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Viceversa vs. Viceversa: la serie di poster di Doretta Rinaldi

Designer, illustratrice e art director freelance di base a Pesaro, in queste settimane di reclusione a causa della pandemia Doretta Rinaldi ha oscillato, come molti, tra momenti di ottimismo e fiducia e periodi di sconforto e amarezza.

Quando si vive dentro a un cambiamento epocale, dopotutto, le sfumature tendono a evaporare, lasciando il campo libero alle visioni nette: come si polarizzano le opinioni, altrettanto capita al complesso ventaglio delle umane emozioni, che si lasciano calamitare dal ripetuto e ripetitivo mantra “andrà tutto bene” come dal suo rovescio della medaglia, la classica legge di Murphy che dice che “se qualcosa può andar male, lo farà”.

«Non ci sono sentimenti o reazioni corrette di fronte a quello che sta accadendo e dobbiamo semplicemente accettare qualunque stato d’animo ci troviamo ad affrontare, senza eccezioni. Sentirsi arrabbiati, entusiasti, sfiniti, devastati va bene. Sentirsi produttivi o completamente privi di energia va bene. Sentire la mancanza di amici e parenti va bene, così pure sentire la mancanza delle proprie abitudini e dei propri spazi, di “una stanza tutta per sé”. Partecipare a conferenze virtuali, ma anche spegnere tutti i dispositivi è più che giusto», sostiene Rinaldi, che ha deciso di tener traccia di quella che chiama la sua “tempesta emotiva” utilizzando il metodo che più di ogni altro l’aiuta a riordinare le idee — cioè fare liste —, lavorando con il linguaggio con cui si trova più a suo agio — quello della grafica — su ciò che le riesce meglio, ovvero i poster, che nel corso della sua carriera ha realizzato per eventi, concerti e stagioni teatrali in Italia e all’estero.

Dato che in questa parentesi temporale parte della sua attività è al momento sospesa, Rinaldi ha cominciato a realizzare una serie di poster, che ha chiamato VICEVERSA VS. VICEVERSA e si basano proprio sul concetto di bipolarità e ribaltamento: ribaltare il poster equivale a ribaltare il punto di vista.

Di seguito la spiegazione dell’autrice.

Due parti contrapposte che sfumano l’una nell’altra (la vita “di prima” VS. la vita “di adesso”). I colori pallidi e primaverili sono in netta contrapposizione con il tema del progetto. La tipografia è neutra (volutamente ho scelto di usare l’Helvetica): per capire di cosa si tratta bisogna leggere, bisogna impegnarsi. In questi giorni abbiamo tutti un po’ più di tempo a disposizione, no?).

Ogni metà contiene un titolo (SPRING (?) 2020 VS THE REST OF OUR LIVES e OUR LIVES IN 2020 VS THE REST OF SPRING) un sottotitolo (SELF ISOLATION ANTI-SOCIAL CLUB. NON-STOP 2-PERSON PARTY / LIVE FROM MY KITCHEN / BEDROOM / LIVING ROOM / BALCONY e ALL TOGETHER SOCIAL PARTY. MASKS DOWN / HUG ME / HOLD ME CLOSE STAY AT HOME BUT ONLY IF YOU WANT TO). Al centro i due titolati specifici di ciascun manifesto, che ne esplicitano il tema (esempio: I do / I don’t, I feel / I don’t feel, I miss / I don’t miss…) .

E poi la lista, aggettivi, verbi o brevi frasi. La lista non cambia da qualunque lato si legga il manifesto. Quello che cambia è il punto di vista. Non è raro provare sentimenti contrapposti uno dopo l’altro. Viverli come emozioni positive o negative dipende dal punto di vista, dall’approccio, dal “verso” di lettura.

L’apparente ordine visivo è disturbato e interrotto da forme aggressive, fastidiose, nere. Coprono e nascondono. Traducono in immagine il tema della lista e lo scopo stesso del progetto: provare a “fugare” i dubbi e le paure che ci attanagliano.

L’intera serie — attualmente “in progress” — si può vedere sull’account Instagram della designer: @dorettarinaldi.

(courtesy: Doretta Rinaldi)
(courtesy: Doretta Rinaldi)
(courtesy: Doretta Rinaldi)
(courtesy: Doretta Rinaldi)
(courtesy: Doretta Rinaldi)
(courtesy: Doretta Rinaldi)
(courtesy: Doretta Rinaldi)
(courtesy: Doretta Rinaldi)
(courtesy: Doretta Rinaldi)
(courtesy: Doretta Rinaldi)
(courtesy: Doretta Rinaldi)
(courtesy: Doretta Rinaldi)
(courtesy: Doretta Rinaldi)
(courtesy: Doretta Rinaldi)
co-fondatore e direttore

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