Ce lo insegnano fin da bambini: la singola cellula viene fecondata, comincia a scindersi, e si divide, e si divide, e si divide, e si divide… L’incipit del libro della vita, se sei un bambino o la larva di una salamandra, non è poi così differente. Scissione, gastrulazione, neurulazione, organogenesi: in quattro fasi la cellula iniziale si moltiplica, comincia a differenziarsi in base alle funzioni che andrà ad assumere, compare un abbozzo di sistema nervoso centrale, si formano i diversi organi.

Un processo che solitamente viene raccontato in due modi diametralmente opposti: scientificamente, lasciando fuori l’aspetto meraviglioso, oppure esaltandone solo il lato miracoloso, sbattendo fuori dalla porta ogni accenno di razionalità.
Come spesso capita, è guardando coi propri occhi che ci si rende conto di come la realtà delle cose sia la perfetta unione di entrambe le prospettive: la biologia non esclude la “magia”, e viceversa.

Questo è evidente in un video come Becoming (titolo straordinario, che racchiude in una sola parola il concetto di una situazione in divenire e quello della potenzialità, in questo caso di un uovo), che mostra in appena sei minuti ciò che in realtà impiega tre settimane a svolgersi: dalla cellula all’organismo completo, un tritone alpino.

Realizzato dal fotografo e filmmaker olandese Jan van IJken, il cortometraggio è un’unione di fotografia time-lapse e filmati.
Già vincitore del premio come miglior documentario breve nell’edizione 2018 dell’Innsbruck nature film festival, Becoming è stato messo online dal magazine Aeon.

Becoming: breve storia di una cellula