Save the date | torna il Chiù Festival con un programma di portata internazionale

C’è un festival che ogni anno, da quattro anni, porta a Terlizzi, in provincia di Bari, un’offerta culturale che raramente si può trovare nei più blasonati eventi delle grandi città. Quel festival si chiama Chiù, come il verso dell’assiolo, verso che se per Pascoli (e mia nonna) è foriero di sventura, a Terlizzi è sinonimo di cinque giorni all’insegna dell’illustrazione. O meglio: “illustrazione e dintorni”. E i dintorni — tra laboratori, concerti, proiezioni, collaborazioni e teatro — sono talmente interessanti da essere tutt’altro che periferici nel ricco programma di Chiù.

Quattro saranno le mostre, che vedranno come protagonisti Monica Barengo, l’associazione/festival Illustri, con un’esposizione di 20 opere selezionate tra quelle presentate durante le ultime tre edizioni (nelle immagini qui sotto ne pubblichiamo una piccola anteprima), la casa editrice lettone kuš! e una collettiva prodotta da Chiù, con 24 tra i più interessanti illustratori italiani sotto i 35 anni.

Illustrazione di Ale Giorgini
(courtesy: Chiù Festival)

Altrettanto densa la sezione workshop: con Francesco Poroli si lavorerà a un brief per un magazine, dal concept alla revisione, mentre con lo studio torinese Friends Make Books si imparerà a stampare in risograph, sfruttando a proprio vantaggio i limiti di questa tecnologia.

Insieme a Tinals si sperimenterà con la progettazione e la distribuzione di packaging non convenzionali, con Libri Finti Clandestini si realizzerà un libro con gli scarti di carta (non è un gioco di parole: dalle ricette del medico al conto del ristorante, dagli incarti del salumiere ai volantini di un concerto si può utilizzare davvero di tutto) e ad Elisa Talentino, infine, è affidato il compito di mostrare come con la serigrafia e la pittura si possano creare splendide stampe floreali — tema nient’affatto casuale visto che la floricultura è la principale attività economica di Terlizzi.

Illustrazione di Francesco Poroli
(courtesy: Chiù Festival)

E se i workshop sono a pagamento, Chiù ha pensato pure ai laboratori gratuiti, a cura di realtà provenienti da tutta Italia come Rebigo, Uomini Nudi Che Corrono, Brace Fumetti, Pigment Workroom e il collettivo Mammaiuto.

Ciascuna delle cinque giornate del festival, inoltre, sarà dedicata a un approfondimento su una casa editrice indipendente di fumetti, e cioè Bao Publishing, Canicola, Coconino Press, Hop! Edizioni e Kite Edizioni, che hanno co-organizzato Chiù insieme al Collettivo Zebù, Officina di Strada e SpineTemporary Small Press Bookstore.

Illustrazione di Mauro Gatti
(courtesy: Chiù Festival)

E poi concerti (tra l’altro disegnati dal vivo da una serie di artisti), presentazioni, talk, mostre giornaliere, portfolio review, l’anteprima nazionale dello spettacolo teatrale tratto dal capolavoro di Maicol & Mirco Il papà di Dio, la proiezione di tre film di Man Ray sonorizzati dal vivo da Teho Teardo, e probabilmente altre meraviglie che mi saranno sfuggite durante la lettura del fittissimo programma, dal quale è evidente come Terlizzi, dall’8 al 12 agosto, diventerà una sorta di centro focale, di nucleo pulsante (al ritmo del Chiù) di quanto di meglio ha da offrire il panorama creativo italiano.

Chiù
Festival di illustrazione e dintorni

QUANDO: 8 — 12 agosto 2018
DOVE: MAT Laboratorio Urbano | via Macello, Terlizzi (Ba)
INFO: Facebook | chiufestival.com

Illustrazione di Riccardo Guasco
(courtesy: Chiù Festival)

Illustrazione di Lucio Schiavon
(courtesy: Chiù Festival)