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Da Taschen un libro dedicato alla wunderkammer di Albertus Seba

Nato nel 1665 in un paesino della Frisia, regione geografica che oggi si estende tra la Germania, i Paesi Bassi e la Danimarca, Albertus Seba voleva fare il farmacista. Dopo un lungo apprendistato tra Germania occidentale e Olanda finì per stabilirsi ad Amsterdam, dove tra il 1696 e il 1697 aprì la sua attività, accumulando rapidamente una considerevole fortuna, che in parte usò per soddisfare la sua passione, cioè studiare e collezionare ogni sorta di creature, le più esotiche e bizzarre possibile, come d’altra parte facevano non pochi borghesi e nobili dell’epoca, un periodo d’oro per le cosiddette wunderkammer — i gabinetti delle curiosità.

Quella di Seba, tuttavia, fu una collezione ben al di sopra di quelle della maggior parte dei suoi contemporanei, costruita grazie alle enormi possibilità offerte dal porto di Amsterdam, dove arrivano merci da tutto il mondo, che Seba spesso “intercettava” chiedendo a marinai e medici di bordo di portargli piante e esemplari di fauna dai luoghi lontani dai quali ritornavano: rettili, anfibi, pesci, uccelli, mammiferi, conchiglie, ragni.
Era talmente ricca, la raccolta del farmacista olandese, che finì per attirare l’attenzione di un altro collezionista ossessivo: Pietro I detto “il Grande”, lo zar di tutte le Russie.

Irmgard Müsch, Jes Rust, Rainer Willmann, “Seba. Cabinet of Natural Curiosities”, Taschen, maggio 2019 (fonte: taschen.com)

Pietro — che aveva già messo in piedi un proprio gabinetto delle curiosità nel suo Palazzo d’Estate, e che di lì a poco avrebbe fatto costruire sulla rive della Neva la Kunstkamera, il primo museo russo — durante una visita in Olanda, nel 1717, acquistò l’intera collezione di Seba (pare che la cifra sborsata fu di 15.000 fiorini, sui 170.000 Euro odierni1, e oggi una piccola parte degli esemplari del farmacista olandese è ancora conservata lì).
Lungi però dall’accontentarsi di incassare e godersi il denaro, Seba approfittò della disponibilità di spazio e di risorse per iniziare una seconda raccolta, anche più grande della prima, che come questa divenne famosa a livello internazionale.

Jacobus Houbraken, ritratto di Albertus Seba che mostra orgoglioso il suo “Thesaurus” e la sua collezione, 1931 (fonte: commons.wikimedia.org)

Ovviamente orgoglioso del suo “tesoro”, decise di pubblicare un thesaurus illustrato che lo rappresentasse. Nel 1731 firmò un accordo con due editori di Amsterdam e cominciò a lavorarci, affidando le illustrazioni a diversi incisori. L’idea di Seba era di dare alle stampe quattro volumi e nel 1734 uscì il primo. Ne furono prodotte due versioni, una in latino e olandese e una in latino e francese. Titolo: Locupletissimi rerum naturalium thesauri accurata descriptio, et iconibus artificiosissimis expressio per universam physices historiam. Prezzo: 40 fiorini a copia2.

Il secondo libro uscì nel 1735 ma Seba non fece in tempo a vedere il terzo perché nel 1736 morì. Per varie vicissitudini editoriali e di eredità, il Thesaurus volume 3 vide la luce solo nel 1758/9 e il quarto nel 1765. Il totale delle meravigliose tavole illustrate arrivò a 446.
Tutte quante sono state riprodotte dall’editore tedesco Taschen in diverse edizioni: prima nel 2001, in un costoso volume extralarge, poi nel 2006 e di nuovo nel 2015, in formato ridotto.
Ora sta per uscirne un’altra: 592 pagine, copertina rigida e ancora una volta formato XL. Si può pre-ordinare online sul sito di Taschen oppure su Amazon.

Irmgard Müsch, Jes Rust, Rainer Willmann, “Seba. Cabinet of Natural Curiosities”, Taschen, maggio 2019 (fonte: taschen.com)
Irmgard Müsch, Jes Rust, Rainer Willmann, “Seba. Cabinet of Natural Curiosities”, Taschen, maggio 2019 (fonte: taschen.com)
Irmgard Müsch, Jes Rust, Rainer Willmann, “Seba. Cabinet of Natural Curiosities”, Taschen, maggio 2019 (fonte: taschen.com)
Irmgard Müsch, Jes Rust, Rainer Willmann, “Seba. Cabinet of Natural Curiosities”, Taschen, maggio 2019 (fonte: taschen.com)
Irmgard Müsch, Jes Rust, Rainer Willmann, “Seba. Cabinet of Natural Curiosities”, Taschen, maggio 2019 (fonte: taschen.com)
Irmgard Müsch, Jes Rust, Rainer Willmann, “Seba. Cabinet of Natural Curiosities”, Taschen, maggio 2019 (fonte: taschen.com)
Irmgard Müsch, Jes Rust, Rainer Willmann, “Seba. Cabinet of Natural Curiosities”, Taschen, maggio 2019 (fonte: taschen.com)
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