Ugly: la poesia di Warsan Shire diventa un’animazione

Warsan Shire è una giovane poetessa. Classe 1988, è nata in Kenya da genitori somali e si è trasferita nel Regno Unito quando aveva appena un anno, in fuga dalla guerra. Oggi ha la cittadinanza britannica, vive tra Londra e Los Angeles, ed è considerata una delle più interessanti voci della sua generazione.
Poco conosciuta in Italia (è stata ospite del festival di Internazionale, a Ferrara, nel 2010, ma ai più è arrivata grazie a Beyoncé), è autrice di testi che trattano soprattutto temi come l’immigrazione, lo sradicamento, l’identità e l’essere donna.

In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, il 20 giugno, è stato presentato a Londra un cortometraggio d’animazione ispirato a una delle sue poesie più celebri, che si intitola Ugly.
L’animazione è frutto della collaborazione tra Shire — che oltre al testo ha prestato la sua voce —, la pittrice londinese Melissa Kitty Jarram e l’illustratrice e animatrice Anna Ginsburg, anche lei britannica e già autrice di premiatissimi corti come Private Parts, in cui genitali femminili e maschili parlano di masturbazione e sessualità, e What is beauty?, su com’è cambiato il concetto di bellezza e sulle pressioni che le donne hanno subito e subiscono per uniformarvisi.

Ugly

Your daughter is ugly.
She knows loss intimately,
carries whole cities in her belly.

As a child, relatives wouldn’t hold her.
She was splintered wood and sea water.
They said she reminded them of the war.

On her fifteenth birthday you taught her
how to tie her hair like rope
and smoke it over burning frankincense.

You made her gargle rosewater
and while she coughed, said
macaanto girls like you shouldn’t smell
of lonely or empty.

You are her mother.
Why did you not warn her,
hold her like a rotting boat
and tell her that men will not love her
if she is covered in continents,
if her teeth are small colonies,
if her stomach is an island
if her thighs are borders?

What man wants to lay down
and watch the world burn
in his bedroom?

Your daughter’s face is a small riot,
her hands are a civil war,
a refugee camp behind each ear,
a body littered with ugly things

but God,
doesn’t she wear
the world well.

Brutta*

Tua figlia è brutta.
Conosce intimamente la perdita,
si porta nella pancia città intere.

Da bambina, i parenti non la tenevano.
Era schegge di legno e acqua di mare.
Dicevano che faceva venire in mente la guerra.

Al suo quindicesimo compleanno le hai insegnato
come legarsi i capelli in forma di corda
e profumarli nei fumi di olibano.

Le hai fatto fare i gargarismi con acqua di rose
e mentre tossiva, hai detto
le ragazze macaanto come te non devono odorare
di solitudine o di vuoto.

Tu sei sua madre.
Perché non l’hai avvisata,
tenuta come una barca marcita
non le hai detto che gli uomini non l’ameranno
se è coperta di continenti,
se i suoi denti sono piccole colonie,
se il suo stomaco è un’isola,
se le sue cosce sono confini?

Quale uomo desidera sdraiarsi
e guardare il mondo che brucia
in camera da letto?

La faccia di tua figlia è una piccola sommossa,
le sue mani sono una guerra civile,
un campo di rifugiati dietro ciascun orecchio,
il corpo inquinato da cose orrende

ma Santo Cielo,
come lo indossa bene
il mondo.

* La traduzione in italiano è tratta dal blog Ruminazioni di Sergio Pasquandrea, dove si possono trovare altre tre poesie di Warsan Shire.

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