Il nuovo numero Pressing Matters è un’ode alla natura

Durante il fine settimana appena passato, chi girava negli spazi di BASE Milano durante il festival Paw Chew Go poteva vedere i pappi dei pioppi — quei fiocchi bianchi tanto incantevoli quanto, talvolta, fastidiosi — entrare dalle finestre e nuotare lentamente per le enormi sale, sospinti dalla brezza e da ogni movimento d’aria (gente che parla, persone che passano), per andare a posarsi, in qualche caso, sulle opere esposte.
La mattina di domenica, quando l’area-mercato, con i suoi tanti banchetti, era ancora semivuota e relativamente silenziosa, c’era un che di poetico in quella svogliata e lanuginosa danza illuminata dai raggi solari. Una sensazione di attesa, di “cose che stanno per succedere”. Marco Goran Romano, tra i primi a iniziare a riallestire la sua postazione, raccontava di come quei pappi andassero inevitabilmente ad appiccicarsi sulle stampe. Spiacevole, per chi deve stare continuamente a toglierli.
Poi, tornando a Bologna nottetempo, e vedendo i bordi delle strade imbiancati da queste nuvole pelose delle quali appena due giorni prima non c’era traccia, ho ripensato a quei semi che la natura stava spargendo sopra a centinaia di poster e libriccini e cartoline e fanzine, ovviamente inconsapevole del fatto che lì, in mezzo a tutta quella carta, non sarebbe cresciuto nulla. Ma davvero — ecco l’epifania — non sarebbe cresciuto nulla? I semi della primavera, in effetti, hanno questo magico potere di portarsi dietro un’occasione di rinascita. Pare proprio di sentirne l’odore, riempire l’aria di potenzialità, che poi magari, indirettamente, finiscono davvero pure nelle stampe, nei libriccini, nelle fanzine, in forma di idee che un domani non troppo lontano germoglieranno in personalissime rappresentazioni del regno vegetale e delle sue innumerevoli forme.

Pressing Matters n.22
(courtesy: Pressing Matters)

L’ultimo numero della rivista Pressing Matters, dedicata alle arti della stampa, sembra l’incarnazione di questo concetto. Tra le 100 pagine di questa 22esima uscita, si respira l’aria della bella stagione: «che si tratti di paesaggi e di animali che li abitano, o di catene montuose immaginarie, la natura ha da tempo lanciato il suo richiamo ai creatori di stampe. E loro rispondono alla grande!» scrive il designer John Coe, fondatore di questo magazine indipendente britannico. «I nostri artisti» continua «hanno la capacità di vedere il mondo attraverso la propria lente e, a loro volta, trovano il modo di creare opere d’arte che parlano di loro e di ciò che li circonda. Mentre alcuni si concentrano sulle ombre, altri lasciano entrare la luce. Certi si sono spinti oltre nel loro rapporto con la natura, guardando alle risorse della Terra per creare i propri inchiostri e pigmenti, creando un legame ancora più stretto tra il loro lavoro e il mondo in cui viviamo».

Come in ogni numero, Pressing Matters presenta artiste e artisti di tutto il mondo attraverso interviste e visite negli studi e negli atelier.
E tra le protagoniste e i protagonisti, stavolta, c’è anche un pezzetto d’Italia — o meglio, di Torino — con Luisella Cresto e Ilaria Reposo, entrambe attive in quel meraviglioso spazio che il Print Club Torino, dove Reposo è direttrice e Cresto responsabile del laboratorio.

Lanciato lo scorso aprile, Pressing Matters n.22 si acquista online.

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