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Frizzi-gift: 10 paia di occhiali Future is Bright
Scritto il 09 febbraio 2010 da Simone Sbarbati.

Non so voi ma io dentro alle custodie dei rullini ci tenevo di tutto tranne… i rullini: chiodi, puntine da disegno, anelli, sostanze proibite (e qui sottolineo il tenevo) per le quali ora dovrei andare a fare pubblica ammenda da Vespa, esperimenti di biologia fatti con le mosche (questo me l’ha suggerito una ex-riot baby che è qui accanto a me mentre scrivo).
Di tutto ma mai un paio di occhiali. E visto che c’è sempre una prima volta nella vita, ora anche quelli dato che ho tra le mani un paio di Future is Bright, occhiali senza montatura made in Berlin realizzati dai designers di 11null con un nuovo materiale high-tech a pellicola, grazie al quale offrono anche un’altissima protezione UV. E la custodia ricorda proprio quelle dei rullini.
Essenziali quanto (praticamente) indistruttibili, non devi preoccuparti se ti cadono per terra e proprio in quel momento passa di lì un plotone di maratoneti. L’unico pezzetto di metallo è una piccola borchia che rappresenta il marchio di 11null. E quando cala il sole te li togli e li usi come un bracciale.
Questa settimana ne mettiamo in palio ben 10 paia.
E visto che fanno molto “spiaggia” e pensare fin da ora a star sotto l’ombrellone non può che farci bene, scrivete nei commenti 1 libro da portare al mare, 1 pezzo da far girare ancora e ancora nel lettore mp3 ed 1 drink da sorseggiare al tramonto, ovviamente on the beach.
Tra tutti quelli che parteciperanno estrarremo a sorte i 10 vincitori che si porteranno a casa i loro Future is Bright!
Avete tempo fino a sabato prossimo.
Dopo il salto altre immagini e qui due testimonial d’eccezione! [...]

Giù il cappello (e su il cappuccio) per l’ultima collezione di Canedicoda che, dalle seppur bellissime tees limited o unique edition, fa un salto in avanti e con la sua Lave Collection presenta felpe, maglie, salopettes, pantaloni, scaldaspalle ed uno scialle sul quale sto già sbavando sopra.
Devo assolutamente dar ragione al me stesso di due mesi fa che in un post diceva “comprerei qualsiasi cosa faccia”.
In attesa di sapere come e dove acquistare, guardatevi tutte le immagini, dopo il salto

Gira e rigira sono capitata qui, sul sito web di Chao & Eero. Chao (lei), appassionata disegnatrice di gioielli che si è spostata da Taiwan a NY; Eero (lui), finlandese innamorato della natura. Si conoscono tra i banchi di scuola e nel 2005 formalizzano la loro unione lavorativa creando il marchio di cui sopra.
Le due personalità hanno dato origine alle differenti collezioni di gioielli attualmente presenti. Ci sono ringring e pyromance disegnate interamente da Eero e ispirate ai graffitti e ai tattoo; poi forest e leaflower dedicati alla natura e disegnati da Chao.
Tra i pezzi unici ci sono i gioielli per la sposa di Chao (giuro) nella collezione handinhand e le spille colorate di Eero.
Per l’acquisto invece, potete trovare qualche pezzo su questo favoloso negozio finlandese online.

In quello che, mi rendo conto, a molti potrebbe sembrare lo sforzo compulsivo di riempire l’armadio virtuale del mio uomo ideale, in realtà si cela solo un nuovo, fortissimo interesse per la moda maschile. Mi sono resa conto che ci sono un sacco di brand poco conosciuti ai più, ma molto interessanti.
Prendete Songzio, per esempio, che come apprendo del sito (nella sezione contatti) è un brand coreano. La collezione SS2010 è sicuramente molto bella, quella precedente per l’inverno appena passato era veramente fantastica.

Non avendo studiato moda, ho un approccio piuttosto “empirico” alla cosa. Vi spiego, quando guardo una collezione femminile o anche un singolo outfit penso: lo indosserei o lo farei indossare a qualche amica più giovane o più magra di me?
Per la moda maschile invece il metro di giudizio si sposta da me al mio uomo ideale, che come ho scritto qualche giorno fa assomiglia fisicamente a Benicio Del Toro.
Certo, queste camice a Benicio non starebbero bene (è vero che lo si è visto conciato anche peggio, ma non sotto il mio controllo!), risulterebbe un po’ goffo. Beh però se lo tradissi virtualmente diciamo con un Johnny Depp a lui si che starebbero benissimo, vero?
Le camice che vedete sono il fulcro della collezione maschile AW2010/11 dei Leitmotiv, i due le hanno usate come tela su cui esprimersi attraverso le loro bellissime stampe, sospese tra cornici barocche e volti anni ’40, panorami cittadini e microchip. In un continuo gioco di rimandi tra passato e futuro.
Dopo il salto il resto della collezione [...]

Una pensa, sicuramente Francesca, tra sfilate maschili e fiere in questi anni di Frizzifrizzi avrà conosciuto uomini bellissimi. Invece no, i modelli per esempio, sono quasi sempre giovanissimi, magrissimi, dai lineamenti femminei, imberbi e spelacchiati-depilati.
Gli uomini più belli che io abbia mai visto dal vivo sono quattro amici baschi di mio fratello. Le mie amiche dell’epoca confermeranno.
Belli, colorati, barbuti, disordinati, muscolosi, rasta, caotici, divertenti. Giravano il mondo a bordo della loro “furgoneta” e per molti mesi si sono fermati a Bologna, accampati qua e là.
Quando ho visto le immagini della collezione Crommorc mi sono venuti in mente loro e perciò ho deciso di parlarne.
Crommorc è l’unione tra Carolina Caralt e Rosa Tharrats vincitrici del premio “Premi de Catalunya de dissenyadors emergents, Projecte bressol” nel giugno del 2007 e del Bread and Butter Tour Design nel marzo 2008.
Il brand è nato a Barcelona nel 2007 e si autoproclama un’alternativa al sistema per donne e uomini nomadi, a cui piace giocare con l’ambiguità, le emozioni, la fusioni, che scelgono indumenti che si trasformano giocandoci.

In rete si era parlato della loro collaborazione quando avevano lanciato una collezione di cravatte realizzate con i nastri delle vecchie audiocassette.
Idea fantastica, anche perché è possibile suonarle.
Ora Sonic Fabric ed il designer Julio Cesar tornano a collaborare per un fedora – anche questo musicassettato – ispirato all’iconico cappello del principe dell’arte concettuale Joseph Beuys.
E d’ora in poi togliersi il cappello in presenza di una signora, soprattutto se lei si porta dietro una testina di un vecchio walkman – non sarà più lo stesso.
Oltre ad essere un pezzo indimenticabile di storia del cinema e ad aver dato il nome alla casa di produzione di Tarantino, Bande à Part di Godard ha anche ispirato il nuovissimo brand A Minute Silence, che prende il nome dal minuto di silenzio (dove oltre a star zitti i personaggi è proprio l’audio in toto ad essere staccato) del film.
Fondato dall’artista Danny Sangra e dalla fashion designer Lynda Needles, A Minute Silence si caratterizza per patterns geometrici e colori saturi.
Il sito è ancora in costruzione quindi non so dirvi se e quando sarà possibile acquistare i loro capi, online o magari anche in Italia.
Per ora, guardatevi il video con la loro prima collezione.

Avviso ai naviganti meno esperti: no, non si è rotto il video né siete stati attaccati da un virus. Il sito di Damir Doma è proprio così, ricorda molto quello di Commes des Garçons (lo vedete se sbloccate i pop-up) ma è un po’ meno “invadente”.
Sito a parte, Damir è un giovane e talentuoso (era da tempo volevo usare questo aggettivo) designer croato, cresciuto in Germania. Vanta già collaborazioni illustri, una per tutte quella con Raf Simons e nel 2008 ha dato vita al suo brand.
Come si intuisce dalle immagini, le sue collezioni non sono per tutti anzi sono un po’ difficili, se non impossibili per la maggior parte dei signori all’ascolto. A me, però, piace molto e credo convenga tenerlo d’occhio!

Ultimamente nelle mie ricerche, dedico sempre più tempo alla moda maschile… Forse sono in overdose da scarpe e borse femminili. Comunque non importa so già che guarirò presto.
Intanto vi voglio presentare un giovane brand coreano dedicato a lor signori: Beyond Closet disegnato Tae Young.
Trovo la collezione PE 2010 molto interessante, non molto adatta al mio uomo ideale (quello cioè che vive solo nei miei sogni) ma interessante!

Se la madre degli stupidi è sempre incinta, quella della Diesel hanno scommesso sul fatto che di madri del genere ce ne siano in abbondanza. Probabilmente indovinandoci.
La nuova campagna Be Stupid è tutta improntata sull’idiozia come fonte di creatività, coraggio, spontaneità, con video ed un numero spropositato di poster (quando vi sarete stancati a guardarli, vedrete che ce ne saranno altri…).
E per chi si sente altrettanto stupido, c’è la possibilità di inviare filmati che lo provano.
Dopo il salto video ed alcuni poster [...]

Si dice, tra le altre cose, che gli italiani all’estero si distinguano perché indossano gli occhiali da sole in qualsiasi periodo dell’anno e con qualsiasi condizione meteo. Ebbene, confesso, in questo sono italiana al 100%, fino al midollo. Di occhiali da sole non ne ho mai abbastanza.
Ben venga quindi la prima collezione eyewear di Zadig & Voltaire, in vendita a partire da febbraio 2010.
Potrete scegliere lo stile che preferite tra Retro, Rock, Aviator, 80’s, sia da uomo che da donna.
Dopo il salto tutta la collezione [...]

Alessandro, Stefano e Matteo, i fondatori di Glassing, hanno iniziato a muovere i primi passi nel mondo dell’eyewear aprendo ad Ibiza un negozio di occhiali vintage trovati nei mercatini di mezza Europa.
Questo succedeva nel 2005, prima che ai tre si accendesse la proverbiale lampadina: mettere dei distributori automatici di occhiali nei locali dell’isola. Ne vendono un numero spropositato e a quel punto iniziano a pensare ad un brand proprio, Glassing appunto, che nasce ufficialmente nel 2008, lanciando modelli low cost ispirati alle linee degli anni ‘70.
Ora, in partnership con Polaroid, e dopo una campagna-test sul web che ha fatto inorridire diversi blogs dedicati all’advertising (leggetevi i commenti, ma onore al merito di aver prima testato l’aria: facessero tutti così eviteremmo tanti obrobri che poi arrivano sui giornali e sui cartelloni pubblicitari), Glassing arriva nei negozi di tutta Italia. Pare che anche da noi non mancheranno i distributori automatici.
Guardatevi i modelli dopo il salto: sono tre, disponibili ciascuno in 10 colori + radica.
Dopo perdite, rapimenti, rovinose cadute, sto diventando un fan dell’occhiale low cost e chissà che non lo diventiate anche voi…

Una t-shirt, un solo modello per uomo ed uno per donna, per ogni disegno un unico colore. Ecco spiegato il nome del brand, One-T-Shirt, nato come (ennesimo) progetto all’interno de Lo Studio, agenzia creativa milanese fondata da Carlo Ninchi e Vittorio Locatelli che solitamente si occupa di tutt’altro, dall’arredamento all’architettura di interni, dalla fotografia alle videoinstallazioni, dagli allestimenti per spettacoli ed eventi agli oggetti di design.
E dalle grafiche, ma soprattutto dalla grandissima attenzione ai particolari – materiali, stampe, cuciture, compresi i due fori (dalle foto si notano appena) che rappresentano il loro logo – non si può che fare tanto di cappello a Carlo e Vittorio e alla loro idea, semplice ma efficace, di streetwear di qualità.
Purtroppo le immagini non fanno giustizia al prodotto, che ho avuto modo di vedere all’ultimo Pitti quindi vi consiglio di fare un giro sul loro sito e guardarvi i video della collezione primavera-estate – che potete anche acquistare online – caratterizzata da grafiche che simboleggiano la guerra (disegni tecnici di armi, carrarmati, bombardieri, ecc…) e la pace (fiori, uccelli e insetti).
E dopo il salto trovate una micro-preview della collezione AW2010-11: anche stavolta i temi sono di quelli assoluti. Una riflessione sulle sorti del mondo, tra tsunami, deserti, discariche, missili, farmacie… [...]

Visti all’ultimo Pitti, tra me e questi papillon di ceramica è stato amore a prima vista.
Originalissimi, eleganti ma senza prendersi troppo sul serio, sono prodotti da CorSineLabeDoli, nuovissimo brand italiano che prende il nome dal motto della città di Corato (Ba), da dove vengono i creatori del marchio, e che significa cuore senza macchia di tradimento.
Made in Italy da cima a piedi, i papillon sono prodotti a Marostica, lavorati e rifiniti a mano da esperti artigiani locali mentre i nastrini sono cuciti a mano da sarti italiani.
Dopo il salto le altre varianti di colore, tutte splendide [...]
Se hai ancora le tasche piene per qualche acquisto post-saldi, niente di meglio che spendere gli ultimi risparmi in capi, accessori, oggetti di design vintage.
Dal 27 al 31 gennaio, presso la Stazione Leopolda di Firenze c’è Vintage Selection, evento organizzato in collaborazione con A.N.G.E.L.O. e che vedrà la partecipazione di tantissime realtà (ben 40, alcune della quali già apparse su “questi schermi”).
E’ lecito per una zitella di 35 anni suonati rispondere alla domanda come dovrebbe essere il tuo uomo ideale?
Facendo finta che la vostra risposta sia affermativa (non saprei altrimenti come continuare il post), vi dico che il mio dovrebbe assomigliare a Benicio Del Toro, con un bel po’ di Massimo Gramellini (si avete capito bene il pacioso vicedirettore de La Stampa), essere comunque più alto di 185 cm, curare i dettagli, inoltre dovrebbe riuscire a stupirmi (senza farmi incazzare) ed avere almeno un paio di scarpe di Rachel Comey.
Per chi non la conoscesse Rachel è una bravissima designer americana, date un’occhiata alla bella linea di abbigliamento femminile.
All’uomo ideale: se la mia cuginetta (13 anni) ha ragione ed esisti veramente, credi di rispondere ai requisiti elencati, non perdere tempo compra le scarpe on line su Revolve Clothing o Forward by Revolve e raggiungimi, abbiamo perso già troppo tempo!

Visto che di ombrelli gli inglesi se ne intendono date un’occhiata ai modelli della London Undercover, realizzati interamente con materiali riciclati e disponibili in tante varianti con grafiche (sopra, sotto e su entrambi i lati) decisamente interessanti, dai più classici scacchi, tartan, righe e pied de poule ad abbinamenti decisamente più coraggiosi.
Per i british-feticisti ci sono anche due modelli realizzati in collaborazione con Transport for London, uno in formato pocket con il celebre simbolo della metro (ingrandite per vedere) e l’altro con il pattern interno identico a quelli dei sedili dei bus e delle carrozze delle linee District e Circle degli anni ‘70.
London Undercover per ora non spedisce oltremanica ma presto lo farà, quindi per la prossima stagione delle piogge potremo sfoggiare stomachevoli colazioni all’inglese stampate sull’ombrello anche qui in Italia.
Dopo il salto altre immagini [...]

Questa domenica trovate il modo di passare per Roma dato che il Micca Market, appuntamento fisso del Micca Club, inizia il nuovo anno con il primo di una serie di appuntamenti a tema.
E domani è la volta dei brands indipendenti, in collaborazione con noi di Frizzifrizzi.
Tanti brands italiani (tra cui Temporary Label, On and On, Ochobags, Lady Mitsuko, Passepartout Bags,Sofia Squitieri, Chou Chou Couture) + 2 internazionali (Lenka Padysakova e Mercyshouse), oltre al metabrand Global Pin Up.
Il tutto accompagnato dal dj set by Fish’n'Chips, drinks e buffet.
Non mancate!
Micca Market
Speciale Ind(i)ependent Brands
@ Micca Club
via Pietro Micca 7a, Roma
(vedi mappa)
17 gennaio 2010
dalle 18,00
Remixare – riscrivere – personalizzare: questa è l’essenza di Return to Me, che ha ben pensato di aiutarci a combattere l’omologazione e la miriade di stili che ci vengono proposti-imposti, con una linea di collane, wristcuffs e t-shirts personalizzabili.
La collana, ad esempio è composta da una trama di metallo bucherellata, su cui ci si può sbizzarrire cucendo tutto quel che si vuole: immagini, parole, simboli. Lo stesso vale per i polsini, realizzati in pelle e composti da una griglia di cerchietti che, bucati, possono andare a comporre svariati messaggi. Per quanto riguarda le t-shirts, invece, il kit comprende anche un transfer personalizzabile, da usare con il ferro da stiro.
I prodotti Return to Me si acquistano direttamente online e una volta che avete personalizzato il vostro acquisto, potete inviare una foto per la gallery.








