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Un ipnotico corto con strane creature che danzano

Non sempre servono narrazioni coinvolgenti, tecniche di realizzazione complesse, soluzioni rivoluzionarie in fase di produzione o montaggio. Talvolta basta poco, davvero poco, per far sì che un’animazione ti faccia appiccicare il naso allo schermo imprigionandoti in uno stato ipnotico e stimolando ogni fibra del corpo ad andare a tempo.

Sono pochi e semplici gli ingredienti di Southpaw, corto d’animazione opera dell’illustratrice e animatrice giapponese Sawako Kabuki: delle strane creature danzanti, sfondi minimali, perlopiù monocromatici, e una colonna sonora orecchiabilissima — o catchy, come si suol dire — che è la rivisitazione di un brano che ebbe molto successo in Giappone negli anni ’60, qui reinterpretato dal Kuricorder Quartet, un quartetto (che in realtà ora sembra più che altro un terzetto) di polistrumentisti che da quasi trent’anni è specializzato in pezzi suonati al flauto dolce.

Coi suoi meno di due minuti, Southpaw è uno di quei rari casi in cui il risultato è superiore alla somma della parti, e questo grazie soprattutto alla maestria di Kabuki nel disegnare e animare i movimenti e le coreografie dei buffi esseri senza collo protagonisti del filmato.

Il corto, realizzato nel 2019, ha recentemente vinto il 2020 Staff Pick Award all’Ottawa International Animation Festival.

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