Frizzi-mail: mi aiutate a…

 Frizzi-mail: mi aiutate a…

Eleonora ci chiede un mano per la sua tesi sulla eco-moda ed il riciclo degli abiti usati.
L’argomento è attualissimo e sicuramente sarete in molti ad avere informazioni interessanti, dritte, siti web da consigliare. Come al solito potete rispondere nei commenti!

Ciao,
ho letto la prima volta di voi su una rivista e poi siete venuti all’Università a Rimini a parlare del vostro sito e da quel momento non ho più smesso di seguire le vostre news. Mi piacete perchè non riportate semplici notizie, ma le commentate e giudicate secondo un vostro parere personale.

Con gli adeguati scongiuri, dovrei laurermi a marzo 2009 (finalmente!). Ho già contattato una prof per la tesi, la quale, con mio grande dispiacere, mi ha dato una gran brutta notizia: l’argomento da me scelto è difficile da approfondire.
Vi spiego: vorrei fare la tesi sull’ Eco-moda o sul riciclaggio di abiti usati in qualcosa di nuovo e di commerciabile (come se avesse una ‘seconda vita’). Sono tanti i brand  che oggi parlano di prodotti ecosostenibili, ma non riesco a trovare materiale su cui fondare la tesi. Voi avete qualche testo, sito  o negozio da potermi consigliare che tratta di queste cose?

Vi ringrazio.
Eleonora

co-fondatore e direttore
  1. mettiti in contatto con momaboma!!è un’azienda bolognese,io li ho contattati e sono stati molto disponibili!

  2. ciao,
    puoi rivolgerti a l’isola della moda, a milano, sono molto disponibili, ha un sito e spesso sono recensita qui sul blog.
    e poi puoi cercare un docente dell’ accademia di brera a milano che si chiama Illuminato Maria Teresa, lei è MOLTO meno disposibile e devi cercare la giusta combinazione per piacerle, però è un genio di ecodesign.
    Buona fortuna
    Silvia

  3. ciao,
    vedi un po sul sito di american apparel….aveva una descrizione che parlando della mission dell’azienda e della storia, affronta il tema della eco-moda e soprattutto sull’etica aziendale ( che mi venga in mente è stata la prima azienda ad accusare questi sintomi di attenzione che ora dilagano per la maggior parte delle aziende).
    Furono tra i primi anche ad utilizzare i propri dipendenti come modelli nelle campagne di adv.
    per quanto riguarda il reciclaggio ho visto quacosa ma non me lo sono appuntato….ti so dire di preciso appena ho un minuto di tempo…in bocca al lupo!!!

  4. beh potresti cominciare con un giro sui siti di swap clothing, clothes swapping, scambio d’abito, o i mille altri modi in cui viene declinato il concetto..

  5. Ciao,ma frequenti a Rimini??ti posso dire che a londra alla settimana della moda c’è l’esibizione eco “esthetica” che comprende 35 brand e che ha lanciato il concetto di eco-lusso e che prezzi………i brand propongono varie modalità x rientrare nella categoria eco(ovviamente lo devi dimostrare ed i controlli sono serrati):riciclare scarti delle industrie,rispettare la catena dei lavoratori,usare pelle di animali morti naturalmente,etc…se cerchi nel sito inglese trovi tutto.
    però sinceramente l’eco-lusso mi fa ridere perchè promuovere l’ecologia e renderla inabbordabile è da veri ipocriti. Lucro, è anche lì la parola d’ordine e spesso l’eco è solo una scusa o un tentativo di emergere in un settore che sta decollando.Business, io credo che chi vuole amare il pianeta e gli uomini debba dare la possibilità a tutti di condividere questa logica. Ovviamente non invito a vivere sotto i ponti….ma neanche a straguadagnarci.
    Argomento un pò ostico cmq…..

  6. sono sicura che American Apparel faccia parte del circuito eco-moda, nonché sia sempre molto attenta all’ambiente di lavoro dei suoi dipendenti (diritti dei lavoratori).

  7. Ti segnalo un blog: http://www.treehugger.com, tratta tutti i campi dell “eco”

    al tempo avevo anche trovato un negozio online specializzato, ma ne ho perso l’indirizzo…terrò gli occhi aperti e ti farò sapere. Tempo fa sono stata alle presentazioni delle tesi in fashion design della Parsons a New York, e una ragazza in particolare aveva creato un’intera collezione usando materiali riciclabili, ecocompatibili ecc. La collezione in sè era notevole, ed è stato interessante ascoltare la sua storia: tutte le difficoltà – specie per un giovane designer – nel procurarsi i materiali, e tutte le cose a cui si deve badare se si vuole essere 100% ecosostenibili. Se ti interessasse parlare con lei le posso chiedere il permesso di passarti la sua email. Fammi sapere a [email protected]

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