3:45, un corto d’animazione sullo “overthinking” e la ricetta per vivere sereni

Central Park, New York. Due amiche si stanno rilassando sul prato. O perlomeno una di loro si sta rilassando.
«Ehi, hai mai pensato a come tutto sia — uh, niente, lascia perdere», dice l’altra. Finché, spinta dall’amica, si lancia in un monologo esistenzialista: «Come tutti noi, qui, seduti in questo parco. Questo parco un giorno non ci sarà più, e poi anche la città». Da qui il suo discorso comincia a volare su, su e ancora più su, toccando, con un metaforico volo d’uccello, la città, il paese, il continente, il mondo, il sistema solare, l’universo tutto e il senso della vita, mentre le immagini accompagnano le parole, prima di ritornare in picchiata al qui e ora, nel momento in cui l’amica interrompe il flusso del cosiddetto overthinking, invitandola a vivere e “sentire” il momento.
«Sono letteralmente — che ore sono? — le 3:45 in questo momento, di una domenica pomeriggio, siamo sedute qui a Central Park, provando soltanto a goderci un buon picnic!».

Realizzato dalla giovane artista dell’animazione Alisha Liu durante il suo secondo anno alla CalArts, l’Istituto delle arti della California fondato nel ’61 da Walt Disney, 3:45 PM è un cortometraggio che, seppure un po’ “acerbo”, lascia intravedere il talento di Liu per la narrazione per immagini.
A livello visivo, le inquadrature relative all’architettura mi hanno ricordato la pittura modernista americana dei primi decenni del ‘900, mentre la rappresentazione dall’alto, stile “zoom out” di Google Maps, va a pescare dall’astrattismo, sempre di impronta modernista.

Nella sua semplicità, il filmato rappresenta bene ciò che accade nella mente di molti di noi e invita a praticare quella che, dopotutto, come ci hanno insegnato la filosofia buddhista e quella stoica, è davvero la ricetta della felicità (e quindi tanto facile da esprimere a parole quanto complessa da mettere in atto), e cioè imparare a vivere nel momento presente, senza rimuginare più del necessario. E per farlo, è fondamentale avere sempre ben presente dove si è e quando si è. Come ad esempio alle 3:45 di una domenica pomeriggio a Central Park, alle 10:37 di un grigio mattino bolognese davanti a una scrivania a scrivere, o alle 22:35 sul letto di casa propria con una persona importante.

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