Si può usare la xilografia, e cioè la stampa realizzata attraverso matrici di legno dure incise a rilievo, per produrre un’animazione? Ovviamente sì, a patto di avere un sacco di tempo a disposizione.
Negli uffici dello studio creativo londinese Common Works se lo sono chiesti dopo aver notato che in molte delle animazioni contemporanee, realizzate in digitale, venivano utilizzati effetti per simulare la grana e le imperfezioni della stampa tradizionale. Quindi — passo successivo — perché non utilizzare direttamente quella, l’ingrediente originale, per usare una metafora culinaria, invece di un semplice “aroma al gusto di”?

Decisi a mettersi all’opera, i designer dello studio hanno prima provato a sondare le acque con una brevissima animazione di appena sei fotogrammi — un ceppo in fiamme — creata incidendo al laser un blocco di compensato e stampando uno a uno i frame.

Il primissimo esperimento. Appena sei fotogrammi.
(fonte: commonworks.co.uk)

Visto il risultato, si sono convinti di andare avanti e, dopo aver trovato il giusto segno e testato gli inchiostri, hanno cominciato a lavorare sulla storia, trovando ispirazione nel processo stesso: visto che la xilografia era la tecnica usata per le stampe artistiche giapponesi del periodo Edo e che quelle stampe sono comunemente conosciute come Ukiyo-e, cioè immagine del mondo fluttuante, hanno pensato di chiamare il progetto Pictures Of The Floating World e di metterci dentro alcuni degli elementi tipici di quelle opere da cui stavano prendendo spunto: scene di vita quotidiana in cui vengono inseriti elementi magici e trasformazioni.

Dato che però ciò che stavano facendo era tutto sommato una sintesi di tecniche tradizionali e tecniche contemporanee — oltre ad aiutarsi col software già esistente hanno pure scritto un programma per automatizzare parte del processo di animazione —, il colpo di genio è stato attualizzare lo spirito degli Ukiyo-e trasportando la storia nel mondo contemporaneo, quindi tra uffici, computer, smartphone, schermate web, metropolitana.

(fonte: commonworks.co.uk)

Per tutta la parte della stampa, Common Works si è rivolta a uno studio specializzato, Slaughterhaus, e il risultato è straordinario, sia dal punto di vista tecnico che da quello narrativo.

Tutto il lavoro è stato anche filmato e raccontato in un video (qui sotto), interessante tanto quanto l’animazione stessa.

(fonte: commonworks.co.uk)

(fonte: commonworks.co.uk)

(fonte: commonworks.co.uk)

(fonte: commonworks.co.uk)

(fonte: commonworks.co.uk)

(fonte: commonworks.co.uk)

(fonte: commonworks.co.uk)

(fonte: commonworks.co.uk)

(fonte: commonworks.co.uk)