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La bellezza del segno: dalla calligrafa Francesca Biasetton un elogio della scrittura a mano

Qui in casa, ogni volta che riordiniamo una stanza e ci mettiamo di buona volontà per selezionare con cura quel che va buttato e riorganizzare quel che decidiamo di tenere, escono fuori bigliettini. Ci scriviamo un sacco di bigliettini, in effetti, nella nostra famiglia, e non solo nelle occasioni speciali tipo compleanni, anniversari e feste. Annotiamo frasi sceme accompagnate da disegnini altrettanto assurdi sulle liste della spesa; ci prendiamo in giro a vicenda lasciando messaggi senza senso; e le nostre figlie regolarmente ci mandano lettere dentro a buste chiuse con quintali di nastro adesivo.

È sempre un dramma quando, dopo la fase di accumulo, bisogna passare a quella della cernita. Li buttiamo? Li teniamo? Il fatto è che quei foglietti, per quanto precari, sono il segno delle persone che li hanno vergati. È come se un pezzetto di chi li ha scritti fosse rimasto lì sopra, insieme al carico d’affetto che si porta dietro. E non è tanto questione di bella grafia, quando piuttosto di tracce di una presenza. Esattamente come le dediche sul frontespizio di un libro, una cartolina spedita da lontano, la più burocratica firma su un documento ufficiale: chi ha scritto, è stato lì.

Francesca Biasetton, “La bellezza del segno. Elogio della scrittura a mano”, Economica Laterza, 2020 (foto: Frizzifrizzi)

Scrivo (a mano) quindi sono (io) s’intitola il primo capitolo de La bellezza del segno. Elogio della scrittura a mano, un saggio di Francesca Biasetton — niente meno che una delle migliori calligrafe italiane e, dal 2011, presidentessa dell’Associazione Calligrafica Italiana — pubblicato da Laterza in edizione economica a giugno 2020, dopo una prima uscita nel 2018 nella i Robinson / Letture.

«Quando scrivo, ti scrivo: impugno lo strumento scrittorio, scelgo il supporto, impiego la mia grafia, con le caratteristiche che la rendono unica — la mia», spiega l’autrice, che nel corso di dodici capitoli passa in rassegna i significati della scrittura e avverte dei rischi che gli strumenti digitali pongono alla pratica dello scrivere a mano.
Un messaggio su Whatsapp non ha un millesimo del carico emotivo di un biglietto scritto a mano; una lettera d’amore stampata lascerà sempre il dubbio sull’effettivo autore o l’effettiva autrice (vero, si può sempre copiare un testo a mano, ma in quel caso c’è almeno lo sforzo di tradurre il pensiero altrui in segni propri); e prendere appunti fotografando una lavagna — o una Lim! — non è esattamente come annotare i concetti su un quaderno («Trovo più semplice — e più chiaro — organizzare le idee con la matita o la biro, facendo uso di segni grafici: frecce di collegamento, cerchi di raggruppamento, asterischi di inserimento. Scrivere a mano vuol dire costruire riferimenti visivi maneggiando pagine di carta. È il nostro modo per orientarci con la memoria visiva», confessa Biasetton).

Francesca Biasetton, “La bellezza del segno. Elogio della scrittura a mano”, Economica Laterza, 2020 (foto: Frizzifrizzi)

In un mondo che va sempre più di fretta, in cui per strada o dalla finestra di casa si ascoltano, volenti o nolenti, intere corrispondenze orali attraverso i funesti messaggi vocali di chi evidentemente nemmeno ci prova ad affidare l’urgenza di comunicare al silenzioso intervallo della scrittura, scrivere è, appunto, anche una questione di tempo. Un tempo consacrato a se stessi, ai propri pensieri, a chi riceverà ciò che scriviamo.

«Un tempo per la carta: quale? […] Un tempo per la penna: quale? […] E per i pensieri: quali? I miei, qui e ora, su questo foglio di carta, per me — o per te», sostiene la calligrafa.
Un tempo che non solo sembra mancare e, inafferrabile, sfuggire a noi adulti, che affidiamo ormai quasi esclusivamente alla scrittura digitale ogni nostra attività e rapporto sociale, ma anche ai bambini, ai quali non si dedica più molto tempo a insegnare a padroneggiare un’attività complessa come la scrittura a mano e a raggiungere una grafia corretta.

Francesca Biasetton, “La bellezza del segno. Elogio della scrittura a mano”, Economica Laterza, 2020 (foto: Frizzifrizzi)

Biasetton ne parla nel capitolo intitolato Scrivere da piccoli, dove tratta il dibattuto tema della fondamentale importanza del corsivo, che secondo l’autrice è «la scrittura più adatta a seguire il flusso dei nostri pensieri».
Nel corso del libro, Biasetton affronta anche la scrittura sui muri — dalle caverne ai graffiti contemporanei, passando per la lavagna (che è di ardesia, quindi roccia) —, prima di entrare più nello specifico di una disciplina come la calligrafia. I “ferri del mestiere” (matite, pennini, carte, inchiostri) e i princìpi, tra proporzioni, relazioni tra pieni e vuoti, relazioni tra le lettere, coinvolgimento del corpo: «La calligrafia è maestrìa che si sviluppa nel tempo con l’esercizio costante, come per i danzatori e i musicisti», spiega il grande calligrafo britannico Ewan Clayton. «Tutto il corpo deve sperimentarne la pratica, così da accrescere sensibilità della mano, padronanza nella stesura dei tratti e capacità di visualizzare le forme nello spazio in modo che tutti gli elementi possano compenetrarsi a vicenda».

La bellezza del segno non è un manuale di calligrafia. È qualcosa che, nella libreria di chi vorrebbe avvicinarsi a questa disciplina, dovrebbe arrivare prima ancora di provare a posare un pennino sulla carta o di cercare tutorial online. È, invece, un saggio che offre ottimi consigli a chi volesse intraprenderne lo studio — un percorso lungo e accidentato, ma meraviglioso e senza alcun punto d’arrivo.
Ed è, soprattutto, un’analisi — molto sentita e piena di spunti autobiografici — che invita a riflettere, e a salvaguardare qualcosa che, anno dopo anno, stiamo perdendo, opera di un’autrice che non è una luddista anti-tecnologie: Biasetton usa computer, smartphone e tablet come chiunque di noi ma è anche molto lucida nel valutarne i pericoli.

Francesca Biasetton, “La bellezza del segno. Elogio della scrittura a mano”, Economica Laterza, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Francesca Biasetton, “La bellezza del segno. Elogio della scrittura a mano”, Economica Laterza, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Francesca Biasetton, “La bellezza del segno. Elogio della scrittura a mano”, Economica Laterza, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Francesca Biasetton, “La bellezza del segno. Elogio della scrittura a mano”, Economica Laterza, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Francesca Biasetton, “La bellezza del segno. Elogio della scrittura a mano”, Economica Laterza, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Francesca Biasetton, “La bellezza del segno. Elogio della scrittura a mano”, Economica Laterza, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Francesca Biasetton, “La bellezza del segno. Elogio della scrittura a mano”, Economica Laterza, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
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