Il gioco degli opposti: qual è il contrario di “pistola”?

Un insegnante decide di fare un esercizio con una classe di bambini. Prende il primo verso di una poesia di Emily Dickinson e lo scrive sulla lavagna, una parola alla volta, chiedendo agli studenti di trovare il contrario di ogni termine.
La poesia è My Life had stood – a Loaded Gun e il primo verso riprende esattamente il titolo.

Dunque: «My», scrive l’insegnante — «Your», dicono i bambini.
«Life» — «Death»
«Had stood» — «Will Sit»
«A» — «Many»
«Loaded» — «Empty»
«Gun» —

A «Gun» la situazione va in crisi: uno se ne esce con «fiore», un altro esclama «libro», un terzo si arrabbia sostenendo che il contrario di pistola sia «cuscino», o magari «abbraccio» ma per nulla al mondo «libro», e va avanti così finché tutti si rendono conto che il contrario di una pistola sono molte, moltissime cose, tutte quelle contro cui puoi puntarla, una pistola, e anche di più.

Questo è ciò che racconta The opposites game, una poesia scritta dall’autore americano Brendan Constantine nel 2016, in occasione di una manifestazione contro la violenza delle armi da fuoco tenutasi a Tucson, in Arizona, lì dove nel 2011 c’è stata una delle tante sparatorie che continuano a insanguinare gli Stati Uniti.
Invitato a una lettura pubblica da Patricia Maisch — che oltre a essere una delle sopravvissute alla strage aiutò anche a disarmare il killer — Constantine buttò giù il testo nella stanza del suo motel la notte prima della manifestazione.

La poesia, bellissima, è anche diventata un cortometraggio d’animazione, prodotto dalla piattaforma TED-ed per la sua serie There’s a Poem for That, che assegna ad alcuni tra i più interessanti animatori delle opere classiche oppure — come in questo caso — contemporanee.

A lavorare su The opposites game sono state Anna Samo e Lisa LaBracio, che hanno realizzato un filmato a passo uno dove i disegni ispirati ai versi prendono vita sulle pagine di un libro: non un libro a caso ma uno di poesie di Dickinson (c’è anche un video che mostra parte del lavoro).
Il corto — narrato dallo stesso Constantine — è stato selezionato in molti festival e ha vinto diversi premi.

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