Mara Reißberger, Tom Koch, “finding Forte”, Slanted Publishers, 2022 (fonte: slanted.de)

Finding Forte: alla riscoperta di un carattere tipografico e del suo creatore

L’insegna di un sexshop di Vienna e l’etichetta del Camoscio d’Oro. Una pescheria di Palermo e una catena britannica di toelettatura per cani, un hotel di Parigi e delle polpette di maiale di Singapore, un tombino e un ristorante italiano di Berlino, il logo di una contea del Minnesota e un cartone per pizza. Tutte queste cose, apparentemente assai distanti tra loro, hanno in comune un carattere tipografico, il Forte, progettato negli anni ’50 dal designer austriaco Karl Reißberger.
Nonostante il suo font sia praticamente ovunque — dai menu dei baracchini di street food ai listini prezzi delle parrucchiere, scelto soprattutto da coloro che di grafica masticano poco o nulla in quanto lo si trova da più di vent’anni tra i caratteri proposti nelle applicazioni della suite Microsoft Office —, la figura di Reißberger è rimasta finora relativamente nell’ombra, ma a un libro uscito di recente, finding Forte, ha portato alla riscoperta di questo professionista che nel corso della sua lunga carriera ha in effetti visto pubblicato soltanto questo carattere, nazionalpopolare e al contempo internazionale, distribuito per la prima volta nel 1962 dalla Monotype Corporation e poi digitalizzato negli anni ’90.

Mara Reißberger, Tom Koch, “finding Forte”, Slanted Publishers, 2022
(fonte: slanted.de)
Mara Reißberger, Tom Koch, “finding Forte”, Slanted Publishers, 2022
(fonte: slanted.de)

Classe 1915, nato a Vienna, Reißberger abbandonò la scuola dopo pochi anni di ginnasio e andò a bottega da un tipografo iniziando a farsi le ossa come grafico. Fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale lavorò come graphic designer commerciale in diversi studi ma anche come freelance, ma venne poi arruolato come militare d’artiglieria della Wehrmacht, ritrovandosi a combattere per i nazisti sul fronte polacco, su quello sovietico e su quello francese.
Sopravvissuto alla carneficina, dopo il ’45 tornò a lavorare come grafico e artista commerciale, arrivando a dirigere uno dei più importanti studi austriaci dell’epoca, l’Atelier Donnhofer, dedicandosi anche alla pittura e poi all’insegnamento: nel ’53 diventò docente alla Berufsschule für graphische Gewerbe Märzstraße (la Scuola Professionale di Arti Grafiche) di Vienna, che poi diresse per molti anni, dal 1966 al 1980, nel frattempo pubblicando diversi libri ed esponendo le sue opere in mostre organizzate in Austria e all’estero, prima di morire nel 1983.

Forte iniziò a svilupparlo nel ’56. I primi disegni li realizzò sul tavolo della sua cucina, ispirandosi — pare — alle forme della natura. Nel 1957 lo vendette a Monotype col nome di “Font Nr 2” per la cifra di 150 £, diventando il primo austriaco a distribuire un carattere tipografico col colosso britannico.
Per tutti gli anni ’60, ’70 e ’80 Forte fu molto apprezzato soprattutto in ambito editoriale e commerciale, usato per titoli di film, titoli di giornale, brochure e pubblicità. Poi, con l’introduzione nei programmi Microsoft, è arrivata la vera e propria esplosione: «Non sempre viene trattato bene: è soggetto a piegature, torsioni e altre distorsioni» scrive il designer Tom Koch, che negli ultimi anni si è messo a studiare il carattere tipografico dopo aver scoperto che a disegnarlo fu un viennese come lui. Durante la ricerca iniziò a incontrare il font un po’ ovunque, e insieme a Mara Reißberger, figlia di Karl, andò fino a Londra a visitare gli archivi di Monotype, scoprendo, grazie a Toshi Omagari, all’epoca senior type designer dell’azienda, tantissimo materiale finora inedito.

Mara Reißberger, Tom Koch, “finding Forte”, Slanted Publishers, 2022
(fonte: slanted.de)
Mara Reißberger, Tom Koch, “finding Forte”, Slanted Publishers, 2022
(fonte: slanted.de)

Tale materiale, insieme ai ricordi e ai documenti di Mara Reißberger, alle ricerche di Koch e alle immagini del carattere Forte — utilizzato nei contesti e nei luoghi più differenti — raccolte da designer di mezzo mondo, ha dato vita al progetto finding Forte, che si è concretizzato in una mostra e in un libro dallo stesso titolo, curato da Koch e Reißberger e pubblicato dalla casa editrice tedesca Slanted.
In 224 pagine il volume racconta la storia del font, oltre alla vita e le opere del suo designer. Inoltre ben 31 artiste e artisti contemporanei danno il loro contributo con parole e immagini, andando a esaminare il linguaggio formale del font e reinterpretandolo a modo loro.
In occasione dell’uscita del libro e della mostra, inoltre, Toshi Omagari ha progettato una nuova versione di Forte, battezzata Forte Forward.

Mara Reißberger, Tom Koch

finding Forte

Slanted Publishers, 2022
128 pagine

Mara Reißberger, Tom Koch, “finding Forte”, Slanted Publishers, 2022
(fonte: slanted.de)
Mara Reißberger, Tom Koch, “finding Forte”, Slanted Publishers, 2022
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Mara Reißberger, Tom Koch, “finding Forte”, Slanted Publishers, 2022
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Mara Reißberger, Tom Koch, “finding Forte”, Slanted Publishers, 2022
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Mara Reißberger, Tom Koch, “finding Forte”, Slanted Publishers, 2022
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Mara Reißberger, Tom Koch, “finding Forte”, Slanted Publishers, 2022
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Mara Reißberger, Tom Koch, “finding Forte”, Slanted Publishers, 2022
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Mara Reißberger, Tom Koch, “finding Forte”, Slanted Publishers, 2022
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