Frizzifrizzi è in pausa estiva. Torniamo a settembre.

Tesori d’archivio: le pubblicità moderniste delle riviste di scienza e tecnica degli anni ’50 e ’60

Computer, transistor, connettori elettrici, satelliti, plastica: dalle pubblicità che apparivano sulle riviste di scienza e tecnica degli anni ’50 e ’60 trasuda l’ottimismo capitalista del boom economico ed è un tripudio di messaggi che sbandierano strabilianti scoperte e di immagini di atomi e razzi — le due frontiere che eccitavano maggiormente l’immaginazione all’epoca, tra conquista dello spazio e fisica delle particelle.

Dalla IBM alla Du Pont del Teflon, dalla Underwood delle macchine per scrivere alle tante aziende che non esistono più, o hanno cambiato nome oppure si sono fuse in colossi i cui interessi si ramificano in molteplici settori e ai quali oggi guardiamo con sospetto, quando non con terrore.

(fonte: flickr.com/photos/bustbright)

Altri tempi, certo, durante i quali si ingaggiavano — per far arrivare al pubblico il proprio messaggio — i migliori progettisti grafici in circolazione, che avevano possibilità di sperimentare e azzardare, com’è evidente dal materiale raccolto qualche anno fa in un album su Flickr dall’artista e designer Derrick Schultz.

Intitolato Science and Tech Ads, l’album mostra centinaia di pubblicità di impronta modernista.

(fonte: flickr.com/photos/bustbright)
(fonte: flickr.com/photos/bustbright)
(fonte: flickr.com/photos/bustbright)
(fonte: flickr.com/photos/bustbright)
(fonte: flickr.com/photos/bustbright)
(fonte: flickr.com/photos/bustbright)

[via]

Un messaggio

Frizzifrizzi è sempre stato e sempre rimarrà gratuito. Si tratta di un progetto realizzato ogni giorno con amore e con impegno. La volontà è di continuare a farlo cercando di tenere al minimo la pubblicità. Per questo ti chiediamo una mano — se vorrai — con una piccola donazione. Potrai farla su PayPal.

GRAZIE DI CUORE.