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“Universe: Exploring the Astronomical World”, Phaidon, ottobre 2017 (fonte: Phaidon)

In un libro la rappresentazione dell’universo, dalla preistoria a oggi

Davanti a un cielo notturno, con lo sguardo che cerca di affondare nello spazio profondo, realtà e immaginazione si confondono facilmente. Niente, lassù, è ciò che sembra: astri scintillanti che ci fanno l’occhiolino, tremolanti a causa dell’atmosfera terrestre; stelle giganti che sembrano minuscole e stelle nane che appaiono enormi, questione di prospettiva; punti apparentemente immobili che invece viaggiano a milioni di chilometri all’ora; l’illusione di vedere il presente quando invece possiamo guardare soltanto il passato dell’universo; tempo e spazio che si distorcono; lenti gravitazionali; nebulose che sembrano cavalli, granchi, dita divine; costellazioni che, come scrive Roberto Calasso nel suo Il cacciatore celeste (Adelphi, 2016), sono «un luogo arbitrario a cui si appendono storie, non diversamente da come i significati si appendono ai suoni».

Quando c’è di mezzo la rappresentazione del cosmo, è difficile separare ciò che è strettamente scientifico da quello che è molto probabile, plausibile, ma comunque frutto di fantasia e interpretazione artistica. Le “immagini” dei buchi neri, le stelle di neutroni, le supernovae, le galassie cannibali, la mappatura del sistema solare, l’atmosfera degli esopianeti: di foto non ne abbiamo, se ne abbiamo è necessario modificare i colori, o tradurre in colore radiazioni che per noi sono invisibili.
L’enorme, quasi insostenibile fascino dello spazio è anche questo. Terreno di scoperte per la scienza, è anche un campo aperto per storie, leggende, riti, religioni e fantasie di ogni tipo.

“Universe: Exploring the Astronomical World”, Phaidon, ottobre 2017
(fonte: Phaidon)

Lo stesso tipo di fascino lo si ritrova in questo libro, Universe: Exploring the Astronomical World, che raccoglie tantissimo materiale relativo alla rappresentazione che l’uomo ha dato dell’universo dalla preistoria fino ad arrivare ad oggi. Non c’è soluzione di continuità tra le immagini scientifiche — i disegni dei primi astronomi e le incredibili foto scattate con i telescopi spaziali — e quelle artistiche. In alcuni casi bisogna controllare bene le didascalie per essere certi di cosa si stia guardando.

Pubblicato da Phaidon, il libro conta 352 pagine e 300 illustrazioni. Si può acquistare anche su Amazon.

“Universe: Exploring the Astronomical World”, Phaidon, ottobre 2017
(fonte: Phaidon)
“Universe: Exploring the Astronomical World”, Phaidon, ottobre 2017
(fonte: Phaidon)
“Universe: Exploring the Astronomical World”, Phaidon, ottobre 2017
(fonte: Phaidon)
“Universe: Exploring the Astronomical World”, Phaidon, ottobre 2017
(fonte: Phaidon)
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