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Un libro dedicato alla grafica delle elezioni americane dall’800 ai primi del ‘900

Negli Stati Uniti, in quella che si autoproclama come la più grande democrazia del mondo, il sistema di voto è in assoluto uno dei più complessi. Lo è oggi, lo era ancor di più in passato, quando i metodi utilizzati per raccogliere le preferenze erano al limite dell’assurdo.
«Prima che ci fossero le votazioni cartacee in America, c’era la voce umana. Secondo il sistema della viva voce, una pratica con radici nell’antica Grecia, gli elettori idonei chiamavano i nomi dei loro candidati preferiti e un impiegato del governo segnava i voti in un registro. A volte bastavano i corpi: in Kentucky, fino all’inizio del XIX secolo, alcune elezioni venivano decise contando il numero di sostenitori schierati sui lati opposti della strada. In alcune colonie, la gente votava con mais e fagioli: mais per sì, fagioli per no», raccontava qualche anno fa la designer Alicia Cheng nell’incipit di un affascinante articolo uscito sul New Yorker e intitolato This Is What Democracy Looked Like.

Socia fondatrice dello studio di design MGMT, di base a Brooklyn, Cheng studia da tempo la storia della grafica dei sistemi di voto negli Usa, ricercando nelle biblioteche, nei musei e negli archivi statali, nazionali e universitari quei pochi e rari esemplari di schede di voto (che per legge andrebbero distrutte dopo le elezioni) giunti fino a oggi.
In mancanza di un regolamento federale che uniformasse dimensioni, caratteri, colori e tipo di carta (regolamento che sarebbe arrivato solo nel ventesimo secolo), per molto tempo si utilizzarono schede stampate direttamente dai partiti, che sicuramente non facilitarono lo svolgimento di elezioni giuste e senza brogli.

Alicia Yin Cheng, “This Is What Democracy Looked Like. A Visual History of the Printed Ballot“, Princeton Architectural Press, giugno 2020

In un paese in cui ancora oggi le frodi elettorali sono tutt’altro che rare, in passato erano la prassi: «Il giorno delle elezioni, nell’America del diciannovesimo secolo, i rappresentanti dei partiti cercavano attivamente cittadini per corromperli o costringerli a votare», scrive Cheng. «Spesso si svolgevano campagne nelle taverne locali che fungevano anche da seggi elettorali. I voti potevano essere acquistati con denaro, un mestolo di rum o anche un servizio di piatti. Gli attivisti del partito spesso impiegavano una strategia di rapimento chiamata cooping, in cui uomini ubriachi e indigenti venivano radunati, rinchiusi in una stanza fino al giorno delle elezioni e costretti a visitare i seggi elettorali per votare ripetutamente per un candidato. Schede di partito false o contraffatte con alcuni o tutti i nomi dei candidati di un altro partito sono state distribuite per fuorviare gli elettori disattenti».

Questa enorme confusione, tuttavia, per gli storici della grafica contemporanei, si traduce in prezioso materiale per ricostruire l’evoluzione delle tecniche di stampa, degli stili grafici e del type design.
I pezzi scovati da Cheng sono straordinari: talvolta semplici e lineari, altre assai ricchi di dettagli frutto di complessi processi di stampa. Non mancano slogan e immagini apertamente razziste (verso neri e cinesi su tutti) e si nota la quasi totale assenza di donne (alle quali, va ricordato, il suffragio non venne concesso fino al 1920, mentre ai neri solo nel 1965).

In contemporanea all’uscita dell’articolo sul New Yorker, Cheng lanciò anche un account Instagram dedicato alla sua ricerca — @thisiswhatdemocracylookedlike — e, nel giugno del 2020, è finalmente uscito un libro dallo stesso titolo, pubblicato da Princeton Architectural Press.

Alicia Yin Cheng, “This Is What Democracy Looked Like. A Visual History of the Printed Ballot“, Princeton Architectural Press, giugno 2020
Alicia Yin Cheng, “This Is What Democracy Looked Like. A Visual History of the Printed Ballot“, Princeton Architectural Press, giugno 2020
Alicia Yin Cheng, “This Is What Democracy Looked Like. A Visual History of the Printed Ballot“, Princeton Architectural Press, giugno 2020
Alicia Yin Cheng, “This Is What Democracy Looked Like. A Visual History of the Printed Ballot“, Princeton Architectural Press, giugno 2020
Alicia Yin Cheng, “This Is What Democracy Looked Like. A Visual History of the Printed Ballot“, Princeton Architectural Press, giugno 2020
Alicia Yin Cheng, “This Is What Democracy Looked Like. A Visual History of the Printed Ballot“, Princeton Architectural Press, giugno 2020
Alicia Yin Cheng, “This Is What Democracy Looked Like. A Visual History of the Printed Ballot“, Princeton Architectural Press, giugno 2020
Alicia Yin Cheng, “This Is What Democracy Looked Like. A Visual History of the Printed Ballot“, Princeton Architectural Press, giugno 2020
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