La locandina del TORX® 2021 illustrata da Francesco Bongiorni

Le vacanze a casa Bongiorni si sono sempre fatte usando un preciso mezzo di locomozione: il camper. Francesco e i suoi due fratelli ci saltano su dopo la fine dell’anno scolastico e assieme ai genitori si dedicano all’esplorazione dell’Europa, dalla Scandinavia ai Balcani, dalla Germania alla Polonia. Un anno però le cose non vanno come da piani: uno dei fratelli si ammala e, per precauzione, la famiglia decide di optare per un luogo più vicino. La scelta ricade sulla Valle d’Aosta e in una delle sue valli, la valle di Rhêmes, si imbattono in Pellaud, un piccolo borgo composto principalmente da ruderi. Il papà di Francesco nella vita di tutti i giorni fa l’architetto e si innamora di una di quelle costruzioni abbandonate, decidendo di trasformarla nella nuova base per le vacanze della famiglia. Di questo nuovo mondo in cui passare diversi mesi o settimane all’anno, è il bosco il suo luogo preferito: di giorno è il parco giochi perfetto per lui e i suoi fratelli, di notte diventa un mondo misterioso che gli rimane dentro anche oggi e che ne influenza il suo lavoro.

Sì, perché il Francesco con cui mi ritrovo a parlarne al telefono è Francesco Bongiorni, illustratore italiano con base a Madrid con cui avevamo già chiacchierato in un’altra occasione. Il motivo della telefonata non è certamente solo la passione in comune per le montagne, ma il fatto che VDA Trailers — organizzatore del TORX®, una delle gare di ultra trail più note al mondo, che ha luogo proprio nella regione in cui lui passava le sue vacanze e in cui torna ogni volta che può — gli ha commissionato di realizzare la locandina per l’edizione di quest’anno.

La locandina

(copyright e courtesy: Francesco Bongiorni)

Quando gli è arrivata la proposta, Francesco non ha contenuto il suo entusiasmo, nonostante si trattasse di un’occasione lavorativa. Tutto gli parlava di ricordi felici, di spazi dove sperimentare cosa significhi sentirsi in pace, e di una gara a cui non ha mai preso parte ma che ha sempre guardato volentieri da fuori.

Quello che gli organizzatori gli hanno chiesto è di creare qualcosa che, dopo lo stop forzato dell’anno scorso, potesse dare un messaggio di ritorno alla gara con più energia che mai, e a Francesco è subito venuto in mente un determinato momento che si vive in montagna, uno piuttosto familiare a chi pratica alpinismo, a quelli che non partono la mattina presto ma sfruttano le ultime ore della notte, a quelli che in quel buio sentono le gambe pesanti in salita, ma che poi arrivano sempre ad un punto in cui si scollina, un punto in cui si vede il sole finalmente sorgere. Dall’altra parte c’è la luce, c’è una valle che si sveglia e che prima non vedevi, c’è l’idea che ora sarà discesa, c’è la fatica che diventa soddisfazione.
E così nella locandina disegna una versione di sé, una versione di noi che riprende fiato dopo la salita infinita della pandemia, che passa finalmente dall’oscurità alla speranza. 

Io sorrido mentre mi descrive quegli attimi, dall’altro capo del telefono. È la descrizione di un giorno che per me non è ancora arrivato, nonostante il mondo, a fatica, stia ripartendo. A Francesco, invece, basterebbe che quel giorno si svolgesse così, tra le montagne della Valle d’Aosta, esattamente come lo ha rappresentato.

Dettagli

Dettaglio della locandina
(copyright e courtesy: Francesco Bongiorni)
Dettaglio della locandina
(copyright e courtesy: Francesco Bongiorni)

I bozzetti

(copyright e courtesy: Francesco Bongiorni)
(copyright e courtesy: Francesco Bongiorni)
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