inglese) non usarla se non sai il significato….dato che nel myspace non solo ci sono “old stuff” , e di certo non vado a pubblicare i mood delle prossime mode fino al 2012….ripassa….forse sarai più fortunato.
    Concludo ringraziando la demenza di gente come voi…che ogni giorno mi rende vivo, combatterla e dimostrare che in questo campo non ci sono solo ARTISTI purtroppo…ma tanta gente IGNORANTE.
    Uno dei tanti motivi per cui sono andato via dall’Italia…
    Complimenti Ragazzi…10 stelline!!

  7. Ah…dimenticavo…salutami Lupano!!
    e fatti raccontare,dato che il mio nome fa eco a Rimini, quando il Sig.Lupano,Monti e Vaccari mi hanno implorato di partecipare al progetto IODONNA…fin qui nulla di male…
    piccolo particolare…avevo lasciato il corso circa 1 anno e mezzo prima..,per motivi di salute che non sono tenuto a spiegare…chissà il perchè? perchè ero il migliore?
    forse si…e senza dubbio dimostrato…accettata la proposta 35 ore prima della dead-line,ideato su due piedi location-mood-creato l’abito(DA SOLO…NON IN GRUPPO DI 7-8 PERSONE): risultato……miglior commento ricevuto e pubblicato su Iodonna dalla signora Mariella Burani.
    Giusto per farti capire…che non sono qui in guerra o fare il gradasso e tanto meno darmi le arie…e dare giudizi a differenza di altre persone.
    Chi mi conosce mi stima…sopratutto per la mia umiltà!!

  8. David, non mi sono permesso di dare dell’ignorante senza avere alba di chi avevo davanti. Non mi sono permesso di darti del presuntuoso quando hai fatto quel commento intercalato da mille puntini simpatici che danno tutto a pensare tranne che ad una simpatica conversazione riguardo ad uno scambio di opinioni (i puntini, nello scritto, servono, si a trascinare un discorso, ma se vengono considerati in un commento pressochè negativo possono solo essere un DUBBIO EMOZIONALE. Dubbio emozionale che porta al sarcasmo!) se poi a questo ci aggiungi parole in maiuscolo, queste enfatizzano il discorso, portandolo ad un registro arrogante. Allora, prima di tutto si impara a scrivere, e dal momento che tu sei un eguleio della moda, beh io non me la cavo male, nel mio, dopo tre anni di linguistica.
    TI CHIEDO SCUSA SOLO PER UNA COSA, forse ho esagerato nel mio commento riguardo ai tuoi lavori, ognuno ha i suoi gusti e probabilmente dopo Mugler e compagni bella, avrai sicuramente un gusto per la moda senza precedenti.
    Però non sai chi hai dall’altra parte dell’etere, quindi, lo stesso errore mio l’hai fatto anche tu. E non sbandierare la tua incredibile umiltà (che mi stavo appunto chiedendo dov’era finita dopo i tuoi commenti!!).
    Inoltre, e mi sento di difendere tutti coloro che si sono fatti davvero il mazzo lavorando in gruppo, non decantare il tuo lavoro individuale nell’operazione IODONNA 1) perchè lavorare soli vuol dire gestire una testa sola, la propria, e non mettere d’accordo 8 persone con idee e teste diverse. 2) in quella pagina di IO DONNA siete in due, e alla tua compagna (per rispetto) non credo faccia piacere leggere tutto ciò (e qui mi cade ancora l’umiltà).
    Concludo chiedentoti ancora scusa per averti dato delle noie, ma lasciati dire che, per quanto il mio commento possa essere stato poco consono, il tuo lo è stato ancora meno.

    Ti saluto

    Giulio

  9. Vedi Giulio…io sono fatto così…chi mi manca di rispetto…io lo faccio di conseguenza…perciò io ho semplicemente risposto.
    Non mi sembri ne stupido…e ne una persona che va insultare la gente in giro.
    Vedo che hai capito pienamente il mio discorso: non si tratta di gusti…o di chissà cosa…si tratta di rispetto dei lavori altrui,dei sacrifici che ci sono dietro etc…io intendevo questo,e mi hai fatto incazzare che tu e la signorina giudicavate senza sapere chi ero,chi sono…basandovi su dei “puntini” o “dubbi emozionali”.
    Non si tratta di GUSTO…
    sai quante volte vedo lavori,disegni,opere d’arte…che mi fanno schifo…e siccome sono una persona sincera,quello che pensa…lo dice…ma lo faccio con garbo e rispetto….questa si chiama “professionalità”….cosa che non ho visto in nessuno nella mia povera Italia…tutti si credono stilisti mentre non sanno neanche infilare un filo nell’ago (parlo di studenti o laureati allo IED,MARANGONI..ETC..) tutti si credono imponenti….dei dii….mentre non si è nessuno,quando sei in grado solo di giudicare e snobbare,si è solo poveri dentro! (questo è il 90% dei nuovi stilisti emergenti) e non sono l’unico che lo pensa…fidati Giulio.
    Concludo chiarendo una cosa su IODONNA…
    LA MIA COMPAGNA…E LA MODELLA…UNA SEMPLICE RAGAZZA! DOVE IL CARISSIMO LUPANO HA DECISO DI FARE LA FOTO INSIEME E METTERE IL SUO NOME NELL’ARTICOLO PERCHE’ NON ERA CORRETTO,NASCONDENDO IL FATTO CHE IL MIO PROGETTO FOSSE STATO REALIZZATO DA UNA SOLA TESTA!
    e inoltre so perfettamente cosa vuol dire gestire 8 teste differenti,la sua complessità etc…ma quando ogni testa ha il suo compito da svolgere…tipo ad uno il mood,all’altro la fotografia e così via…anche un bambino è in grado,nonostante abbiano avuto 3 mesi di tempo…mentre il sottoscritto 32 ore…

    TI SALUTO…Buona Giornata…

    David M.

  10. Il tuo nome farà anche eco a Rimini, ma Bologna (dove mi trovo io in questo momento) è sorda. Avevo deciso di passare diversamente la domenica e glissare, ma visto che insisti mettiamo un po’ di punti.
    Innanzi tutto, grazie per la signorina. Pochi anni fa mi avrebbero dato della zitella attempata, visto che ho 34 anni e non “tengo” marito, ma la tua gentilezza ed educazione finisce qui. La tua millantata umiltà direi che in questa sede non si è mai vista e dovresti rileggerti per rendertene conto.
    Comunque:
    1) la tua “affermazione” riguardo al post di Giulio era tutto tranne che neutra, Giulio ti ha spiegato bene perché linguisticamente, ma mi rendo conto che lo strumento della lingua italiana è padroneggiato in modo soggettivo…
    Io ti ho chiesto nel primo commento, dove nel post avessi letto che i negozi di cui si parlava o la zona sono la” vera moda” a Londra? Attendo ancora cortese risposta. Il post è sul vintage, ti è chiaro?
    Giulio ha parlato di uno fra i milioni negozi vintage di Londra esprimendo benissimo le sue sensazione ed il suo punto di vista, era spiegato sotto e te lo ha rispiegato anche Simone: era un compito!
    2)se non volevi essere messo in mezzo e “giudicato” per il tuo lavoro, bastava non mettere nome, cognome e professione. Era ovvio anche a te che avremo indagato ed espresso la nostra opinione su quello che vedevamo. Per altro io mi sono limitata a dare 4 stelline a Giulio, glissando educatamente sul tuo lavoro. Ed anche Giulio è stato molto educato, può è deve esprimere un parere . Diventerà un addetto ai lavori, sta studiando per questo.
    3)per designers emergenti noi intendiamo giovani designer che abbiano una loro linea ancora non conosciuta ai più. Nessuno ha parlato o giudicato il tuo lavoro di collaborazione “dietro le quinte” per gli altri brand. Sei tu che ancora una volta con molta modestia ed umiltà ne parli.
    4)la tua erudizione in fatto di moda sarebbe più evidente se tu usassi l’italiano in modo un po’ meno approssimativo, perché per esempio non capisco affatto cosa dici nel tuo ultimo commento a proposito di IoDonna. Ed a tal proposito aggiungo, questa non è la sede perché tu ti tolga vecchi sassolini dalle scarpe nei confronti dei tuoi vecchi professori e nei confronti della facoltà che hai frequentato. Da regina delle scarpe ti avviso: si rovinano usandole per tanto tempo con dei sassolini dentro!
    5) quanto hai affermato nei confronti dell’Italia e dei designers emergenti italiani, mi piacerebbe che fossero loro i tuoi colleghi desginers italiani a commentarlo.

    Credo sia tutto, anzi no . Non credendo al caso, mi chiedo come sei finito su frizzifrizzi a commentare un post scritto da uno degli studenti Mamo su Londra.

  11. 1) Non c’è alcun tuo post dove mi poni la domanda riguardo ai luoghi vintage! cmq la risposta è Brick Lane.
    2)Perdonami se pecco nella mia madre lingua…sai…parlo inglese ora…non sono più abituato ne a scrivere ne a parlare.ma l’educazione ancora c’è.
    3)Non ho alcun sassolino fidati…nessun rimpianto…nessun rimorso NELLA MIA VITA…
    4)Se punto il dito ai miei vecchi professori evidentemente perchè li ritengo NON validi…e tranquilla che non mi nascondo dietro un blog…queste cose le ho dette anche in faccia a LORO senza paura.
    5)Riguardo ai designers italiani…non vedo l’ora…così vediamo l’ignoranza che c’è in giro…teorica e pratica….MI permetto di dirlo…perchè sono i fatti che parlano.

  12. Per la prima volta concordo: sono i fatti che parlano.
    Di parole qui ne sono state dette anche oltre il necessario…trovo solo che per essere uno che non cerca rivalsa e che è capitato qui per caso, hai tirato dentro il prof. Lupano un po’ troppo spesso e con la stessa pertinenza dei cavoli a merenda :)

  13. Premetto…
    il prof.Lupano non è lì per caso…
    è una bravissima persona,un gran uomo…di grand spessore…ma secondo me…non centra nulla in quel corso di “moda” che non lo è per nulla…
    stop.
    e fidati sono arrivato qui giusto per caso perchè ho visto un tema che mi ha tirato in causa :LONDRA…nulla di che…
    Lupano è venuto fuori giusto perchè ho visto che giulio frequenta il corso di RIMINI…dove ho abitato e frequentato il corso anche io….
    :P
    Buona Giornata…e spero sia meglio della mia…dato che qui…diluvia…stranamente!

  14. Il tempo qui è bello grazie ed a casa stanno tutti bene.
    A questo punto credo sia il caso di chiudere questa discussione per tutti piuttosto infruttuosa e che non interessa affatto il lettore del blog.
    Ti ripeto solo che esprimere il tuo giudizio personale sul prof. (che confido saprà farsene una ragione) non era assolutamente pertinente in questa sede, su frizzifrizzi, parlando di vintage.
    Buona giornata :)

  15. Finalmente i “botta e risposta” si sono appianati… e mi fa piacere, anche perché in effetti, sinceramente nn capisco perché sia iniziata… l’articolo ok, il commento di David nn mi sembrava polemico… credo sia frutto di fraintendimenti!
    : )
    Essendo una fashion designer emergente, per l’appunto, voglio cogliere al volo l’invito di Francesca per dire che… innanzitutto, premetto che non ho esperienze aziendali così importanti come David, ma anch’io ne ho viste un po’ di tutti i colori e, purtroppo, devo dire che David ha ragione… non conosco la percentuale ma in effetti ci sono moltissimi designers (o presunti tali) che non solo non sanno neanche infilare un ago, ma avendo i mezzi economici che permette loro di poter fare, più o meno, ciò che gli pare e solo perché si fanno il Bread & Butter ogni anno (che affrontano come una vacanza, tra l’altro) credono di poter fare tutto e bene!
    Ideano quattro T shirts e due spillette e si definiscono fashion designer…così, dall’oggi al domani!
    (e credetemi, a me è successo con una ex presunta collaboratrice!) Mai fatto una scuola di settore, mai sgobbato ore, giorni, anni… per imparare a tagliare tessuti, a creare cartamodelli, cucire, (ci vogliono anni per essere davvero bravi a cucire!) schede tecniche, etc… con i mezzi finanziari si circondano di grafici, sarte (che di moda nn ne capiscono una cippa!) e blogger per farsi segnalare… ce ne sono davvero tanti, tantissimi… è vero!
    Idem per chi lavora per aziende… fanno ancora gli stage e si credono manager del cavolo! (senza contare che visto che questo settore va molto per conoscenze…moltissimi sono veri inetti!!!).
    Questo lo dico anch’io NON per tgliermi sassolini nelle scarpe perché gente del genere non va neanche calcolata, ma per rimarcare il fatto che quando leggo “fashion designer” di tipi del genere… senza aver mai fatto il minimo sforzo per nulla, scusate ma mi girano proprio!
    Io cucio da 12 anni e ancora non mi sento una vera “sarta”, è un lavoro durissimo… senza contare imparare i cartamodelli a scuola (dove ho speso l’ira di Dio viste le rette) i sacrifici li sconto ancora oggi e ne faccio di nuovi… poi gli ex studenti dello IED e similari, che davvero si credono tutti i nuovi Armani o peggio Yamamoto solo perché facendo “roba strana” quattro straccetti appiccicati tra loro senza nessun senso, credono di essere creativi e all’avanguardia!!!
    David, sono queste le persone che mancano davvero di rispetto al “nostro” lavoro… e tu di sicuro capirai bene di cosa parlo.

    Volevo anche dire che anch’io ho vissuto a Londra ed ho vissuto proprio a Brick Lane… confermo il commento di David ancora una volta, è una delle zone più eclettiche e versatili che abbia mai visto a Londra! L’arte si respira ad ogni passo, sotto i miei occhi ho visto aprire gallerie d’arte, vintage shop così, dalla sera alla mattina… senza sosta!
    E’ una zona che sta rifiorendo, pare la definiscano la nuova carnaby Street, ora io ci manco da 2 anni, ma sono certa che presto lo sarà per davvero…
    Cmq per chiudere, anch’io, per i motivi di David, è da tempo che sto pensando di andarmene a Londra per ciò che faccio, ovvio che il terreno è più fertile, sebbene anche più saturo però!
    Per ora però ho deciso di provarci qui, a “casa”, in tutti i sensi… per me è una sfida questa gente… mi incentivano a dare sempre il meglio di me e a guardare avanti, per la mia strada… tra l’altro vivo al Sud, e se riuscirò in qualcosa di buono qui, allora potrò “guardare” anche a Londra o in altri posti fuori dall’Italia… ma il mio rispetto per il vero made in Italy ed il suo passato nel settore della moda è troppo grande per andarmene… anche se la libertà di espressione che c’è a Londra non l’ho vista da nessun’altra parte!!!
    Vedremo, resta il mio piano B per ora ; )

    Un’ultima cosa… David non hai linkato il tuo sito, volevo dare un’occhiata al tuo space… ; )
    Giulio… volevo segnalarmi anch’io ma se cerchi “avanguardia” da me nn ne troverai… semplicemente faccio ciò che sento, la mia inclinazione “purtroppo o per fortuna” non mi porta a creare “roba strana” per capirci… : ) ma le mie cose piacciono e la soddisfazione è tanta…

    Cmq sia, Peace & Love, e IN BOCCA AL LUPO a chi si impegna duramente nel suo lavoro con passione, determinazione e sacrificio… perché ce ne vuole davvero tanto! Un caro saluto a TUTTI voi ragazzi!

  16. Ciao Simona,

    http://www.myspace.com/davidmoroni

    ma ripeto non c’è nulla di che…giusto un blog dove metto ogni tanto qualche cosa…

    ps: Sono pienamente daccordo con te,gli argomenti che hai toccato…purtroppo sono la realtà che circonda Moda che c’è ora in Italia, fa pena…e vedo che almeno QUALCUNO ha capito le mie parole…e sopratutto non è colpa mia se dico la verità.Sia riguardo al tema di questo articolo….perchè solo chi VIVE a Londra può dar la risposta certa e non chi passa con occhio da turista…e sia per la realtà che sbatto in faccia a chi legge queste risposte…ovvero che il nostro settore è pieno di gente INCOMPETENTE che snobba e giudica…

    David Moroni

  17. Mi tiro fuori da tutto il resto della discussione perché sarebbe assolutamente inutile, da parte mia, dare un ulteriore contributo che non farebbe che dare di nuovo il La a prese di posizione che, per quanto mi riguarda, non mi interessano.
    L’unica cosa che ci tengo a precisare, perché continua ad essere presa dal senso sbagliato e, evidentemente, David non ha ancora afferrato, è che l’articolo qui sopra non è e non è mai voluta essere una segnalazione su “cosa c’è a Londra”.
    Era, e spero di ripeterlo per l’ultima volta, un compito dato da me e Francesca a Giulio, l’autore dell’articolo, durante un laboratorio.
    Giulio doveva scrivere un post il cui argomento era il vintage. Stop.
    E lui ha scritto, e anche bene, questo. E noi, nell’ambito del progetto didattico che stiamo seguendo, pubblichiamo i migliori articoli che escono dal nostro laboratorio.
    Punto.

  18. Simone, la mail che mi hai dato di lulu non è giusta. se questo messaggio lo vede anche lulu in mezzo a tutti i commenti ce n’è uno dove ho messo la mia mail. contattami li! ciao Giulio

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