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Finestre Aperte: riaprire con l’illustrazione le finestre murate di Cremona

Per noi, che quando passiamo per le strade non manchiamo mai di dare una sbirciata alle finestre, immaginando stanze e arredi, tentando d’affacciarci su vite intere a partire da quei pochi frammenti visibili — un lampadario “da studente”, una credenza da nonna, l’angolino di uno scaffale pieno di volumi accatastati. Per noi — che siamo tantз — ogni finestra murata è un affronto, un bavaglio all’immaginazione. Seppure, paradossalmente, quelle cornici vuote, quasi arroganti nel loro voler lasciar traccia di un passaggio che è stato chiuso, più che soffocarla, la fantasia, ne stuzzicano gli arzigogoli. «Vietato ipotizzare, sognare, congetturare», vorrebbero suggerire, in realtà accendendo ancor di più il desiderio di scoprire che c’è dietro, e perché, quando, da chi è stato messo il “tappo”. Non bastava chiudere le imposte, installare due begli scuri impenetrabili? Una soluzione tanto drammatica e definitiva sguinzaglia per forza indomabili speculazioni.

Sta qui — nell’immaginare a piede libero — la pietra angolare del progetto Finestre aperte, lanciato dall’associazione culturale cremonese Tapirulan, la stessa che da anni organizza uno dei più bei concorsi di illustrazione che ci siano in Italia, oltre a tante mostre e al format espositivo Affiche, che si sviluppa sugli spazi di pubblica affissione della città.
Se, come tanti centri abitati, Cremona è piena di finestre-che-non-sono-più, perché non riaprirle, perlomeno idealmente, usando come chiave l’illustrazione?

Quellз di Tapirulan è da tanto che ci rimuginano e alla fine, qualche giorno fa, hanno lanciato una campagna di crowdfunding su Eppela per provare a realizzarla questa idea.
«La fantasia non basta, servono anche risorse economiche: dovremo realizzare le finestre, pensare ad un metodo per fissarle senza danneggiare i muri, anche perché spesso sono edifici storici. Poi dovremo suonare centinaia di campanelli per chiedere i permessi ad ogni singolo proprietario o amministratore di condominio. Chissà cosa ci risponderanno?», spiegano dall’associazione.

Se il progetto si realizzerà, diventerà una mostra a cielo aperto.
«Dal punto di vista espositivo la mostra sarà composta da 20 opere stampate su materiale rigido realizzato su misura per essere posizionato nella nicchia della finestra murata. L’allestimento verrà eseguito senza effettuare interventi di muratura o alterazioni dell’attuale stato dell’edificio, grazie a un efficace sistema di fissaggio progettato da un designer. A seguito dell’iniziativa verrà pubblicato anche un catalogo con le illustrazioni e le “storie” che esse raccontano. Verrà realizzata anche un’applicazione che consentirà di visualizzare la mappa dove sono posizionate tutte le finestre e di visitare l’esposizione anche a chi non potrà essere a Cremona» — ecco quello che, speriamo, succederà.
Per farlo succedere, i curiosi e le curiose che possono e vorranno dare una mano, potranno farlo finanziando l’iniziativa.

La campagna rientra nel progetto crowdfunder35 di Funder35, in collaborazione con Fondazione Sviluppo e Crescita CRT. Che significa? Significa che al raggiungimento del 50% dell’obiettivo (in questo caso 10.000 Euro), la Fondazione finanzia la restante metà.

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Le finestre chiuse di Cremona (courtesy: Tapirulan)
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