Tattoo: la storia di quasi tre secoli di tatuaggi raccontata dalla collezione di Henk Schiffmacher

Classe 1952, dislessico, cresciuto nella cittadina olandese di Harderwijk in una famiglia di macellai cattolici che avevano una bibbia illustrata da Gustave Doré come unico libro in casa, Hendrikus Johannes Everhardus Schiffmacher è uno dei più grandi esperti mondiali di tatuaggi, oltre che una vera leggenda del settore. Conosciuto perlopiù col diminutivo di Henk — o come Hanky Panky —, Schiffmacher tatua da ben prima che le città si riempissero di studi in cui farsi disegnare la pelle in modo permanente, organizza tattoo convention internazionali da metà anni ’70 e ha usato i suoi aghi e le sue macchinette sulle più importanti celebrità del mondo1, tuttavia rivendicando per il tatuaggio — nonostante le derive modaiole — uno status di “arte onesta”: «Sono i Rembrandt della gente comune, i gioielli dei poveri», ha spiegato qualche mese fa in occasione di un’intervista alla rivista tedesca Der Spiegel.

“TATTOO. 1730s-1970s. Henk Schiffmacher’s Private Collection”, Taschen, 2020 (fonte: libri.it)
“TATTOO. 1730s-1970s. Henk Schiffmacher’s Private Collection”, Taschen, 2020 (fonte: libri.it)

Durante i suoi primi anni di pratica negli studi di Amsterdam, Schiffmacher viaggiò molto, incominciando a raccogliere materiale storico relativo all’arte del tatuaggio e assecondando il suo naturale istinto da collezionista, che si porta dietro fin da bambino («[Da piccolo] raccoglievo tutto quello che trovavo e lo esponevo nella mia stanza. Punte di freccia, piume, selci, uccelli morti, quel genere di cose»2).
Nel corso degli anni la collezione di Schiffmacher (che ne parla come del «mio cuore e la mia anima») si è ampliata sempre di più. Dopo alterne fortune e diverse vicissitudini nel tentativo di avviare un museo, nel 2019 è finalmente riuscito ad avere un luogo in cui poter conservare e amministrare gli oltre 40.000 pezzi accumulati nei decenni: la Foundation Schiffmacher Tattoo Heritage, di base a Voorburg, a due passi da L’Aia, sempre nei Paesi Bassi.

“TATTOO. 1730s-1970s. Henk Schiffmacher’s Private Collection”, Taschen, 2020 (fonte: libri.it)
“TATTOO. 1730s-1970s. Henk Schiffmacher’s Private Collection”, Taschen, 2020 (fonte: libri.it)

A fine 2020, parte dell’enorme collezione di Schiffmacher è stata documentata in un libro, TATTOO. 1730s-1970s. Henk Schiffmacher’s Private Collection, pubblicato da Taschen.
Si tratta un tomo gigante: ben 440 pagine, nelle quali si mostra e racconta la storia del tatuaggio, dagli anni ’30 del ‘700 — come suggerisce il titolo — agli anni ’70 del ‘900.
Descritta come «a metà fra libro di storia, libro d’arte e affascinante biografia», l’opera è piena di informazioni, aneddoti e soprattutto immagini.

Curato da Noel Daniel, editor che ha lavorato per diversi altri volumi della casa editrice tedesca, TATTOO. 1730s-1970s. Henk Schiffmacher’s Private Collection è uscito in edizione multilingua (inglese, francese e tedesco) e si può acquistare nelle migliori librerie, oltre che online sul sito di Taschen, su Libri.it, su Amazon e sui principali negozi della rete.

Di seguito un paio di video, uno in cui è Schiffmacher a presentare il libro e un altro di Libri.it in cui il tomo viene sfogliato.

“TATTOO. 1730s-1970s. Henk Schiffmacher’s Private Collection”, Taschen, 2020 (fonte: libri.it)
“TATTOO. 1730s-1970s. Henk Schiffmacher’s Private Collection”, Taschen, 2020 (fonte: libri.it)
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