Ebanisteria Meccanica: le meraviglie in legno di Diego Moretti

Siamo nel 1931, a Sassari. C’è un falegname, si chiama Diego Moretti, ha imparato il mestiere in una bottega e ora decide di aprire il suo laboratorio. Diego lavora a mano, come tutti gli artigiani falegnami dell’epoca. Ma quando le macchine che semplificano parte del lavoro cominciano a essere alla portata di chi ha una piccola attività come la sua, lui sceglie di sposare l’innovazione. Alle macchine rimanda anche il nome che, con l’orgoglio e l’umiltà di chi ama il lavoro che fa e cerca di svolgerlo sempre al meglio delle proprie possibilità, dà alla bottega: Ebanisteria Meccanica, un nome che all’epoca ha il sapore del futuro — con le medesime intenzioni, oggi le aziende scelgono aggettivi e prefissi come digitale, virtuale, aumentata, e in passato elettro-, elettronica radio-.

Quando Diego muore la bottega passa nelle mani del figlio, appena maggiorenne, che col trascorrere degli anni diventa un vero maestro della lavorazione del legno, tanto da essere conosciuto, in zona, come Mastro Moretti. Nel momento in cui diventa padre, anche lui trasmette a suo figlio la medesima passione che ha a sua volta ereditato. Il piccolo Diego — chiamato così in onore del nonno — cresce nella falegnameria. Respira il profumo del legno e l’odore pungente delle colle, ascolta il rumore delle macchine e degli utensili. D’estate va lì ad aiutare. Osserva. Prova.
Quando è ormai grande, durante il servizio militare, Diego si butta nella sua prima impresa: gli chiedono di costruire il prototipo per lo scafo di una barca. Di giorno è in caserma e di notte va a lavorare. È il 2003, e l’anno successivo il suo prototipo viene presentato alla fiera internazionale della vela Gran Pavois de La Rochelle, in Francia. Diego, figlio di Mastro Moretti, si aggiudica un premio, che sancisce l’inizio di una carriera nel mondo della costruzione di barche in legno.

Libreria ad Incastri (courtesy: Ebanisteria Meccanica)

Nel 2008 Moretti lancia la sua attività, Cantiere Moretti, e nel giro di poco tempo amplia l’offerta di prodotti: non solo barche ma anche arredi. Con la crisi economica e la sempre minor richiesta di mobili su misura, tuttavia, la società ha vita breve. Fino a quando, nel 2012, Diego partecipa al concorso Young & Design con una bellissima libreria a incastro, che vince la menzione speciale al Salone del Mobile di Milano e convince il giovane artigiano a rimettersi al lavoro.
Per la sua nuova società sceglie un nome che è da decenni nella sua famiglia, quell’Ebanisteria Meccanica che oggi non sa più di futuro ma di atmosfere d’altri tempi.

La Libreria ad Incastri, quella premiata al Salone, si ispira all’architettura dei templi giapponesi ed è autoportante. Le componenti, ricavate da singoli blocchi di legno (quindi niente colle), si assemblano a incastro grazie a delle “chiavi” che mettono assieme estetica e funzionalità, oltre a rendere semplice il trasporto del prodotto smontato.
Si tratta di un’intuizione della quale, probabilmente, Munari andrebbe fiero, e in effetti lo spirito munariano si ritrova in tutte le idee che, negli anni, escono fuori dal laboratorio di Ebanisteria Meccanica. Idee che si basano sulla semplicità, sull’utilizzo intelligente dei materiali, sull’adattabilità (vedi Versatile, un mobile che può essere adoperato in molti modi, con la sua mensola flottante regolabile all’altezza desiderata grazie a una corda) e sul gioco, come in Aladino, uno schiaccianoci che sembra uscito da un albo illustrato, e che dal 2016 è l’emblema dell’ingegno e della cura del dettaglio che caratterizza le creazioni di Diego Moretti.

Proprio attraverso Aladino ho scoperto Ebanisteria Meccanica. Oggi ne ho uno in casa e non ho ancora deciso se considerarlo un utensile, un soprammobile-scultura o un affascinante giocattolo che può “anche” essere utilizzato come schiaccianoci.
Quando non è in uso, infatti, se ne sta sopra alla credenza del salotto insieme a quadri e piante, ma quando è sul tavolo, “a riposo”, mia figlia piccola lo tocca per avviarne il meccanismo ogni volta che passa di lì, approcciandosi a quella piccola meraviglia artigianale come fosse un personaggio.

Sta proprio qui il segreto dei prodotti che Moretti realizza: che sembrano intimamente legati a una storia e che comunicano su diversi livelli e in modo differente ai sensi di chi li guarda e li adopera. Anche questo sarebbe piaciuto a Munari.

Libreria ad Incastri (courtesy: Ebanisteria Meccanica)
Libreria ad Incastri (courtesy: Ebanisteria Meccanica)
Versatile (courtesy: Ebanisteria Meccanica)
Versatile (courtesy: Ebanisteria Meccanica)
Disquadro, tavolino da salotto (courtesy: Ebanisteria Meccanica)
Servomuto (courtesy: Ebanisteria Meccanica)
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