James Davidson è il fondatore di We Heart, dalle cui virtuali pagine si è occupato di cultura, design, arte, viaggi. Descrivendosi dice di essere un musicista mancato (fallito!), un tiratardi, uno scrittore, un designer e un “fanatico della birra”.
L’ultima volta che ci siamo visti io e James, però, oltre ad aver condiviso una bellissima avventura, uno di quei viaggi che quasi tutti vorrebbero fare almeno una volta nella vita, abbiamo bevuto un bel po’ di bollicine, e no, non era birra.

Ora mi scrive per presentarmi la sua neonata (nascente?) creatura: Caña Magazine, una rivista indipendente dedicata alla birra, per la quale al momento sta raccogliendo fondi su Kickstarter.

Caña Magazine #1

Caña in spagnolo vuol dire canna, verga, bastone, gamba, ma se pronunci queste quattro lettere seduto ad un tavolo o ad un bancone, è cosa certa che ti vedrai servire un bicchiere freddo (si spera) di birra, un po’ come se dici pint oltremanica. Però, sostengono James ed il suo team, se chiedi una pinta sai quanto spumoso liquido ti verrà servito, con caña invece è un po’ una sorpresa, la quantità potrebbe essere scarsa o sufficiente… inaspettata. Ed per questo che hanno deciso di scegliere questo nome, a loro piace questa suspance!

Caña, scrivono, sarà la voce del loro fanatismo per la birra, metterà insieme cultura alta e bassa, testa e pancia, creatività fervente, birra, birre e birrifici, persone e luoghi, le storie e la storia della bevanda, artisti e artigiani, designer, illustratori e pensatori, l’eccentrico e l’eccellente.
Ci saranno i contributi di scrittori noti e i racconti sulla nuova ondata di birrerie artigianali che “stanno spostando i confini nel gusto e nell’estetica”. Una festa della birra in tutte le sue forme.

Caña Magazine #1

Perché una rivista cartacea? E perché no?, rispondono loro.
«La pubblicazione su Internet (il nostro background) è diventata sempre più noiosa grazie al mantra clic-over-quality e alla saturazione di informazioni (per lo più banali) che scorre come una perdita che non può essere arginata. Noi, come tanti altri, stiamo provando a riscoprire la beleazza, le sensazioni e l’odore di un prodotto fisico [la carta], qualcosa che può essere fruito ovunque e in qualsiasi momento, che può essere condiviso o passato a qualcuno. Sono in molti quelli che vorrebbero “disconnettersi”, e il recente boom dell’editoria indipendente ne è la prova».

Amanti della birra e della carta sapete che fare per aiutarli a realizzare l’impresa.

Caña Magazine #1

Caña Magazine #1

Caña Magazine #1

Caña Magazine #1

Caña Magazine #1

Caña Magazine #1

Caña Magazine #1

Caña Magazine #1

Caña Magazine #1

Caña Magazine #1

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