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Un diable dans la poche: un corto d’animazione potente come una fiaba classica

La trama sta in poche righe: c’è un gruppo di bambini che vivono da soli in una grande casa nel bosco. Assistono a un crimine, ma diventano complici di un assassino, che li corrompe con una pepita d’oro ciascuno. Uno dei bambini non riesce a convivere col senso di colpa e a portare addosso quel fardello, quindi decide di confessare, ma gli altri vogliono impedirglielo.

Ciò che colpisce davvero è come la vicenda viene raccontata: lo stile visivo, innanzitutto, fatto di pennellate digitali granulose ed eteree, come se tutto sfumasse nella nebbia dell’immaginazione o del tempo. Soltanto l’oro — il lucente corruttore di anime — tradisce la sua concretezza materiale, e appare come un elemento estraneo, quasi fosse composto composto di atomi che arrivano da una dimensione altra.
E poi la narrazione: semplice eppure costruita su quell’ambigua, multiforme e oscura complessità che solo le grandi fiabe classiche sanno regalare. Mille domande rimangono senza risposta: perché i sette bambini vivono da soli? Che posto è, quello in cui stanno? Perché l’uomo ucciso ha dell’oro nelle viscere? Chi sono gli altri uomini che cercano il tesoro? Sono buoni o cattivi?

Ma le grandi fiabe non hanno bisogno di spiegare. Funzionano per archetipi che inconsciamente riconosciamo prima ancora di saperla pronunciare, la parola archetipo. E il cortometraggio d’animazione Un diable dans la poche è indubbiamente una grande fiaba, ancora più sorprendente perché scritta e realizzata da due giovanissimi, Antoine Bonnet e Mathilde Loubes, che l’hanno prodotta come tesi di laurea presso la Gobelins, scuola di comunicazione visiva di Parigi.

Uscito originariamente nel 2019, il film è stato selezionato, tra gli altri, dalla Berlinale 2020 e dal Giffoni Film Festival.
I dialoghi sono in francese ma si possono attivare i sottotitoli in inglese — nessuno dei due strettamente necessari, comunque, perché bastano le immagini per comprendere benissimo ogni sfumatura della storia.

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