Writes first time, every time

Con questo slogan la Cristal, la più famosa delle penne Bic, viene lanciata sul mercato americano negli anni Sessanta, una decina d’anni dopo aver rivoluzionato quello europeo. 10 centesimi per scrivere come la prima volta, ogni volta. Il modello base è quello in plastica trasparente con serbatoio d’inchiostro blu, nero, rosso e verde, tappino e tappo con clip.

La Cristal è passata tra le nostre mani centinaia di volte, l’abbiamo usata per scrivere appunti e poemi, per scarabocchiare e disegnare, l’abbiamo persino smontata per poi soffiare dentro la cannuccia di plastica esagonale e lanciare palline di carta sul tipo che ci piaceva tanto alle elementari. Per la maggior parte di noi è una semplice penna usa e getta, poi c’è chi la impugna come nessun altro e con la meticolosità propria di alcuni artisti disegna preziosi capolavori su vecchie lettere, mappe, spartiti e fogli di giornale.

Lui si chiama Mark Powell e si presenta così: I draw, I paint, I often run into the sea.
Nato nel 1980 a Leeds, nel West Yorkshire, Powell vive a Londra e ha esposto in tutto il mondo, collezionando premi e critiche entusiastiche. Le caratteristiche del suo lavoro sono due: disegna rigorosamente con Bic biro a sfera, prevalentemente a inchiostro nero o blu, e lo fa su documenti antichi, specialmente del Novecento ma alcuni datati 1690.

(courtesy Mark Powell)

Gli incredibili disegni di Mark Powell, il quale soprattutto per i volti si ispira a vecchie fotografie, sembrano integrarsi perfettamente ai diversi supporti cartacei e nello specifico, di opera in opera: alla grafia presente sulle lettere, ai francobolli delle buste, alle cartine geografiche, alle note degli spartiti musicali o ai caratteri tipografici di vecchi libri o fogli di giornale.

In questo modo Powell ci regala dei disegni che lasciano letteralmente a bocca aperta e in cui da un lato compie un lavoro di recupero e preservazione di antichi documenti, dall’altro attua un vero e proprio studio antropologico, uno studio comparativo di volti umani segnati dal tempo o dallo sforzo dei muscoli, di animali in volo o di scheletri, fino ai più recenti still life delle meccaniche di oggetti quali macchine fotografiche o per scrivere.

La forza del lavoro di Powell sta nella sua capacità di osservare i dettagli, di fermare il tempo, di bloccare un istante di vita e di farlo su un supporto che, per contrasto, ci ricorda quanto lo scorrere del tempo sia inesorabile.
Mesi fa avevamo scritto di Ballpoint Art, un libro del giornalista Trent Morse pubblicato in agosto dall’editore inglese Laurence King. È ufficiale, quella per l’arte in punta di Bic è la nostra nuova ossessione.

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)

(courtesy Mark Powell)