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Romanzi.it: una nuova box su abbonamento con “romanzi a sorpresa”

«Vogliamo selezionare e diffondere romanzi di qualità, valorizzare il ruolo culturale di case editrici e librerie, rendere più consapevoli i lettori e sostenere il settore», così si legge nel manifesto di Romanzi.it, un nuovo progetto editoriale nato dall’idea di quattro persone innamorate di letteratura e convinte che si possa al contempo aiutare le piccole librerie indipendenti, soddisfare il palato esigente di lettori e lettrici e provare a raddrizzare un mercato editoriale non solo in crisi ma anche difettoso.

Loro sono Massimo Cuomo, Nicola Piccoli, Laura Presotto ed Enrico Drigo, che hanno alle spalle esperienze differenti e possono vantare competenze che vanno dalla comunicazione alla grafica, dal marketing all’editoria.
«Il settore editoriale» spiegano «è pervaso da logiche commerciali e condizionato da meccanismi interni difettosi (il modello distributivo, il conto deposito) che determinano una produzione intensiva di romanzi. Questo disorienta il lettore, che perde consapevolezza in merito a identità e caratteristiche di case editrici e librerie e smarrisce territori letterari condivisi in cui incontrarsi e discutere. Eppure, là in mezzo, ci sono romanzi bellissimi, spesso pubblicati da editori medio-piccoli. La nostra missione è scovarli, con l’aiuto delle librerie, e spedirteli a casa».

Ecco dunque il progetto di una scatola spedita su abbonamento ogni due mesi, al cui interno si trovano due o tre romanzi di uno stesso editore, una rivista letteraria, un poster-magazine e l’accesso a un gruppo di lettura.
La prima box partirà a luglio e avrà come protagonista la piccola casa editrice trentina Keller (le prossime, nel piano editoriale, saranno NN e Atlantide).
Per saperne di più ne ho parlato con uno dei quattro “genitori” di Romanzi.it, Massimo Cuomo, imprenditore, consulente web e scrittore (ha al suo attivo quattro romanzi).


Le quattro menti dietro al progetto. Da sinistra: Enrico Drigo, Laura Presotto, Massimo Cuomo e Nicola Piccoli
(courtesy: Romanzi.it)

Com’è nato il progetto?

L’idea iniziale era di creare un e-commerce che andasse a sostegno delle librerie, qualcosa tipo Bookdealer, che però ancora non esisteva. Quando poi Bookdealer è stato annunciato, abbiamo dovuto abbandonare il progetto perché non avrebbe avuto senso farsi concorrenza dato che sarebbe andato a discapito delle stesse librerie che volevamo sostenere. Quindi ci sono venute in mente le subscription box, un format che negli Stati Uniti funziona tantissimo e che in Italia è arrivato dopo ma sta crescendo sempre di più, soprattutto in settori come il cibo, i vini e i cosmetici.
Allora abbiamo studiato un po’ il panorama, e visto che nel nostro paese non esisteva qualcosa del genere, a parte Hoppípolla — che si occupa di cultura indipendente ed è anche casa editrice ma non si occupa espressamente di romanzi — e qualche box prodotta da alcune librerie.
Una volta stabilito il piano di azione, ci abbiamo lavorato per più di un anno, durante il lockdown.
L’idea è quella di portare a lettori e lettrici dei bei romanzi che — diciamo così — sono rimasti in secondo piano, ai margini, magari perché pubblicati da case editrici che non hanno la potenza e i mezzi di promuoverli molto.
Quindi romanzi di alta qualità, ma in qualche modo dimenticati.

Il fatto di puntare sui piccoli editori è lodevole. Rimarrà sempre così o collaborerete anche con i grandi editori?

Non abbiamo preclusioni. Anzi, siamo convinti che un giorno porteremo all’attenzione di lettori e lettrici anche la box di un editore importante. Dopotutto anche i loro cataloghi sono pieni di opere che, per un motivo o per un altro, non sono riuscite ad arrivare al grande pubblico.
Però, anche considerato il periodo, ci piace l’idea di sostenere soprattutto le piccole e le medie case editrici.
Il nostro obiettivo è quello di raggiungere un numero di abbonati tale che, quando andiamo dall’editore a fare l’ordine, questo possa essere una boccata d’ossigeno per la sua attività.

(courtesy: Romanzi.it)

Come avviene la scelta degli editori e dei libri?

Abbiamo identificato una serie di librerie indipendenti. Sono librerie che ho scelto personalmente e che conosco da anni, apprezzando molto come lavorano, come scelgono i libri, come sanno consigliarli.
A ciascuna di esse abbiamo chiesto di proporci sei editori che ritenevano fossero meritevoli di attenzione e — nonostante noi non avessimo dato alcuna indicazione in merito — sono usciti fuori soprattutto editori indipendenti.

(courtesy: Romanzi.it)

Credo che durante la pandemia si sia ulteriormente rafforzato il rapporto di collaborazione e supporto tra editori medi e piccoli e librerie indipendenti.
Ci sono stati numerosi esempi virtuosi.

Sì, e le prime tre scelte del nostro piano editoriale — Keller, NN e Atlantide — sono uscite fuori da quelle liste.
Una cosa interessante, per quanto riguarda la prima box, è il fatto che i romanzi di Keller più segnalati dalle librerie sono anche quelli che, come vendite, sono andati meno bene rispetto ad altri (Keller è stato molto gentile e trasparente e ci ha fatto vedere i dati di vendita). Questo ci ha reso molto felici della selezione che abbiamo fatto. L’idea è proprio questa: dare una seconda possibilità a delle “gemme” rimaste un po’ ai margini.

Penso che il mercato editoriale — viste le decine di migliaie di uscite ogni anno e l’impossibilità, anche per i grandi editori, di promuoverle adeguatamente tutte quante — sia effettivamente pieno di queste “gemme”.

Sì, in un mercato in cui ogni anno vengono pubblicati 80/90.000 titoli, sono molti quelli che si perdono e non riescono ad arrivare al grande pubblico. A pagarne di più lo scotto sono quei libri che escono un po’ fuori dalle logiche commerciali.
Tuttavia, come ho già accennato, alle librerie non abbiamo dato indicazioni precise su che tipo di romanzi mettere nella box. L’unica cosa che abbiamo chiesto era di non segnalarci dei best seller. Questo perché — visto che chi acquista la scatola riceve volumi a sorpresa — è essenziale ridurre al minimo il rischio di trovare un’opera che si possiede già.

(courtesy: Romanzi.it)

Giusto. Non avevo pensato a questo rischio.

Proprio per questo abbiamo inventato “la sbirciatina”. Diamo la possibilità, per alcuni giorni, di dare un’occhiata. Non riveliamo i titoli né autori: mostriamo solo qualche dettaglio cosicché chi ha già il libro possa capire che si tratta di quello.
Si tratta di una piccola cosa ma che per noi è molto importante. Non vogliamo tradire la fiducia di chi si abbona.

(courtesy: Romanzi.it)

A proposito di abbonamenti. Come funzionerà effettivamente?

L’abbonamento è l’idea alla base del progetto ma c’è anche la possibilità di acquistare la singola box, per sé o come regalo.
Chi si abbona può mettere “in pausa” o cancellare l’abbonamento in maniera molto semplice — “con un click”, diciamo così. Lungi da noi il voler complicare la vita delle persone, come fa chi chiede una raccomandata per disdire un abbonamento.

Oltre ai libri, dentro a ogni box c’è anche una rivista letteraria. E questo mi pare un gran valore aggiunto, anche perché quello delle riviste letterarie è un mondo in grande fermento ma che purtroppo è ancora molto, molto di nicchia e attrae soprattutto addetti ai lavori, scrittori e scrittrici, più che lettori e lettrici.

La scelta di inserire riviste letterarie ha la stessa valenza di quella di valorizzare romanzi rimasti fuori dalle classifiche e dagli scaffali dei best seller. Prendere “dal sommerso” qualcosa cui valga la pena dare visibilità.
E poi c’è una grande affinità tra ciò che fanno le riviste letterarie e ciò che vogliamo fare noi, cioè operare una selezione. Questi magazine — spesso dei gioielli a livello di editing e di grafica — pubblicano solitamente racconti inediti, molto belli, di autori e autrici emergenti.
È vero, noi ci chiamiamo “Romanzi”, ma ci sembrava sciocco lasciar fuori tutta quell’ottima produzione letteraria che vive su quelle riviste.

La rivista letteraria Bomarscé
(courtesy: Romanzi.it)
La rivista letteraria Lunario
(courtesy: Romanzi.it)
La rivista letteraria Three Faces
(courtesy: Romanzi.it)

Come le selezionate le riviste da inserire?

Ce ne sono molte — per fortuna — di riviste letterarie, tra cartacee e digitali. Noi abbiamo deciso di affidarci a un esperto, Michele Crescenzo, scrittore e curatore dell’osservatorio Ti ho rivista.

Come fate nel caso delle riviste digitali?

Ci occupiamo noi, a nostre spese, della stampa. Anche nel caso delle riviste cartacee, non inseriamo numeri già usciti ma ne facciamo un numero speciale. Questo anche per adattare il formato a quello dello scatola.
Le prime riviste che abbiamo coinvolto — finora sono Bomarscé, Lunario e Three Faces — hanno risposto con grande entusiasmo, e hanno selezionato il meglio di quanto hanno pubblicato finora.

(courtesy: Romanzi.it)

Però avete anche una vostra rivista, Blurb. Di cui però finora non si è visto nulla.

La mostreremo i primi di luglio, quando spediremo la prima box. Ma non vediamo l’ora di mostrarla.
Si tratta di un pieghevole. Un’intera facciata è dedicata a un approfondimento sull’editore protagonista della scatola, l’altra è un poster con un infografica, anche questa sull’editore.
Qui apro una piccola parentesi: riteniamo sia particolarmente importante fare informazione sulle case editrici. La sensazione che ho avuto io, negli anni, da autore, è che pochissime persone abbiano consapevolezza di quello che è il mondo editoriale. Quindi spesso anche lettori e lettrici forti non sanno bene cosa si muove dietro a un libro che prendono dallo scaffale di una libreria. La storia, gli aneddoti, il senso, la scelta…
Vedi Keller, protagonista delle nostra prima scatola: è una realtà nata a Rovereto, ha sede in posto verdissimo, in mezzo alle viti, ha avuto riconoscimenti importanti, eppure è ancora poco conosciuta.

Per quanto riguarda l’aspetto grafico della box?

La grafica cambierà per ogni uscita e sarà ispirata all’editore. Di questo, così come della grafica di Blurb, si occupa il nostro Enrico Drigo. Saranno dunque scatole ecocompatibili e collezionabili, che poi possono essere utilizzate per altro.

(courtesy: Romanzi.it)

Vedo anche che una parte delle vendite andrà alle librerie.

Doniamo il 10% delle vendite alle librerie che collaborano con noi. Se aumenta il numero di chi si abbona, potremo aumentare anche il numero di librerie con cui lavorare. Poi l’idea, in futuro, è anche di vendere la box nelle librerie stesse.

Un’altra cosa che offrite è l’accesso ai gruppi di lettura. Di che si tratta? E come funziona?

Nelle box inseriamo una sorta di “pass”. Chi si abbona potrà accedere, sul nostro sito, a un calendario di incontri ai quali ci si può iscrivere per partecipare a gruppi di lettura sui romanzi che sono nella scatola — per ora sono online ma non escludiamo, in futuro, di poterne organizzare anche fisicamente.
I gruppi di lettura sono un fenomeno molto bello, un uscire dalla lettura come esperienza solitaria. Leggere gli stessi libri è un po’ come fare uno stesso viaggio, muoversi in uno stesso territorio.
I gruppi partiranno un paio di mesi dopo l’uscita di una box — questo per dare tempo di leggere i romanzi — e si tratterà di incontri per poche persone, con un moderatore o una moderatrice.

(courtesy: Romanzi.it)
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