
Fa la cosa giusta è una mostra mercato del consumo critico e degli stili sostenibili, giunta ormai alla VII edizione, che si svolgerà a Milano presso i padiglioni di Fieramilanocity a partire dal 12 marzo. La mostra ha al suo interno una sezione speciale dedicata alla moda ed è proprio in questo contesto che si svolgerà la seconda edizione di DRESSED UP: a critical fashion show.
DRESSED UP: a critical fashion show è un evento ideato ed organizzato da Isola della Moda che propone un’alternativa nel campo della moda in cui fashion e consumo critico si incontrano per definire un nuovo stile.
Sono protagoniste le piccole produzioni di moda, la sartorialità, la manifattura ricercata ed allo stesso tempo vicina alle nuove tendenze.
Presenteranno le loro creazioni: Caira Design, Laafia, Laboratorio Isola, Lavgon, Riciclabò, Quincy Torino, Stefierre, Samanthakhan Tihsler.
Titolo ed allo stesso tempo concept di questa seconda edizione è Re_PUBLIC FASHION.
Un modo per spronare il pubblico/consumatore a riappropriarsi del concetto di moda, in quanto forma espressiva del vivere sociale.
Per questo alla tradizionale sfilata si è preferito la performance che rende fruibile al pubblico ciò che normalmente avviene dietro le quinte. Inoltre, per coniugare le esigenze degli addetti ai lavori con quelle del pubblico, gli stilisti presenteranno sia le collezioni della SS2010, sia le anticipazioni delle collezioni FW2010/11.
In concomitanza con l’evento, verrà inaugurata l’esposizione fotografica del progetto Re_PUBLIC FAHION, realizzato in collaborazione con il fotografo Alberto Bonardi.

Le piume dei cuscini, il muso dei suoi gatti, i rocchetti di filo ed i capelli: sono le ispirazioni per la prima collezione di Loto Natif, brand creato da Giuditta Bevivino.
Giuditta ha iniziato disegnando abiti, dopo aver frequentato l’Istituto Italiano della Moda di Roma, città dove vive. Poi ha deciso di passare ai gioielli, perché meno soggetti alle mode e più vicini alla vera anima di chi li indossa e di chi li crea.
Quando è più melanconica, disegna gioielli più romantici; quando si sente vitale, dalle sue mani escono creazioni più grintose. E a distanza di anni i suoi gioielli diventeranno per lei una specie di diario dove in ciascuna pagina (anello, braccialle o collana) ritroverà le sensazioni vissute e le ispirazioni.
Per informazioni potete contattarla a questo indirizzo: bevivino.giuditta@gmail.com.
Dopo il salto altre immagini

Hanno tutti un qualcosa di nostalgico i gioielli dell’australiana Djurdjica Kesic.
Mi immagino romantiche scene in cui lui e lei si riparano dalla pioggia sotto un albero e lui le fa una collana con i rametti trovati sull’erba.
E la nostalgia probabilmente deriva dal fatto che la Kesic utilizzi principalmente materiali ed oggetti trovati come sedie, cornici, sassi, che avevano una propria storia prima di diventare – spesso dopo esser stati fatti a pezzi – parte dei suoi gioielli, tra i quali spiccano quelli in legno della serie nomad, malmsbury e transitions.

INGREDIENTI:
• 1 cavolo toscano
• 200 gr di ceci cotti
• peperoncino chili fresco o secco
• 1 spicchio d’aglio
• sale
• olio extravergine d’oliva
PROCEDIMENTO:
Tagliate il cavolo a pezzettini. Mettete in una padella dell’olio d’oliva con l’aglio tritato ed il chili e fate cuocere a fuoco lento per un minuto.
Aggiungete il cavolo, coprite con dell’acqua ed aggiungete il sale. Lasciate bollire coperto a fuoco medio per 5 minuti. Mescolate una o due volte.
Togliete il coperchio e lasciate cucinare finché tutta l’acqua non si sarà assorbita ed il cavolo non sarà morbido.
Aggiungete i ceci e fate cuocere per altri 4-5 minuti, servite caldo o freddo.

Più semplice di così. Apro l’home page di Etsy e me la ritrovo lì, tra i featured seller, servita su un piatto d’argento.
Lorena è nata a Cuba, ha 21 anni e ora vive e lavora nel sud della Florida. Sempre al caldo insomma.
Da un annetto ha aperto il proprio negozio online – spinthread – dove vende queste collane. Sono colorate, sono geometriche, sono ricamate a mano. Sono un filo costose, ma se mettete insieme la scelta dei colori, lo sbattimento del ricamo e un favorevole cambio con il dollaro, allora – forse – potrete vederla in maniera positiva.
Potete guardare anche qualche sua vecchia creazione su flickr e contattarla mandandole un’email ici.

Sembrano pennellate e invece sono i tatuaggi che fa una bravissima artista newyorkese, Amanda Wachob, che oltre a darsi da fare con aghi e inchiostro è anche pittrice.
Dopo il salto altri tatuaggi ed altri stili.
via (<- bel blog italiano che ho appena scoperto)

Non è né carne né pesce, né un volatile, né una buona aringa rossa.
Infatti è Lisa Farmer.
Meglio, il titolo che questa brava designer americana, ha scelto per riassumere le sue creazioni.
Lisa disegna borse partendo dall’intenzione di mettere in discussione i confini tra moda, arte e design. Vuole creare una “borsa-contenitore” che possa essere considerata un oggetto di design, ma al contempo anche un’opera d’arte o uno scrigno indossabile.
Il risultato sono bellissimi pesci colorati pieni di dettagli o insetti, anche essi ricchissimi di particolari. Di questi ultimi però, non me ne vorrà Lisa, non riesco a dire bellissimi perché sono tanto realistici da scatenare entomofobia. Ebbene sì, non sopporto la vista degli insetti che “crocchiano”, quelli cioè che se li schiacci (per liberartene) fanno “croc” …
Tornando alle borse, ogni esemplare è unico, non esistono duplicati. Sono realizzate a mano, in eco-pelle, da un artigiano con oltre 40 anni di esperienza.

Sembrano quasi bucare la superficie le stampe di Ostwald Helgason, marchio fondato nel 2008 da due designers che si sono incontrati per caso in uno studio di Londra, Susanne Ostwald, tedesca ed Ingvar Helgason, islandese.
Stampe ottenute tramite processi tecnologici all’avanguardia (fotosintesi), che raccontano fantasie fluide, a tratti optical, aperte a mille significati da ricercare anche nell’intreccio di idee nate dal connubio di realtà così differenti, quella tedesca di Susanne e quella dell’estremo nord di Ingvar .
Potete dare un’occhiata alla collezione sul loro sito web.
In Italia la trovate solo da Slam Jam, a Verona.
[...]

Schmucknomadin-weltlernen potrebbe essere tradotto più o meno così: gioielleria nomade-imparare il mondo.
Si tratta di un progetto iniziato nel 2007 quando Sina Emrich ed il marito decisero di fare un viaggio attorno al mondo a partire dal 1 giugno 2008.
Sina, jewelry designer, decide di dedicare il 2007 alla preparazione di quest’avventura: anche il suo modo di creare doveva “mettersi in viaggio” con lei e siccome doveva partire leggera ridusse all’osso gli attrezzi del mestiere, imparando a creare solo con un seghetto, una pinza e un martello. Gli unici attrezzi che poi portò in valigia.
A giudicare del risultato per lavorare il legno, il suo materiale preferito, devono essere sufficienti!
Se vi incuriosisce, il viaggio è interamente documentato sul suo blog.
Lui è un designer di Weimar, per cui auguri al background.
Sul suo sito – TheThisThere - potete trovare questi interessanti video sul funzionamento delle sinapsi (con tanto di immagini del backstage) e il divertente Für Immer Jung. In tedesco significa “giovane per sempre“. E’ un libro che vive e si consuma. Se il mio tedesco non è arruginito – ma lo sarà sicuramente – ne deduco dal vecchio Albert che il libro è stato realizzato con un poligrafo (!). Attraverso questa tipologia di stampa viene conservata l’unicità di ogni pagina e sottolineata la caducità della qualità. Tanto di cappello.
C’è anche un bel progetto di un’etichetta discografica fittizia in collaborazione con Mario Lombardo.
Per altri lavori e informazioni potete dare un’occhiata al suo sito oppure alla sua collezione su Glossom.

Per motivi personali, dove per personali intendo dire non legati all’attività svolta per Frizzifrizzi, ho partecipato fisicamente – in qualità di spettatrice curiosa – a moltissime fasi creative di questa collezione.
Ero con Fabio e Juan quando partendo delle più disparate ispirazioni si sono messi a pensare prima ed a disegnare poi le stampe, quando hanno scelto le linee, fatto gli studi dei cartamodelli… insomma ero lì e li osservavo silenziosa (quasi sempre) e compiaciuta (come può esserlo una persona priva di alcuna creatività in presenza di due vulcani come loro).
Poi per motivi altrettanto personali, quando la collezione era ormai pronta sulla carta, mi sono assentata.
Lo confesso, pensavo che non sarei rimasta molto stupita vedendo il risultato finito del loro lavoro. Mi ero prefigurata una bella collezione.
Invece i due mi hanno spiazzato, regalandomi una bella sorpresa. Quando mi sono trovata davanti i capi indossati dalle modelle, ho pensato : cavolo, sono veramente bravi. La realizzazione va ben oltre le mie aspettative.
La collezione di Leitmotiv FW2010/11 mette su stoffa le loro visioni amplificandole: cornici barocche contaminate da dettagli meccanici e futuristi, romantici paesaggi bucolici e microchip.
E’ bellissima!

Riceviamo decine di email di segnalazioni ogni giorno: per mia fortuna non le gestisco io. Qualcuno, una santa donna armata di molta pazienza, le smista in base agli interessi dei componenti della redazione. Per quelle che arrivano a me succede così: in genere le leggo subito, specie se la presentazione non è eterna, seguo i links, guardo le immagini del prodotto e se mi “innamoro” scrivo immediatamente il post.
Capitano però giorni in cui non ho tempo, voglia, in cui sono di pessimo umore quindi le accantono e poi con calma le riprendo. Capita anche che l’amore nasca con il tempo e non alla prima lettura. Scrivo i post su ciò che ritengo pubblicabile, archivio il resto. Stamane facendo le pulizie di primavera mi sono messa a rileggere vecchie-vecchissime segnalazioni che giacevano lì inevase, quando mi sono imbattuta nell’email del brand Stabole datata 4 giugno 2009 e mi sono detta: perché non hai scritto un post di segnalazione? Queste borse sono belle!
Ecco il post meglio tardi che mai!
Stabole, è un brand capitolino, che nasce dall’ idea del designer Lorenzo Pezzi di rappresentare la contemporaneità attraverso una serie di borse funzionali, dalla linee asciutte, morbide, essenziali ed eleganti. Un’armonia di forme e volumi dinamici. Abbinando colori e materiali a contrasto.
Una nuova forma di recupero della tradizione italiana nella sua più alta forma artistica: l’artigianato di qualità. Lorenzo infatti è andato a cercare nelle periferie cittadine e tra i bei vicoli della capitale quelle mani esperte degli artigiani che una volta servirono i Papi e le monarchie italiane, affidando loro il compito di realizzare le sue idee.
Ognuno ha l’opportunità di personalizzare le borse combinando i colori e i materiali della collezione secondo le proprie preferenze.
[...]

Le donne sono fissate con le tasche? Non lo so e non mi interessa.
Gli uomini sì: dal gilet da pescatore all’impermeabile stile ispettore Gadget (e mettiamoci pure scomparti e cassettini dell’automobile) avere più tasche è importante. Significa avere qualcosa da metterci, significa essere più organizzati, significa avere posto per una sorpresa (50 euro che sembravano perdute spuntano fuori all’improvviso dalla tasca che non ci si ricordava più di avere). A parità di prodotto, quello con più tasche è… semplicemente più!
Certo, magari non tutti gli uomini. Ma se vi siete fissati a guardare le immagini qui sopra – e vi regalo pure quella ingrandita per vedere meglio – siete tra questi. Siamo tra questi.
E non potete non innamorarvi di Trash, borsa da viaggio appena lanciata da TravelTeq, un gruppo di amici che, viaggiatori incalliti, si sono messi a tavolino per creare la borsa dei loro sogni.
Avete visto lo scomparto per i biglietti da visita? E quello per occhiali e biglietto? Dentro ci sta un bel Macbook, riviste, iPhone, penna oversize (o sigaro).
Disponibile in diversi colori, sul retro c’è pure la fibbia per agganciarla al trolley.
E a proposito di trolley, è in arrivo anche quello: nome in codice Trip. Il lancio è previsto per metà marzo ma le immagini sono ancora top-secret.
La borsa invece sarà possibile acquistarla a partire da maggio. [...]
Dopo averla vista arrampicata sulla torre Eiffel, avvolta nel mistero con la sua Lady Dior, l’attrice francese Marion Cotillard è riapparsa nei mesi scorsi in una campagna firmata da Annie Leibovitz (dopo il salto il making of) sempre per Lady Dior, e i toni noir dei primi tempi venivano pian piano sostituiti dal rosso. E da Parigi ci si spostava a New York.
E proprio oggi, giorno della presentazione della collezione Dior FW2010/11, esce ufficialmente il video Lady Rouge, dove la cotillard canta con i (e un pezzo dei) Franz Ferdinand. E non se la cava neanche male…
La Lady Dior stavolta è rosso fiamme dell’inferno. Di coccodrillo. O, traducendo per mia figlia, rolillo.
Coming soon: chapter 3 – Lady Blue – Shangai.
[...]
Flower Glam -Suggestioni di una notte by The Kitchen of Fashion
Scritto il 05 marzo 2010 da Francesca Arcuri.

Quando ho letto l’email di segnalazione ero appena tornata da una lunghissima passeggiata nei campi in fiore, felice per il profumo di primavera finalmente nell’aria!
Non vi stupirà sapere quindi che sono riuscita quasi a sentire l’odore di queste creazioni.
L’idea è venuta alla poliedrica e visionaria trendhunter torinese Antonella Bentivoglio d’Afflitto. La collezione è stata creata per la primavera/estate 2010: si tratta di collane, spille, anelli, bracciali, originali e freschi copricapo realizzati tutti rigorosamente con erbe e fiori freschi. Menta, gelsomino, rose, edera, ortensie… studiate ad hoc per impreziosire, partendo della personalità della cliente o dal tema e dal luogo dell’evento.
Le realizza nel suo atelier – The Kitchen of Fashion – per eventi glamour, matrimoni, ma anche per le sue clienti che vogliono sentirsi speciali per una sera e per ridare vita ad un abito.
La settimana prossima per esempio sarà a Capri dove per ciascuna delle invitate ad una festa dei diciotto anni verrà creata una collana “flower glam”, in un corner allestito con svariate tipologie di erbe e di fiori profumati. Le giovani e fortunate ospiti potranno scegliere colori e fogge del loro bijou fatto sul momento. Beate loro, giovani e vestite di fiori!

Grafica, illustratrice e creatrice di soffici toys a forma di animale, Violetta Testacalda – nome d’arte, in realtà si chiama Sara Cimarosti (sinonimo di testacalda?) – vive a Bologna dove domenica prossima saranno esposti i suoi softies, durante le giornate del festival BilBOlbul, presso il fantastico atelier dei Pesci Pneumatici.
SoftZOOne
@ Atelier Pesci Pneumatici
via Fondazza 18
(vedi mappa)
dal 7 al 9 marzo 2010
inaugurazione il 7 marzo ore 18,00

Questo è il titolo di un libro del grande Jean Baudrillard.
Da qui ha preso il nome un brand milanese creato da Caterina Coccioli, Anna Lottersberger & Alessandro Manzi. Il marchio è nato nel 2009 e il trio si conosce già sui banchi dell’università – Politecnico docet – così che riescono a far confluire in un’unica direzione il proprio concetto di designer.
Il sistema degli oggetti punta alla definizione di uno stile maturo e si basa principalmente su tre assiomi: divisa quotidiana, ordinarietà entusiasmante e sexless. Sostanzialmente, un abito è un abito, non necessita più di occasioni particolari per essere indossato, viene messa al primo posto la quotidianità e – soprattutto – le linee diventano “generiche” e non puntano a definire curve e tagli in base ai generi.
Per farvi un’idea, basterà dare un’occhiata all’attuale collezione (qui sopra) per ritrovre la filosofia del brand. Ad esempio, la semplicità di un parka rivisitato, di un paio bermuda assolutamente proporzionati, di un outfit senza eccessi.
Volendo, potete dare anche una sbirciatina alla collezione invernale, dove uomo e donna (dopo il salto) sono vestiti con gli stessi colori, senza distinzione. Si parte dal nero (total) fino a toccare sfumature antracite su tessuti come fresco di lana e velluto di seta. Una perfetta eleganza minimale.
Per ulteriori informazioni e contatti, cliccate qui. [...]

Perché quelli di Noodle Park usano le confezioni dei noodles come packaging?
Perché considerano i loro prodotti alla stregua dello streetfood: può essere bello a vedersi e buono a mangiarsi eppure non costare una fortuna.
Perché quelli di Noodle Park migliorano di collezione in collezione?
Perché sanno riconoscere una giacca invernale da una estiva dal rumore che fa quando cade. Molto zen.
(Ma se una giacca estiva cade in una stanza vuota di una casa disabitata, fa effettivamente rumore? E chi l’ha fatta cadere?)
Mentre ci pensate, guardatevi la collezione SS2010.
Dopo il salto un po’ di dettagli [...]

Quest’inverno ho sentito parlare (ed anche letto ma non ricordo dove) di un nuovo servizio messo a disposizione del cliente da parte di grandi catene alberghiere: una persona si stende nel tuo letto prima di te e te lo riscalda perché tu possa trovarlo tiepido al momento dell’uso.
Orrore ho pensato io, che preferisco trovare il letto vuoto (almeno dal mio lato) e le lenzuola gelide! E comunque non bastava lo scaldaletto elettrico o la borsa dell’acqua calda che usava nonna?
Perché, anche se fossi freddolosa, dovrei volere che un perfetto estraneo, avviluppato in una tuta igienica che gli copre anche i capelli, sia pagato per riscaldare il mio posto?
Io non voglio un letto riscaldato-usato, voglio lenzuola fresche anzi fredde. In generale mi piace che anche la stanza non abbia una temperatura troppo elevata. Dormo con il termosifone spento e la finestra aperta anche in pieno inverno, non solo quando sono in Calabria.
Se a ciò aggiungete che mi piace leggere fino a notte fonda, capirete che sono tra coloro che possono ritenere che la felicità a letto sia possedere un paio di lenzuola dotate di guanti che coprano braccia e mani durante le ore di lettura. I miei arti superiori rischiano spesso il congelamento.
Le ha disegnate Andrea Ayala Closa e saranno presto in vendita, potete mettervi in lista!

E’ da poco diventata nostra contributor ma, oltre ad avere la passione per la ricerca di negozi interessanti e prodotti originali, Raffaella D’Elia realizza anche accessori.
Calabrese, ora vive a Firenze dove ha frequentato il Polimoda e dove sogna di aprire un suo atelier. Nel frattempo ha lanciato su Facebook la sua prima collezione mono-prodotto con il moniker Madama Firenze.
Si tratta di una mantella multiuso che si trasforma in sciarpa, poncho e persino mini-cappotto, in modo da poter cambiar look in pochi secondi.
Per contattare Raffaella potete scriverle una mail a questo indirizzo: raffaella_delia@hotmail.it.
