Saranno i tanti film catastrofici che più o meno tutti abbiamo visto, o le serie tv, da Lost in poi, ma non è così raro avere quella strana sensazione, quell’oscura nube che appare d’improvviso tra i pensieri, quando si è in mezzo a un gruppo di sconosciuti, e te li fa osservare uno a uno, valutando, immaginando, congetturando: e se succede qualcosa? come si comporteranno? chi sarà il più pericoloso tra questi? chi prenderà il comando della situazione? e io che farei? dove potrei scappare? mi converrebbe allearmi con quello lì o con quell’altro? qualcuno avrà del cibo? quanta acqua abbiamo? E via così. Pensieri rapidi durante i quali la bestia si affaccia alle porte della coscienza, e ti pare quasi di sentire il tribale tam tam e l’odore del sangue che arriva da dietro l’uscio e affonda le radici nella parte più primitiva del nostro cervello.

È più o meno quello che succede in Animals, video d’animazione ambientato in un vagone della metropolitana in cui un gruppo di persone rimane bloccato, e in cui la normalità diventa irrazionalità, l’irrazionalità delirio, il delirio allucinazione e l’allucinazione, infine, consapevolezza, per lo meno per qualcuno.

Realizzato all’interno della scuola danese The Animation Workshop, il cortometraggio è stato ideato, montato e diretto dal giovane filmmaker Tue Sanggaard, a capo di una squadra composta da artisti e designer provenienti da diverse parti del mondo. Tra di essi c’è anche un italiano, Lamberto Anderloni, animatore e art director milanese. Gli altri sono Maya Mckibbin, Viljam Smed, Elisabeth Vahle Janerka, Charly K. Mårtensson, William Fullager, Lasse Brændgaard, Jasmin Christoffersen, Kristina Silkjær, Anne Flarup Thomsen, Kathrine Amine Andersen, Jana Ribkina, Erlend Hjortland Sandøy.

Per chi volesse scoprire qualche “dietro le quinte” del video, sul sito di Sanggaard ci sono alcuni bozzetti di lavorazione.

Quando diventiamo animali: una disturbante animazione NSFW