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Tesori d’archivio: i giardini americani in alcune tavole degli anni ’30

Gilbert Sackerman, William Merklin, Helen Miller, Meyer Goldbaum, George Stonehill, Virginia Richards, Tabea Hosier, Joseph Stonefield, Leo Drozdoff. Sono nomi mai entrati nella storia dell’arte, appartenuti ad artiste e artisti che hanno prestato le loro matite e i loro acquerelli per registrare e documentare, durante l’epoca della Grande Depressione, il retaggio artistico, artigianale, decorativo e paesaggistico degli Stati Uniti.

Di loro sono rimaste solo alcune tavole e, appunto, i nomi, che insieme ad altri circa 400 fanno parte della lunga lista di professioniste e professionisti che in uno dei periodi più difficili della storia americana sono riuscitз a sopravvivere grazie a un grande progetto governativo chiamato Index of American Design, parte del gigantesco programma di aiuti pubblici lanciato dal presidente Roosevelt nell’ambito delle politiche del cosiddetto New Deal, nate per risollevare l’economia e supportare le fasce più deboli della società.

Helen Miller, Ketteltas Estate, 1936
(originale da: The National Gallery of Art | fonte: rawpixel.com)
Helen Miller, Nicholas Bayard Estate, 1936
(originale da: The National Gallery of Art | fonte: rawpixel.com)

Sotto la direzione e la supervisione di Edgar Holger Cahill, curatore di origine islandese nominato a capo del Federal Art Project — iniziativa che tra il ’35 e il ’43 diede lavoro a qualcosa come 10mila artiste e artisti americani — l’Index aveva lo scopo di studiare e catalogare la cultura materiale americana del periodo che andava dalle prime colonie fino al 1900: un calderone nel quale era contenuto davvero di tutto, dagli abiti ai soprammobili, dai pali di legno del negozio del barbiere alle coperte ricamate, dagli orologi a pendolo alle ceramiche (qui una raccolta). E non solo: tra le “cose” da censire e indicizzare rientravano pure alcune proprietà immobiliari di particolare pregio. Anch’esse vennero immortalate dai pennelli delle illustratrici e degli illustratori, provenienti perlopiù dall’ambito commerciale.

Nell’Index of American Design figurano dunque anche splendidi giardini, dipinti all’acquerello dai nomi citati a inizio articolo, che lavoravano singolarmente, in coppia o in gruppo.
Alcune di quelle tavole sono state restaurate in digitale da Rawpixel, che le ha messe online in alta risoluzione. Essendo in pubblico dominio, si possono scaricare gratuitamente e utilizzare liberamente.
Sopra e di seguito, qualche esempio.

William Merklin, A. M. Ferris Estate, 1936
(originale da: The National Gallery of Art | fonte: rawpixel.com)
Helen Miller, William Merklin e Gilbert Sackerman, Garden of Thomas Veitch, 1936
(originale da: The National Gallery of Art | fonte: rawpixel.com)
Gilbert Sackerman e George Stonehill, Frank Thompson Hilltop Estate, 1936
(originale da: The National Gallery of Art | fonte: rawpixel.com)
George Stonehill e Gilbert Sackerman, J. Audubon Estate, 1936
(originale da: The National Gallery of Art | fonte: rawpixel.com)
Gilbert Sackerman, A. Elliot Estate, 1936
(originale da: The National Gallery of Art | fonte: rawpixel.com)
Helen Miller e Gilbert Sackerman, C. O’Connor and J.M. Hopkins Estate, 1936
(originale da: The National Gallery of Art | fonte: rawpixel.com)
Meyer Goldbaum, I. Tiebout Estate, 1936
(originale da: The National Gallery of Art | fonte: rawpixel.com)
Helen Miller, Parterre Claremont, 1936
(originale da: The National Gallery of Art | fonte: rawpixel.com)
Helen Miller, West India Company’s Garden, 1936
(originale da: The National Gallery of Art | fonte: rawpixel.com)
George Stonehill, Joseph Fisher Estate, 1936
(originale da: The National Gallery of Art | fonte: rawpixel.com)
Meyer Goldbaum, Washington Park, 1936
(originale da: The National Gallery of Art | fonte: rawpixel.com)
Tabea Hosier, Elgin Botanical Gardens, 1936
(originale da: The National Gallery of Art | fonte: rawpixel.com)
Virginia Richards, Italian Villa Design, 1936
(originale da: The National Gallery of Art | fonte: rawpixel.com)
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