Dalla preistorica Venere di Willendorf, (che di recente ha fatto notizia per essere stata censurata da Facebook) a Kim Kardashian, Miley Cirus, Kylie Jenner e Nicki Minaj, il concetto di bellezza femminile è cambiato costantemente: i corpi, la loro rappresentazione, e di conseguenza anche gli “standard” con i quali ci si confronta e con cui ci si vuole — e talvolta purtroppo si deve — uniformare si sono di volta in volta ristretti, allargati, allungati, gonfiati, asciugati, squadrati, torniti…

«Guarda quanto spesso cambia la definizione», scrive la pluripremiata illustratrice e animatrice britannica Anna Ginsburg prima dei titoli di coda di un video d’animazione uscito in occasione della Giornata internazionale della donna, commissionato dall’emittente americana CNN e intitolato What is beauty?

«Non esiste un modello standard per la bellezza, quindi lasciateci celebrare le diversità delle forme femminili», conclude l’artista dopo aver mostrato in poco più di due minuti quasi 30.000 anni di storia dell’arte e idee di bellezza — dalla preistoria alle icone pop contemporanea, passando per l’Antica Grecia, le sculture indiane, Renoir, Rubens, Matisse, Modigliani, Picasso — in un flusso di forme in costante mutazione.

Ginsburg, già autrice un anno fa di un’animazione che fece discutere e che venne condivisa da centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, è molto sensibile al tema della rappresentazione del corpo e delle pressioni che la società mette addosso alle donne. «La mia sorellina è anoressica», ha ha raccontato al magazine online It’s Nice That. «Essere testimone delle sue sofferenze, negli ultimi otto anni, mi ha fatto pensare molto agli ideali di bellezza della società occidentale e alla crescente estremizzazione dell’oggettivazione della donna nella nostra cultura».

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