Draghi, sirene, centauri, monoceri, minotauri, grifoni, manticore, basilischi, leoni suonatori, cinghiali a dorso di cammelli, volpi predicatrici, diavolacci: tra decorazioni e marginalia, i manoscritti medievali sono un concentrato di mostri, rappresentazione delle paure e delle credenze dell’epoca o — più spesso — utilizzati come linguaggio allegorico per simboleggiare vizi e virtù morali degli uomini.

Uno storico medievalista dell’Università di Liverpool, Damien Kempf, a quei mostri ha dedicato il suo (seguitissimo) account Twitter, dove posta particolari tratti dagli antichi libri che quotidianamente studia ed esplora.

Co-autore di una pubblicazione intitolata Medieval Monsters, recentemente Kempf ha anche aperto un profilo Instagram sul quale posta le più interessanti “prede” recuperate durante le sue battute di “caccia al mostro” svolte sui manoscritti.

(fonte: instagram.com/damien_kempf/)

(fonte: instagram.com/damien_kempf/)

(fonte: instagram.com/damien_kempf/)