Teasing Typography: “maltrattare” i caratteri fino a farli diventare qualcos’altro

Il verbo inglese to tease indica un punzecchiare, un infastidire volontario che può avere molte sfumature: un innocente rompere un po’ le scatole; un infantile fare dispetti; uno stuzzicare per provocare una qualsiasi reazione; una vera e propria molestia.
Solitamente l’oggetto dell’attenzione è una persona, o al massimo un animale o un oggetto. Ma la giovane designer tedesca Juliane Nöst ha pensato di andare a stuzzicare i caratteri tipografici e le griglie grafiche — “e vedere di nascosto l’effetto che fa”, per citare Jannacci.

«Come si comporta la tipografia in condizioni estreme? Quali fenomeni visivi, pattern, artefatti ed elementi grafici possono essere provocati spingendo i caratteri attraverso griglie estreme e utilizzando parametri tipografici estremi? A che punto un testo torna al suo scopo originale di informare il lettore? Quand’è che il testo diventa qualcos’altro: un elemento grafico, una superficie grigia, un rumore statico o un motivo tattile?», si è chiesa Nöst, che ha quindi preso un testo e ha cominciato a “maltrattarlo” in ogni modo possibile.

Juliane Nöst, “Teasing Typography”, Slanted Publishers, marzo 2021
(fonte: slanted.de)

Ha iniziato dalle impostazioni predefinite di un software standard per la produzione editoriale come InDesign di Adobe («Minion Pro 12pt, altezza riga: 120%, allineato a sinistra», ha spiegato la designer parlando del primissimo passo) e poi è andata avanti stiracchiando, ingrandendo, aggiungendo, sottraendo, spaziando, deformando, sovrapponendo, moltiplicando fino a mandare in sofferenza il processore e le ventole del pc, ottenendo risultati in cui le lettere diventano irriconoscibili elementi di pattern complessi.

Particolare curioso: come testo da utilizzare per i suoi esperimenti Nöst ha scelto quello del bugiardino dell’ibuprofene. Pur avendolo selezionato assolutamente a caso, è effettivamente un soggetto particolarmente azzeccato — come ha sottolineato un suo compagno di studi riferendosi alle strutture prodotte dalla designer, «se le guardi per un po’, ti verrà sicuramente il mal di testa».

Parte di ciò che è uscito fuori dalle manipolazioni è ora raccolto nelle 500 pagine di un libro, che si intitola proprio Teasing Typography ed esce in questi giorni per l’editore tedesco Slanted.
Il volume si può acquistare online, mentre per seguire e capire meglio lo “stuzzicare” di Nöst consiglio di dare un’occhiata all’account Instagram dedicato al progetto.

Juliane Nöst, “Teasing Typography”, Slanted Publishers, marzo 2021
(fonte: slanted.de)
Juliane Nöst, “Teasing Typography”, Slanted Publishers, marzo 2021
(fonte: slanted.de)
Juliane Nöst, “Teasing Typography”, Slanted Publishers, marzo 2021
(fonte: slanted.de)
Juliane Nöst, “Teasing Typography”, Slanted Publishers, marzo 2021
(fonte: slanted.de)
Juliane Nöst, “Teasing Typography”, Slanted Publishers, marzo 2021
(fonte: slanted.de)
Juliane Nöst, “Teasing Typography”, Slanted Publishers, marzo 2021
(fonte: slanted.de)