Tag Archives: fotografia

Quasi due anni fa (gulp) qui su FrizziFrizzi avevamo parlato di un’applicazione in grado di catapultarvi nell’era magica degli annuari americani con risultati decisamente discutibili.
Ora, anche senza applicazioni, potete stupirvi di fronte alla magia della fotografia.
Scorretevi questo tumblr interamente dedicato alle pessime immagini degli annuari, tra l’altro pure inviate dai soggetti in questione: Bad Yearbook Photos.
Eccovene qualcuna dopo il salto.
Continua…

Assolutamente negata per la fotografia, ma anche per riuscire a mettere insieme dei soggetti per comporre una cosa che possa chiamarsi foto, sono tanto invidiosa di chi con questo mezzo riesce a trovare forme di comunicazione evocative e modalità espressive efficaci.
Alison Scarpulla mi ha affascinato.
Col suo uso personalissimo dell’elemento del “memento mori” mi ha ricordato il Bocklin dei “Giochi d’acqua” delle Nereidi, l’atmosfera satura di umidità e di lezzo marino di “Bonaccia”, il suo “Autoritratto con la morte che suona il violino”, il Millais de “La piccola cieca” e per finire, grazie alla sua aura onirica e abbagliante conferita dai sorprendenti effetti della pellicola scaduta, il Sargent di “Carnation, lily- lily, rose”.
E mi ha fatto riflettere sul fatto che sarà anche ora che cominci a piacermi pure qualcosa che non necessariamente mi debba ricordare una cosa che mi è già piaciuta prima!
Comunque, le stampe numerate dei suoi lavori, oltre ad una piccola selezione di abbigliamento vintage, sono in vendita nel suo Etsy shop dal nome ammaliante e crepuscolare: Fleurs de Lune.
Continua…

H1, H2, H3, H4, H5, H6, H7, H8 e ora H9. Non ho affondato una super-corazzata giocando a battaglia navale: si tratta delle uscite di Heads Collective Showcase, fanzines monografiche di cui abbiamo già parlato in passato e dedicate, di volta in volta, ad artisti contemporanei.
E come reminder non c’è niente di meglio che aprire la propria casella postale e riceverne una copia: magnifica, come le altre che mi hanno mandato in passato.
Questo numero (che potete anche scaricare in pdf), con tanto di poster all’interno, è dedicato a Seba Lallemand, in mostra in questi giorni e fino al 15 settembre a Milano da Marsèlleria.
Continua…

Per rispondere alla carveriana domanda del titolo direi… niente da fotografare, almeno stando ai dati raccolti da Eric Fisher per il suo progetto Locals and Tourists dove grazie ai dati pubblici di Flickr e Picasa e alle foto geotaggate dagli utenti, ricostruisce le mappe delle varie città del mondo per capire quali zone sono le più fotografate e se dagli indigeni (in blu) o dai turisti (in rosso).
E se Venezia praticamente vive soltanto negli obiettivi dei turisti, e poco dietro vengono Roma e Firenze, a Milano e Torino si danno da fare anche quelli del posto.
Notare poi le zone. I turisti sono tutti lì, belli raggruppati nei centri storici, ma per questo non serve una mappa: basta intrufolarsi tra i forestieri, alzare la macchina fotografica al cielo e scattare. Tempo qualche secondo allungheranno il collo per vedere cosa si stanno perdendo e, nel dubbio, una foto la scattano lo stesso.
Nell’immagine in alto Venezia.
Dopo il salto Roma, Firenze, Milano e Torino.
Continua…

Ospitalità è offrire il piatto di spaghetti perfetto (e perfettamente al dente) a chi sai che ci tiene.
Ospitalità è trovare il vino che si accompagni perfettamente non solo al cibo ma anche a chi viene a cena.
Ospitalità è aprire la porta e lasciar entrare qualcuno facendolo sentire il benvenuto non solo per circostanza o per abitudine, ma perché è davvero il benvenuto.
Ma come si progetta l’ospitalità?
E’ quello che si chiede Naba con il Concorso Internazionale Progettare l’Ospitalità.
In occasione dei suoi 30 anni l’accademia milanese, appena entrata a far parte di un network di università internazionali, prospetta un aumento degli arrivi di studenti internazionali.
Ecco il perché del tema del concorso, che mette in palio 8 borse di studio a copertura totale della retta per la partecipazione ai Master e Bienni specialistici che partiranno a gennaio 2011.
Si può partecipare seguendo diverse tracce progettuali, in base all’area che poi si intende andare a studiare.
Tutte le informazioni le trovate qui.
Deadline: 30 settembre 2010.

Pattern visivi, spazi vuoti, linee curve: nelle foto (analogiche!) di Christoph Morlinghaus, dove non trovi un essere umano neanche a cercarlo con la lente d’ingrandimento, ti sembra quasi di sentire l’eco.

Nelle grandi città gli eventi si susseguono lasciando a volte molto, a volte nulla… spariscono dalla memoria alla velocità della luce; eppure fare qualcosa in una grande città sembra molto più appagante che affrontare realtà più piccole e apparentemente “perse nel nulla” come invece hanno scelto di fare i ragazzi che, unendo energie e passione, hanno organizzato un festival delle arti visive e della musica ad Arcidosso (Gr): Alterazioni.
Dal 17 luglio fino al 29 agosto infatti, il paese toscano verrà invaso positivamente dalla creatività di quarantanove artisti visivi che daranno vita al centro storico ed alla Rocca Aldobrandesca intorno alla quale, nei secoli, tutto il contesto urbano ha preso forma.
Con dei presupposti che condivido in pieno, il festival si aprirà con il susseguirsi di quattro gruppi musicali, diversi per tipo di ricerca ma accomunati dal desiderio di innovare senza per questo diventare inascoltabili oppure difficilmente interpretabili: Lili Refrain, Liberal Carme, Digital Brain VS NeoZoomie, NOISE PROJECT|B/W EXPLOSION / Steno (Dj) – Q2 Visual (VJs).
Non resta che trovare un modo per arrivare ad Arcidosso e godersi l’inaugurazione!
Il programma completo della manifestazione lo trovate qui.

Una Holga digitale?
Aspettate a correre nei figozi (i negozi fighetti, quelli dei case per mac, delle toy cameras… ci siamo capiti no?) perché si tratta solo di un progetto. Comunque, geniale.
Come portare l’imprevedibilità della Holga nel mondo della fotografia digitale: riducendo al minimo le features e soprattutto togliendo mirino e display.
Scatti ma non sai cosa c’è nell’inquadratura e non sai se è a fuoco (perché la messa a fuoco è manuale!).
L’idea è di un giovane designer indiano, Saikat Biswas.
[via]

La carta è morta. Lunga vita alla carta. E alle fanzines italiane.
Aalphabet, che vi ho già presentato qualche mese fa, ha appena dato alle stampe 3cento34, progetto monografico dedicato alla giovane – e bravissima – fotografa italiana Valeria Cherchi.
Perché 334?
Ce lo spiega Valeria (e intanto guardatevi le foto dopo il salto)
Trecentotrentaquattro sono i giorni dell’anno in cui le case raccontate restano disabitate.
Trecentotrentaquattro parla di case congelate come nell’ultimo giorno in cui sono vissute.
Trecentotrentaquattro sono immagini di stanze disabitate in cui appaiono visioni dell’infanzia scrutate con l’occhio dell’adulto, forse.
Trecentotrentaquattro è destinato a continuare, alla ricerca di frammenti d’infanzia persi fra stanze di parenti.

Sinceramente, non mi ricordo se qualcuno mi abbia mai parlato di lei o se qualcuno di voi abbia mandato una segnalazione per farcela conoscere (sorry). Il fatto è che era lì tra i miei segnalibri da non so quanto tempo e mi sembrava arrivato il momento di parlarne.
Dunque Cecilia, in arte CeVì è una giovane artista. E mi permetto di dire artista perché nella sua bio ci sono diverse mostre collettive, personali, premi e collaborazioni; senza dimenticare la formazione a Brera.
Tra i suoi lavori vi segnalo innanzitutto i geniali scontrini immaginali (in cui riversa desideri di oggetti che vorrebbe possedere); cartOnirica, apparizioni di carta vivente; passando per la sezione fotografica con i ritratti di L\oro (guardate my personal jesus), le immagini contrapposte di Dialoghi e il lato più ludico delle immagini per il foodblog Il cucchiaino di Alice.
Poi ci sono le illustrazioni, le performance e infine i pupi, morbidi plush toys di tutte le forme e le dimensioni. Direi un’artista a tutto tondo.
Qui i contatti.

Si chiama come una crema per il corpo da due soldi; è sardo ma sembra un crucco; ha avuto l’idea della sua serie Hybridation guardandosi in una vetrina dove, per uno strano gioco di riflessi, ha visto il suo corpo con la testa di un manichino.
Da allora non la smette più di travestirsi da surreale stereotipo in mutande – il ragazzo ha anche un futuro come stylist, niente male l’accostamento minimale tra abiti e teste – e si è pure guadagnato la sua prima personale (a Parigi, proprio in questi giorni).
Ora non resta che stare a vedere che succederà la prossima volta che una vetrina farà a Kroppslotion ancora una volta lo scherzo del riflesso sbagliato (da qualche altra parte, al posto della testa).

Sono sicuro che per privilegio d’anagrafe (ma privilegio si fa per dire, in questo caso) molti di voi che ci leggete ogni giorno siete precari, magari – vostro malgrado – pure bamboccioni.
Non è certamente questo il posto per analisi politiche, sociali, economiche e per analizzare le cause di questa situazione. Le conseguenze, però, le conoscete tutti benissimo e le vivete ogni giorno sulla (e sotto alla) pelle.
Precario non si nasce, lo si diventa. E mica per demeriti propri!
Far sentire la propria voce, pura e semplice, senza strumentalizzazioni è un’impresa quasi quanto uscirne, dal precariato. Basterebbero le storie, ma ci vorrebbe poi qualcuno disposto ad ascoltarle. Tutte.
Magari si fa prima con un’immagine.
Ritratti di Precari è un progetto di Chiara Schiaratura – giovane fotografa di Pesaro, precaria – presentato l’anno scorso come tesi di laurea allo IUAV.
Ora Chiara vuole portarlo avanti e cerca l’aiuto di tutti i precari che ci stanno leggendo e che sono disponibili a farsi ritrarre.
Tra un curriculum e l’altro che mandate via mail, fatevi avanti.

We’re not intellectuals, we just like photos.
E’ il motto di Wall Done Mag, bellissimo blog dedicato alla fotografia che quasi ogni giorno propone vecchi e (soprattutto) nuovi talenti in un sito dal layout pulitissimo che entrerà sicuramente a far parte dei vostri preferiti.
E per tutti i giovani fotografi c’è anche un contest in corso. Il tema è libero e si vincono 1000€.
Deadline: 31 maggio 2010. Tutte le informazioni le trovate qui.

Che mondo siamo? Come ci rappresentiamo? Cosa siamo in grado di comunicare?
A queste domande rispondono i 14 artisti che parteciperanno alla collettiva My World 2, curata da Francesco Liggieri e dalla nostra (sometimes) collaboratrice Giuliana Tammaro.
L’appuntamento è per stasera a Venezia.
Se siete da quelle parti, non mancate!
My World 2
@ Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice
Fondamenta San Gioachin
Castello 450, Venezia
(vedi mappa)
dall’8 al 23 maggio 2010
opening 8 maggio alle 18,30

Vicino a casa mia, da bambino, c’era un bosco.
Sembra l’inizio di una fiaba ma è tutto vero. Anche se in realtà non era proprio un bosco ma un mini-bosco. In paese lo chiamavano tutti il boschetto, ma era una specie di quadrato di alberi alti e fittissimi ed intricatissimo sottobosco in mezzo ad un campo di barbabietole, proprio fuori dal cancello di casa mia.
Il boschetto non ha mai avuto una fama maledetta: niente fantasmi (quelli stavano in una casa semi-distrutta poco lontano: si diceva che quando avevano provato a demolirla, il giorno dopo era di nuovo lì), niente tossici (quelli usavano il parchetto sotto le scuole medie e probabilmente la casa-fantasma). Però per me il boschetto un po’ magico lo era. Andavo ad esplorarlo di nascosto, d’estate, insieme alla mia gatta Nerina, che in realtà era bianca, è vissuta più di 20 anni ed era molto comunicativa.
In mezzo alle urla degli uccelli (perché cinguettavano talmente forte che sembrava di essere ad un party) pareva che mi parlasse.
Ecco, Smoke Bath è da prendere con questo spirito.
Si tratta di un libro uscito da poco che raccoglie – su idea del fotografo americano Peter Sutherland, che ne ha curato la pubblicazione – le opere di tantissimi artisti, tra fotografi ed illustratori, accomunate dal tema del campeggio, della natura, dell’esplorazione.
Smoke Bath lo potete acquistare qui.

Alla continua ricerca di ispirazioni per arredare/decorare la casa finisco regolarmente su The Selby, il sito che il fotografo Todd Selby ha lanciato un paio d’anni fa quasi per gioco ma che è diventato fin da subito, per l’interior design, ciò che The Sartorialist rappresenta per il mondo della moda.
In due anni Todd ha fotografato un numero impressionante di personaggi più o meno famosi del mondo della moda, dell’arte, del design, della musica, ciascuno nella propria casa, così com’è, da quella più disordinata a quella impeccabile, da Los Angeles a Tokyo, da Londra a New York, da Milano a Parigi.
E se conoscete già il suo sito – immagino di sì perché l’abbiamo citato più volte qui su Frizzifrizzi – sicuramente avrete pensato anche voi che i suoi scatti, i suoi mini-reportages sarebbero perfetti per un libro, uno dei quei coffee-table books da piazzare sul tavolino quando arrivano gli ospiti.
Eccovi accontentati: il libro c’è, è nuovissimo, si intitola The Selby is in your place e contiene i ritratti di 40 personaggi (ed altrettante case, in tutto 256 pagine), la maggior parte dei quali mai apparsi sul suo sito.
Preparate il tavolino da caffè.

Per il quarto anno consecutivo, Foam Magazine, rivista internazionale dedicata alla fotografia, lancia un talent call aperto ai nuovi talenti di tutto il mondo, dai 18 ai 35 anni.
Per partecipare basta inviare da un minimo di due ad un massimo di quattro serie fotografiche (fino a 16 scatti per ciascun progetto).
In palio c’è la pubblicazione dei lavori selezionati sullo speciale Talent Issue del magazine.
Tutte le informazioni per partecipare le trovate qui, mentre l’iscrizione al concorso potete farla tramite questo form.
Deadline: 1 maggio 2010.

Negli settanta L’Europeo era Il Periodico Italiano per eccellenza: ci scrivevano le migliori firme e ci pubblicavano i loro reportages i migliori fotografi in circolazione.
Poi negli anni ‘80 il declino e nel ‘95 la chiusura. Dal 2001 L’Europeo è di nuovo in edicola come bimestrale e da un paio d’anni è tornato ad essere mensile, in allegato con Il Corriere della Sera o venduto a parte.
Oggi ripropone i servizi del passato, riattualizzandoli al presente, con numeri monografici dedicati a personaggi e grandi temi d’attualità.
Ora L’Europeo ha deciso di puntare sui giovani e lancia un concorso attraverso la community per eccellenza dove tantissimi nuovi talenti mettono i propri lavori: Flickr.
L’Europeo Photo Awards 2010 è aperto a tutti, basta iscriversi all’apposito gruppo Flickr e postare una (e solo una) foto avente come tema all’uscita dal lavoro, con tanto di didascalia esplicativa.
Il concorso è in collaborazione con Nikon ed in premio ci sono tre fotocamere digitali – la D90, la D5000 e la D3000 – oltre alla pubblicazione delle foto vincitrici sull’Europeo ed abbonamenti annuali al magazine per i primi 10 classificati.
Il bando completo lo trovate qui e qui.
Deadline: 14 giugno 2010

Sul suo sito trovate autoritratti dove lei non compare (con la scusa di esser coperta da una roccia, da un altare, dall’orizzonte, o di starsene arrampicata su un albero), ma le ossessioni della fotografa americana Millee Tibbs sono il doppio e l’identità, temi rappresentati in maniera davvero efficace – nonché inquietante – nella serie this is a picture of me, di cui qui sopra vedete un paio di esemplari (il resto guardatevelo da casa perché decisamente NSFW), nella quale la fotografa aggiorna al presente – certamente grazie al fotoritocco – le foto di quando era bambina, con le stesse pose e gli stessi abiti – o senza abiti…

Vi piace scattare in analogico? Avete una toy camera e non vi siete ancora stancati di usarla?
Allora partecipate al ToyCam Photocontest, concorso indetto da Jsign in collaborazione con Say Love e PowerShovel.
In premio, altre toy cams – così potrete diffondere il verbo – ed una mostra presso Jsign, a Napoli.
Tutte le info le trovate qui [pdf].
Deadline: 24 aprile 2010
