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Anche se non avete una faccia come la sua il modello Dr.Strangelove potete provarlo lo stesso. E pure tutti gli altri.
Dal beatnik al pubblicitario stile Mad Men, fino al boss del casinò di Las Vegas: Massada Eyewear accontenta tutti.
In attesa che apra lo shop online potete richiedere informazioni (qui) su dove acquistare, o sperare che il vostro ottico di fiducia legga Frizzifrizzi.
Continua…

C’è chi vive minimal per scelta, per capriccio, perché va di moda… e chi invece è costretto a farlo.
Dietro alle sbarre le cose che mancano sono tante e gli spazi limitati, ma non la fantasia.
Design in gabbia, in questo caso, è da prendere nel senso letterale del termine: il progetto infatti è nato grazie al supporto di 40 detenuti che hanno ideato e creato – con il supporto del designer inglese (ma di base in Italia) Anthony Knight, dello studio Imegadito e dell’architetto e designer Raffaella Brunzin – con macchinari già presenti all’interno del carcere (la Casa Circondariale Santa Maria Maggiore a Venezia) quattro prodotti, pensati proprio partendo dal loro regime di vita “essenziale”.

Una shopping bag, un pouff, un pannello multiuso ed un grembiule, tutti realizzati in cotone e velcro (che serve per appiccicarci sopra gli accessori intercambiabili).
Trovate tutto da I Love Tourism, a Venezia, fino al 15 ottobre.
Less is more.

Il nome l’hanno preso da Pasolini (mica cotica! Vedi immagine dopo il salto, tratta dai se-non-li-avete-ancora-letti-che-aspettate? suoi ipermoralisti – quando moralista non era ancora un termine negativo, abusato da stuoli di ben pagate, appunto, ragazze ornamentali alle prese con strenue difese del loro essere inutili, in cerebrolesive trasmissioni del pomeriggio – e profetici Scritti Corsari).
Le Ragazze Ornamentali sono Isabelle Bois e Valentina Tortorella, che nel loro atelier di Parigi realizzano splendide borse, borsette, borsettine e borsettinette: essenziali, preziose, fioccanti.
Per ragazze che ornamentali non sono ma che giocano ad esserlo, ché non si sa mai che un po’ lo siano davvero e allora l’autoironia d’attacco funziona sempre.
Essere una ragazza ornamentale is the new black.

[via O, che non è ornamentale e che ha appena aggiornato il suo sito]

Artigiana e creatrice di una diversificata serie di oggetti tra i più disparati, che vende su Etsy o accumula per diletto, Tresijas, al secolo Kelly Wakefield, è una mamma in viaggio tra Fresno e Buenos Aires. Non ha nessuna velleità da designer e le sue sono cose carine con qualche buona intuizione.
In particolare vi segnalo questi pettinini per raccogliere ciuffi ribelli in volute rétro.
Di plastica a tinte pop o tartarugata, sono decorati da lunette in vinile ritagliate da 45 giri anni ‘60 di fiabe per bambini.
Quasi quasi mi sembra di sentire il campanellino che mi avvisa di girare pagina…

Da poco meno di un anno, a Roma, c’è un nuovo negozio che porta nella capitale le migliori collezioni – spesso in esclusiva nazionale – di giovani fashion designers nordeuropei (ma non solo).
Si chiama Betulla e nonostante i miei ultimi, frequenti pellegrinaggi per la capitale me lo sono perso, ritrovandolo poi per caso al momento di scrivere un post su uno dei designers che Flaminia Pizzi, la proprietaria, tiene in negozio.
Betulla, come potete immaginare, è una sorta di tempio del minimal chic.
Si va dallo streetwear di Hope e dalle sneakers by Forfex e Karstoft Vestergaard, al casual chic di Stephan Schneider fino al femminile sognante e molto fiammingo di Christian Wijniants.
In arrivo per questo autunno-inverno brands Wackerhaus, Vibe Johansson, Carin Wester, Diana Orving e l’avantgarde-duo Vilsbøl de Arce.
Menzione speciale per Christophe Lemaire, in arrivo anche lui con il cielo (grigio) sopra Berlino Roma.
And when I set them free, like fleathers they will be
Scritto il 13 agosto 2010 da Cinzia Migliardi.

Libera rivisitazione della canzone di Nikka Costa. (Aspettate almeno il minuto 1.07)
Comunque, Fleathers, è un altro dei molteplici profili che su Etsy spopolano grazie alla loro creatività. Questo, è stato creato da Linda almeno 5 anni fa ed è una linea di accessori dedicata (almeno inizialmente) a fiori, animali, uccelli e la natura.
Successivamente, grazie alla collaborazione con la sua amica Rebecca, nasce la linea Rabidfox, dedicata all’intero regno animale.

Facciamoci un giro. Ci sono orecchini piumati giant-size, altri che abbinano la classica forma ad anello con tessuti coloratissimi, ma – devo ammettere – il pezzo forte sono veramente gli anelli Rabidfox. Unicorno, polpo, elefanti, giaguari e coniglietti (again!).
Fatevi sotto e prendete la misura in maniera precisa: non accettano resi. (mah!)

Da Shauna Alterio e Stephen Loidolt, coppia di crafters professionisti conosciuti con il nome di Something’s Hiding in Here (se frequentate abitualmente l’universo handmade il loro blog sono una tappa da aggiungere al vostro percorso online) una serie di papillons fatti a mano: li trovate – ancora per poco visto che vanno via come il pane – da Curiosity Shoppe.

Di Tiziana Fara e della sue borse Fara Collection abbiamo già parlato più volte, sia io che Simone. Vi abbiamo anche presentato le sue borse ottenute lavorando le scatole delle mitiche Pastiglie Leone, adesso sono arrivati i nuovi gusti di caramelle e di borse e noi, golosi come siamo , non potevamo fare a meno di farvele assaggiare !

Se per le scarpe con il passare degli anni la comodità è diventata, mio malgrado, un elemento determinante nella scelta, per le borse invece ci rinuncio sempre più spesso…
Per esempio, nonostante non siano proprio pratiche, apprezzo moltissimo le buste. Penso che dopo averci fatto l’abitudine , un paio di mesi basteranno, regàlino una gestualità molto affascinante, femminile e misteriosa. Specie se alla busta accompagnate dei guanti di pelle!
Quelle che vedete nelle immagini (qui e dopo il salto) sono di Elle & Dee.

Essenziali, sono realizzate in pelle, utilizzando pezzi unici di nappa che sono poi trattati e lavorati singolarmente per un effetto finale che ne garantisce l’unicità, visto che ogni pezzo di nappa ha una propria sfumatura di colore.
Ogni borsa si distingue dalle altre oltre che per la scelta del pellame anche per quella delle variopinte fodere, un interno fatto di pois o fantasia floreali che conferisce un tocco originale e un po’ retrò ad ogni modello.
Potete scegliere la grande pochette da infilare sotto il braccio o la minibusta racchiusa in una mano.
I modelli sono disponibili in vari colori, dal nero al tortora, dal cammello al marrone. Potete acquistarle on line da Picboutique.
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Sarà che in questi giorni sono a Senigallia, dove per il Summer Jamboree gli anni ‘50 li trovi (dettagliati come un documentario, o cheap come le t-shirts d’imitazione di un mercatino) dietro l’angolo, ma la mail di Ruphus, giovane brands fondato da una neo-mamma romana ma di base a Torino, è arrivata al momento giusto.
Da questi parti borse, pettini, cerchietti e bijoux – tutti pezzi unici realizzati con scarti di magazzino e pezzi vintage abbinati a tessuti di qualità – si sarebbero fatti largo tra camice hawaiane, occhiali alla Buddy Holly e pettinature alla Betty Page.
I prodotti Ruphus li trovate online da Not Just A Label oppure potete scrivere una mail a ruphuslife@gmail.com.
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Dev’essere un giornalista piuttosto originale e con strane missioni in agenda, quello che hanno in mente i giapponesi di Hobo, visto che la collezione per il prossimo autunno-inverno si chiama proprio journalist’s equipment e tra l’equipaggiamento ci sono cinture anni ‘70, nordiche coperte con tanto di portacoperta in pelle, guanti perfetti per un lappone e scarpe da monaci cinesi con il pallino per le borchie.
Nato da una costola di Nonnative, Hobo produce solo accessori e lontano dall’ansia da prestazione di dover presentare sempre versioni aggiornate dei loro best-sellers, ad ogni stagione fanno tabula rasa e si reinventano tutto.

Fino ad oggi realizzava soltanto pezzi unici per amici ed esemplari da esposizione ma quest’anno Alexander Fielden ha lanciato al White la sua prima collezione di scarpe ed accessori.
E il risultato è straordinario. Ogni millimetro quadrato di pelle sembra sudare: lavoro, arte, vita.
Le sue scarpe sembrano un romanzo a partire dai nomi dei vari esemplari – il filosofo, il vagabondo, il bastardo, il messaggero, l’esploratore (questa qui sopra, ma rende meglio il termine inglese pathfinder) – che interpretano dei personaggi meglio di quanto un’illustrazione, una foto o una canzone riescano a fare.
E dove trovare questi preziosi manufatti, in Italia, se non da uno dei migliori negozi di ricerca a livello mondiale? Ovviamente sto parlando di Lazzari, a Treviso.
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Pecunia non olet, pensava il giovane trader milanese quando, guardando i classici occhialacci cialtroni da bancarella, decise di mettersi a disegnarne di suoi e lanciarli per lo stivale sotto il diabolico nome di Spektre (nomen omen?).
Ab imo pectore poi, a posteriori, forse se ne pentì.
“Qua lavoro 12 ore al giorno e mi è venuta l’ansia per tutto. Benvenuti nel mondo della moda” scrisse al sottoscritto solo qualche giorno fa.
Ma nihil sine magno labore vita dedit mortalibus, quindi si va avanti. E alla grande.
Da poco sono uscite le nuove linee: nulla ethica sine aesthetica e memento audere semper.
Li vedete dopo il salto e li acquistate sullo store di Unotre.
Amen.

Black & white: i due colori-non colori, lo yin e lo yang, il pieno e il vuoto e via dicendo. Lo sappiamo bene, bianco e nero sono l’abc, la base di tutto, soprattutto del nostro guardaroba, dove non mancano certamente un abito nero o una classica t-shirt bianca, ma come interpretarli per farne un mix di originalità e sperimentazione? La risposta l’ho trovata nelle creazioni di Lako Bukia, una giovanissima designer della Georgia che si sta facendo strada nell’intricato mondo della moda occidentale.
La sua prima collezione “Mushroom” del 2008 ha riscosso subito successo, tanto da venir esposta anche alla Central Saint Martins di Londra. Ma nonostante ciò, Lako non si è montata la testa e ha continuato a studiare, frequentando corsi presso le più rinomate scuole di moda europee, tra cui anche il “nostro” Istituto Marangoni.

Ma veniamo alla sua ultima collezione “Cubart”, già dal titolo si può intuire da cosa si sia lasciata influenzare. Per il prossimo autunno-inverno, la designer ha realizzato una serie di pezzi ispirati al Cubismo, interpretando con il suo stile audace i lavori artistici di Pablo Picasso e i costumi teatrali dei Cubisti Russi.
Parole chiave della collezione: bianco e nero, contrasti, minimalismo e forme geometriche; elementi che si fondono creando un insieme davvero ad alto tasso artistico. L’opposizione bianco e nero e le forme asimmetriche contribuiscono a sottolineare l’effetto geometrico: per esempio, vengono accostate strisce di differenti tessuti come il velluto nero e la lana bianca, per creare forme davvero insolite, che, nonostante sia passato un secolo dalla sua nascita, ci permettono una full immersion nel mondo cubista.
Potete trovare la collezione Cubart in vendita sul solito Not just a label.

Le gif animate sono le cose più idiote e allo stesso tempo irresistibili che si possono trovare sul web e, praticamente, ci sono da sempre.
Quando ancora aveva senso comprare le riviste da nerd con dentro i cd con le demo dei software capitava di trovare pure cartelle piene di immagini in loop continuo. Accendevi il computer, aspettavi che Windows si caricasse in tempi che ora sembrano biblici e chiamavi l’amico solo un pizzico meno nerd di te per fargli vedere un super-fantasy unicorno che galoppa sulle immobili distese del tuo schermo.
Le gif animate poi hanno conquistato i forum e da lì, passando per i blog, hanno trovato nuova linfa tra i microbloggers di tumblr.
Per approdare, alla fine, sulle sciarpe dei francesi di Milleneufcentquatrevingtquatre: ovvio, queste non sono animate, ma stile e “manifattura grafica” sono più o meno le stesse, tra gattini multiocchi, conigli, perle, uccelli, rigogliosa flora cut&paste e – non potevano di certo mancare – fieri unicorni.
Nato dalla collaborazione tra due textile designers francesi (classe 1984, ci potete scommettere), Milleneufcentquatrevingtquatre in Italia non ha punti vendita, ma si può acquistare qui.
Ci sono anche i leggings!

Credo che gli Spirit Hoods facciano il loro effetto solo addosso a tipe come queste.
Altrimenti sprofondare nel patetico è un attimo.
In pregiatissimo falso pelo (100% poliestere) li potete acquistare online a prezzi non proprio politici.
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Con un imperdonabile ritardo dovuto all’atmosfera già vacanziera che si respira da queste parti e al fatto che questo era l’ultimo Frizzi-gift di questa stagione e volevamo prolungare il brivido della vittoria (o mancata tale), eccoci finalmente a decretare i tre vincitori delle tre fantastiche e mangerecce creazioni del giovanissimo brand italiano Hatdicted.
Rullo… di tamburi.
Ecco i vincitori, scelti da sua imparzialità random.org.

L’headcake se lo porta a casa Stefania, a caterina arriverà la gingerbread headband mentre en potrà indossare prestissimo la sua biscuitbrooch.
Per tutti gli altri: avete tutta l’estate per lavorare su karma e fortuna, ma nel frattempo qualche bell’acquisto Hatdicted lo potete fare qui.

Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?
La celebre parabola, tra le più amate da catechisti, amiche-crocerossine e mamme con carichi di figli al seguito, non avrebbe avuto motivo di esistere se ci fossero stati gli occhiali Indie Nation.
Made in Australia, fatti a mano, con qualche paio di questi via la trave (che ci serve il legno) e via la pagliuzza (più diottrie per tutti!).
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Sara Turatello, 26enne bolognese, ha studiato alla Marangoni e lavorato per Armani Junior, ma stanca della vita aziendale decide di creare il suo marchio di borse: Les Envers.
Il suo motto è mi sono rotta le scatole: ogni borsa infatti è realizzata con scatole di riciclo, è un pezzo unico, ed ha un proprio nome identificativo, quasi come un’amica che ti sta accanto: Adelaide, Bertilla, Celestina…

Fatte a mano una ad una, personalizzabili con le proprie iniziali, realizzate con pelle di vacche italiane e neo-zelandesi, le cinture Phuong & Seb’s arrivano dall’Australia.
Dietro al brand sono solo in due – Phuon e Seb, appunto – ed hanno deciso di fare una sola cosa e farla bene: cinture.
