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Nirrimi Joy Hakanson

Nirrimi Joy Hakanson

Guardatevi bene il portfolio di questa giovane fotografa australiana, Nirrimi Joy Hakanson, poi fate un passettino indietro e pensate che ha solo 16 anni, e magari leggetevi anche la bella intervista che gli ha fatto qualche tempo fa il mio amico Daniele di Brain Twisting.

via Not Cot

co-fondatore e direttore
  1. io premetto che sono un fotografo..vorrei fare un po’ di distinzione tra fotografia reale e fotografia semplicistica
    questa ragazzina sicuramente è brava ma le sue foto sono intrise di un gusto e di un’estetica di massa che lasciano il tempo che trovano
    è chiaro che oggi i giovani cresciuti con internet abbiano sviluppata un’estetica molto forte rispetto a chi era adolescente tanti anni fa e che aveva a disposizione soltanto i libri consultabili in libreria e in biblioteca però in queste fotografie non c’è niente di già visto e rivisto nelle fotografie di centinaia di persone che si sono comperate una reflex economica probabilmente senza nessuna conoscenza tecnica e scimmiottano quello che vediamo sulle riviste e sui vari siti tipo flickr ecc
    niente da dire se il risultato è sicuramente d’impatto ma per chi ricerca qualcosa di innovativo e una fotografia più espressiva e con delle fondamenta solide sia da un punto di vista tecnico ma soprattutto di contenuti questo è un po’ noioso…
    capisco che oggi sia facile per tutti sentirsi fotografi grazie al digitale ma cerchiamo di non perdere mai di vista la vera fotografia fatta da chi ha studiato e da chi ha maturato una certa esperienza e ha affinato contenuti e senso estetico

  2. Sono d’accordo sul fatto che non ci sia niente di nuovo ma questa ha sedici anni!
    Se avesse già la tecnica di un professionista (e le sue foto sono comunque migliori, se non tecnicamente, sicuramente a livello espressivo-emotivo di quelle di molti, affermati pro) non ce ne sarebbe più per nessuno.
    La tecnica è il mezzo, non il fine, che invece dev’essere la comunicazione di qualcosa. E se ci si riesce anche senza esposimetri, corpi macchina da migliaia di euro e senza sapere qual è l’obiettivo migliore per fotografare il pelo del soppracciglio in un giorno nuvoloso, credo non abbia tutta questa importanza.
    Certo, poi se uno vuole far diventare professione una passione, meglio studiare e lavorare, lavorare, lavorare.
    Ma se a 16 anni si ha voglia di mettersi a provare e i risultati sono questi, tanto di cappello.

    p.s.
    perché, caro fotografo, lanciare il sasso e poi nascondere la mano (mettendo una mail falsa)?

  3. la banalità dell’osservazione sull’identità ovviamente caro simone mi fa perdere qualsiasi voglia di dialogo

    tanti saluti

  4. Che tristezza…
    Non rispondere perché ti accuso di vigliaccheria (e questa è) dato che usi una mail falsa.
    Sarà banale ma ti rendi conto che razza di persona è chi non ha il coraggio di mettere nome e cognome sotto a quello che pensa???
    Allora perché pensare, dico io? Fallo fare agli altri!

  5. quando mi spiegherai quale sasso avrei lanciato semplicemente esprimendo il mio parere ed esercitando il mio diritto all’anonimato magari ne riparliamo
    Il fatto che il mio contenuto abbia nome e cognome che cosa cambia? il fatto che lo digiti su google per andare a sbirciare se sono nella posizione di poter criticare? ah che banalità..le mie parole hanno lo stesso peso indipendentemente dal mio sesso età o professione. Ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, senza per forza dire chi si è e da che cosa si fa.

    caro simone comunque tornando all’argomento di discussione, se tu hai 30 anni hai vissuto anche tu nell’era ante internet e saprai perfettamente come me che “ai nostri tempi” c’erano già fotografi in erba che a 12 anni sviluppavano bellissime foto in camera oscura
    così come mi ricordo un concorso fotografico che fecero nella mia scuola..mi ricordo gente di meno di 20 anni che scattava senza il grosso ausilio del digitale e di photoshop.
    I contenuti erano migliori senza l’abbuffata di immagini e stereotipi che ora regnano sovrani sui book di questi ragazzini. Beh nessuno gridava al genio ai tempi..oggi con internet basta che fai una qualsiasi banalità che diventi un piccolo mito…stranezze moderne. Magari questa Nirrimi avrà anche successo chi lo sa, beh poi dipende da come si decide di fare fotografia, ma credo che sarebbe meglio spulciare meglio i siti web alla ricerca di ragazzi altrettanto giovani con contenuti un po’ migliori e più innovativi.

    Siamo liberi di avere pareri diversi, io dico semplicemente..niente di nuovo sotto il sole e forse anche qualcosa di qualità inferiore..lo stupore lo riservo a chi fa finta o veramente non si ricorda le cose.
    Io le cose me le ricordo e quindi davanti a questo book pieno di immagini che ho già visto un po’ ovunque di una ragazza che a 16 anni non fa niente di speciale in confronto ai miei compagni che sviluppavano da soli in camera oscura e che avevano un modo di esprimersi più libero e meno in posa che ancora oggi se ci ripenso a quelle foto..mi emozionano, non mi scompongo minimamente.

    Sono chiaramente scelte, il gusto di questi ragazzini o fotografi amatoriali che si danno toni professionali è fortemente influenzato dalle mode e dai trend stilistici.
    Però noi che siamo adulti magari uno sforzo per andare un po’ più in là e saper proporre qualcosa di più lo dovremmo fare.
    Io lo faccio e tu?

    ciao ciao

  6. Il sasso che hai lanciato è quello a Nirrimi prima, e ai “fotografi da flickr” poi, rimanendo appunto nell’anonimato che è appunto, un tuo diritto, come lo è il mio considerare un vigliacco senza spina dorsale chi non ha il coraggio di firmare le proprie opinioni.

    Tornando a noi…
    Stai allargando il discorso.
    Si era partiti dal fatto che criticare un 16 per fare qualcosa di non innovativo mi sembra francamente troppo.
    E’ ovvio che non si può generalizzare. I fotografi-ragazzini di oggi non sono più bravi di quelli pre-web ma non è vero neanche il contrario.
    Solo, oggi hanno modo di fare ma soprattutto di vedere più fotografia, senza per forza andare per mostre o musei (chi è in provincia non è sempre facilitato a farlo) e vedere più arte è comunque uno stimolo in più.

    In quanto all’ultima accusa, beh, lascio perdere a priori visto che parlare d’arte in un sito dove i lettori vengono soprattutto per leggere di moda e streetwear, mi pare già una buona cosa. Non rinnego assolutamente niente di quello che in questi anni ho pubblicato su Frizzifrizzi e mi pare che su Freshcut, in quanto a promozione di giovani e meritevoli artisti, la mia parte l’ho fatta.
    E quindi, rigiro ancora. E tu?

  7. P.S.
    esempio personale: ho inziato a fare foto poco prima di studiare fotografia all’università.
    Ho iniziato perché, grazie ad internet, mi sono guardato i grandi maestri e vivendo in un paesino di 3000 abitanti sulle colline non è che trovi un catalogo di Giacomelli, Mapplethorpe, Nan Goldin, Diane Arbus dall’oggi al domani.
    Sai quanti ragazzini iniziano così, andando a spulciare il web affamati di immagini che non troverebbero altrimenti?
    Ovvio, alcuni iniziano a fare foto e basta e magari raggiungono ottimi risultati, e forse non saperne nulla di fotografia per loro è una fortuna.
    Altri invece, come me, preferiscono prima studiarsi i lavori altrui e poi mettersi all’opera. E per questi, magari è una fortuna aver fatto questo percorso.
    Come si può arrivare e dire: i ragazzini sbagliano perché usano il digitale, erano più bravi i miei compagni in camera oscura…
    Non c’è LA VERITA’ in questo caso. Non c’è IL METODO GIUSTO. Per ognuno è diverso, e si giudica dai risultati.
    Anche tra i professionisti non è che possa piacerti il lavoro di chiunque: io ad esempio amo i tedeschi, quella della scuola dei Becher, per intenderci, e detesto i nudi, le forme, l’astrattismo. Ma non è che vado a dire che la vera fotografia è ritrarre un gasometro!

  8. il restare anonimo ripeto che è un diritto, porterebbe inevitabilmente a privilegiare chi scrive rispetto ai contenuti, e comunque io non ho flickr, non ho il sito web,preferisco lavorare con le persone dal vivo, forse sarà un errore non lo so., ad ogni modo se io ti dico sono tizio caio tu mi cerchi sul web (perchè così accade sempre) e mi dice ecco tu fai così e così e il discorso si sposta su di me piuttosto che su quello di cui stiamo parlando che è ‘argomento dell’articolo. Io preferisco se parlo di una cosa continuare a parlare di quella e non passare a un’altra, perchè comunque potrei anche essere una massaia digiuna di arte e fotografia e avere lo stesso il diritto di dire la mia. Chiuso questo discorso comunque, io sassi non ne lancio, ho semplicemente il diritto di esprimere il mio parere. E ribadisco anche ciò che dico sulla banalità a cui assistiamo quotidianamente su flickr e altri siti, beh non posso? se ne salvano pochissimi e se chiedi a qualsiasi fotografo ti dirà la stessa cosa e bada bene che non è che mi metta a guardare i lavori degli altri con pregiudizio, mi ci metto di impegno così come mi ci sono messo guardando i lavori di nirrimi, certo a una prima vista superficiale uno dice beh bello, poi dopo che ne ha visti altri 1000 identici dice va beh passiamo ad altro.

    La buona volontà è un discorso a parte, chiunque può avere ottime intenzioni ma mettiamoci in testa che non siamo nati tutti per diventare artisti e che per quanto possiamo avere un vena artistica (ben venga) da esprimere questa è ben distinta dal talento spontaneo e ragguardevole che hanno in pochissimi, ma che oggi per colpa appunto di questa larghissima diffusione del web è sempre più difficile distinguere e scovare. Non c’è una tecnica, o un metodo. all’accademia di belle arti ti insegnano un po’ di tecnica ma il resto ce lo devi mettere tu e quel resto non lo insegna nessuno, o ce l’hai o non ce l’hai. Oggi è facile credere di averlo armati di reflex entry level e photoshop.

    Non è il concetto di un lavoro migliore o peggiore per la tecnologia, il concetto dei miei compagni era più fresco e paradossalmente meno contaminato da questa indigestione di immagini decantate senza il minimo senso critico. Non credo che i miei compagni avessero studiato approfonditamente la storia della fotografia o altro, però esprimevano se stessi e non ricopiavano gli stereotipi,per quello il lavoro era interessante, più interessante sicuramente delle solite facce drammatiche o delle bolle di sapone dei ragazzini fotografi di flickr o deviantart.
    Questa è la differenza, voglio sottolineare che oggi chiunque può comprarsi una digitale e diventare fotografo come va di moda, ma poi oltre a questo esiste qualche cosa?
    Non serve fotografare i tubi, Newton faceva fotografia di moda ma se non avesse avuto qualche cosa di più da esprimere o di innovativo credi che sarebbe passato alla storia e che ancora oggi ci emozionerebbe?
    Poi ogni fotografo è anche testimone della sua epoca e questi teen ager sono testimoni perfetti del loro tempo delle loro insicurezze e del mo(n)do in cui sono cresciuti, i, però a mio modesto parere si tratta più di un fenomeno sociale che un fenomeno artistico, per quanto l’arte sia legata al sociale, esistono delle distinzioni anche qui senza la pretesa di dire cosa sia giusto o sbagliato.

    Ognuno è libero di prendere in mano qualsiasi macchina fotografica con qualsiasi tecnologia, ma prima di gridare al miracolo bisogna avere un po’ di senso critico e cercare di contestualizzare storicamente e socialmente un certo tipo di fotografia, Forse questo riuscirà più facile tra qualche anno quando la gente sarà più distaccata.

  9. Io credo che anche tu e i tuoi amici, aveste avuto l’opportunità (come potenzialmente ce l’hanno ora) di esporre/pubblicare i vostri lavori davanti ad una platea enorme, non l’avreste buttata via.
    Sono d’accordo sul fatto che non basta una reflex digitale e photoshop per essere artisti: se fosse così ce ne sarebbero milioni ma, statisticamente (e per fortuna), gli artisti sono una minoranza rispetto a quelli che una volta si sarebbero detti amatori o dilettanti, ora si chiamano semplicemente giovani *** dove gli asterischi stanno per fotografi/artisti/grafici/creativi ecc…
    E’ vero che il mondo della comunicazione butta palate di illusioni su chi già si sente arrivato a vent’anni.
    Ma poi, ringraziando il cielo, c’è la selezione naturale. E di 10.000 che stanno su Flickr ce ne sono poche decine a continuare su quella strada.
    Altri si accorgono che il loro mestiere è un altro. Altri ancora continuano imperterriti senza raggiungere (com’è normale) risultati.
    E’ come per la moda: di centinaia che fanno t-shirts e si fanno chiamare fashion designers poi solo uno o due vanno oltre perché hanno talento e riescono ad affermarsi.
    Il talento, di base, è innegabile che devi averlo. E nessuno qui dice il contrario.
    A volte si scambia il gusto per talento. Ma di 16 bravi – che com’è ovvio, devono ancora crescere molto e di cui solo in minima parte sentiremo ancora parlare tra dieci anni – ce ne sono molti.
    Il difficile è filtrare l’innovativo da tutto il resto. Ma a 16 anni chi veramente può dirsi innovativo? Se la maturità artistica arriva molto dopo, anche l’epoca della rivoluzione (del proprio stile o di quello, più in generale, di un’arte) non arriva certo a 16 anni.
    E secondo me Nirrimi ha ottime potenzialità.

  10. sì è vero anche quello che dici tu che a 16 anni la maturità è abbastanza strano averla già raggiunta, però ci vorrebbe qualcuno di più adulto che cerca almeno di educare il gusto estetico per far capire che cosa sia uno stereotipo e una reale espressione artistica (cosa ad esempio che è insegnata nelle accademie di belle arti, anzi ad essere sincero è l’unica cosa importante che insegnano) come vedi non è facile, perché si può venire tacciati di critica ingiusta.

    Guarda io per scelta ho deciso di non esporre i miei lavori sui grandi siti di sharing online perché penso che sia tempo sprecato, ma è una mia scelta personale.

    Quanto al discorso di chi emerge e chi no però mi dispiace sottolineare che in Italia emerge soprattutto chi ha delle raccomandazioni e conoscenze e non necessariamente chi ha davvero talento, sì a volte le cose vanno a braccetto ma più spesso anche no, in tutti i campi e di più per chi si autogestisce tipo i brand di magliette ecc
    c’era un negozio di moda di una mia amica che è fallito perchè i soldi spesi erano troppi rispetto a quelli guadagnati, mi dispiace perché erano capi davvero belli, ma non sempre la gente si orienta necessariamente verso il prodotto realmente di qualità ma più spesso verso quello che viene venduto meglio.
    Il gusto delle persone oggi viene educato da internet, chi insegue il design viene educato ad apprezzare di solito le cose più strampalate o fatte con materiali strani e anche questo secondo me non è un bene,ma anche l’arte è così, una gara a chi stupisce di più nel tentativo di emergere.

    Per la stessa ragione i fotografi migliori che incontrato sul web li ho trovati per caso, non sui grandi siti tipo deviant, non recensiti dai vari blog di arte eccetera, gente forse nell’ombra,purtroppo,destinata soltanto a un pubblico che cerca qualcosa di più,gli altri si accontentano di stupirsi di fronte ai soliti scatti appariscenti ma con poco da dire.

    Fermiamoci un attimo simone anche prima di recensire solo quello che stupisce o è più appariscente, a capire meglio che cosa c’è dietro e se ne vale la pena.

  11. D’accordissimo sul fatto che la gente non sempre si orienta verso i prodotti di qualità ma su quelli che vengono venduti meglio e siti come il nostro, e tanti altri, cercano (anche) di segnalare i progetti che ritengono validi.
    Penso invece che dire che in Italia emerge soprattutto chi ha raccomandazioni sia la solita lamentela sterile.
    E’ vero che chi ha i mezzi spesso riesce a spingere prodotti ed idee che non brillano per inventiva e qualità ma d’altra parte è vero pure che chi ha davvero talento prima o poi emerge.
    Quanto poi a cosa cerca (e trova) sul web il pubblico che ama l’arte in generale e la fotografia in particolare, dipende tutto dai gusti.
    Per fare un esempio: questa secondo te è arte?
    Per me sì. Somiglia troppo ad uno studio sociologico? E allora? Racconta una storia e mi comunica qualcosa. Mi basta.
    Non è questo che deve fare l’arte?
    Se poi non è innovativa (e le foto dell’esempio di certo non lo sono) chi se ne importa? Quante opere lo sono?
    L’importante, a mio parere, è comunicare qualcosa e farlo bene.
    Se poi per farlo si decide di stupire va bene lo stesso: l’importante è che il fatto di stupire sia il mezzo per comunicare un contenuto e non il contenuto stesso (in tal caso prendo e passo oltre).

  12. scusate se mi intrometto ma penso che sia relativo anche il fatto che non basti photoshop e una digitale per essere artisti e creara grandi opere..
    i tempi corrono, la gente mangia precotto e cucina al microonde, invi messaggi e mail.
    internet e la tecnologia camminano al nostro fianco, e la cosa è affascinante.
    ed è affascinante che una ragazza di 16 anni riesca a capire quale sia il messaggio visivo che la massa si aspetta, anche se può essere gia visto, è quello che la gente vuole continuare a vedere.

    I messaggi di festa mi sembrano un attacco, se pensi veramente cosi a fondo che
    “queste fotografie non c’è niente di già visto e rivisto nelle fotografie di centinaia di persone che si sono comperate una reflex economica probabilmente senza nessuna conoscenza tecnica e scimmiottano quello che vediamo sulle riviste e sui vari siti tipo flickr ecc
    niente da dire se il risultato è sicuramente d’impatto ma per chi ricerca qualcosa di innovativo e una fotografia più espressiva e con delle fondamenta solide sia da un punto di vista tecnico ma soprattutto di contenuti questo è un po’ noioso…
    capisco che oggi sia facile per tutti sentirsi fotografi grazie al digitale ma cerchiamo di non perdere mai di vista la vera fotografia fatta da chi ha studiato e da chi ha maturato una certa esperienza e ha affinato contenuti e senso estetico”

    allora andrebbero rimessi in dibattito anche i famosi pensieri relativi alla FOTOGRAFIA (analogica, e tanto odiata nel primi decenni) Vs PITTURA.

    decidiamo se metterci in gioco e seguire la tecnologia, che apparentemente può sembrare in “gioco facile” …o prendiamo tela e pennelo..

    quando non esisteva la televiosone forse si era la tecnica prima di tutto, un disegno un modellino su una rivista di moda ben colarato, sfumato, in grado di affascinare una giovane ragazza che voleva essere alla moda, poi è arrivata la comunicazione.
    con la fotografia analogica. per esprime un immagine dovevi studiare quali valori diaframma/tempo/iso impostare per rendere una foto più o meno scura o nitida…ma tutto questo sempre e solo per comunicare.

    poi è arrivato photoshop e il digitale, hanno cambiato le reglo di gioco,questo si.
    ma non l’emozione di comunicare. anizi questa maginificamente la elevata ancora di piu, permettendo il surreale, il sogno piu inconscio. emozione.
    che a prescindere dalla tecnica, non deve mai mancare in un immagine.

    forse tanti giovani, forse anche Nirrimi non ha piu neccesariamente bisogno di apprendere alla perfezione dati tecnici, ma certamente sa cogliere il momento per fare “click”, e piu di tutto sa cosa c’è bisogno di comunicare…ancora, anche se gia visto, gli e lo chiede la massa, a volte la nicchia.. (ed è ancora piu fantastico se pensi che a solo a 16 anni..)

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