Nel settembre del ’95 la casa editrice Stampa Alternativa del grande Marcello Baraghini fece uscire un cofanetto intitolato Psichedelica, che conteneva cinque volumetti dedicati a LSD, funghi magici e peyote. All’epoca avevo 16 anni, diecimila lire in tasca, qualche piccola esperienza con l’erba alle spalle, e una gran voglia di saperne di più su come spalancare quelle “porte della percezione” alle quali fino ad allora mi ero appena affacciato.

Quei cinque libriccini (tre dei quali si possono scaricare gratuitamente dal sito di Strade Bianche Libri: Viaggi Acidi di Albert Hofmann (colui che scoprì la dietilamide dell’acido lisergico) e, sempre di Hofmann, I Misteri di Eleusi e I miei incontri con Huxley, Jünger, Leary, Vogt1), insieme a lunghe nottate a cercare, di nascosto, informazioni sull’internet degli anni ’90 — soprattutto su un sito, Lycaeum, che a quanto pare non funziona più, e che era una sorta di enorme enciclopedia sulle droghe, con tanto di forum —, furono le mie prime fonti sull’argomento, alle quali, poco tempo dopo, andarono ad aggiungersi le prove sul campo.

Eye on Design n.2
(fonte: eyeondesign.aiga.org)

Per anni è stato molto più semplice trovare qualcuno che vendesse o regalasse qualche esperienza psichedelica piuttosto che imbattersi in libri interessanti sulla materia, perlomeno in italiano. Nelle librerie e nelle biblioteche la maggior parte dei volumi erano saggi per addetti ai lavori in campo psicologico/psichiatrico, o paccottiglia di infimo valore letterario e scientifico.

Oggi le cose sono cambiate. A 80 anni da quando Hofmann sintetizzò per la prima volta l’LSD nei laboratori della Sandoz, in Svizzera, e a 50 dalla Summer of Love, le droghe psichedeliche stanno vivendo un grande ritorno, sia a livello medico-scientifico che editoriale. Si parla di “Psychedelic Renaissance”, che è anche il tema di uno dei più interessanti saggi sull’argomento, LSD. Da Albert Hofmann a Steve Jobs, da Timothy Leary a Robin Carhart-Harris: storia di una sostanza stupefacente scritto dalla scienziata e giornalista italiana Agnese Codignola (un estratto del libro si trova su Il Tascabile), che in libreria farà presto compagnia all’attesa traduzione italiana di How To Change Your Mind di Michael Pollan (se ne parla su Rivista Studio).

Anche dal punto di vista del design la psichedelia è decisamente sulla cresta dell’onda: lo dimostra il secondo numero di Eye on Design — “costola” cartacea dell’omonimo blog di AIGA, associazione americana che riunisce designer, editori, tipografi, studenti e docenti di graphic design —, che è dedicato proprio all’intersezione tra grafica e fenomeni di alterazione della percezione, sia nel passato (si parla ad esempio delle semi-sconosciute artiste psicheliche degli anni ’60) che nel presente.

Eye on Design n.2
(fonte: eyeondesign.aiga.org)

Eye on Design n.2
(fonte: eyeondesign.aiga.org)

Eye on Design n.2
(fonte: eyeondesign.aiga.org)

Eye on Design n.2
(fonte: eyeondesign.aiga.org)

Eye on Design n.2
(fonte: eyeondesign.aiga.org)

Eye on Design n.2
(fonte: eyeondesign.aiga.org)

Eye on Design n.2
(fonte: eyeondesign.aiga.org)

Eye on Design n.2
(fonte: eyeondesign.aiga.org)

Eye on Design n.2
(fonte: eyeondesign.aiga.org)

Eye on Design n.2
(fonte: eyeondesign.aiga.org)

Eye on Design n.2
(fonte: eyeondesign.aiga.org)