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Interviste stupide a designer intelligenti

La maggior parte dei manuali (o sedicenti tali) che spiegano come condurre una buona intervista, indicano tra le cose fondamentali il fatto di documentarsi il più possibile sull’intervistato e sugli argomenti che si andranno potenzialmente ad affrontare, creando attraverso le domande una sorta di percorso ideale e provando ad alternare interrogativi ben precisi — che si aspettano risposte altrettanto nette — a questioni più aperte, lasciando eventualmente andare alla deriva il filo conduttore, sapendo però quand’è il momento di tirarlo nuovamente a riva. Se chi sta dall’altra parte è uno che ama chiacchierare, conviene lasciarlo fare, almeno fino a un certo punto: esattamente come con un cavallo, c’è quello che va spronato di continuo, quello che va domato con forza e quello a cui puoi lasciare invece briglia sciolta, l’importante è avercele sempre in mano, le briglie.

Ma un sito come Dumb Questions for Smart Designers è tutta un’altra storia. Perché pur avendo la possibilità di rubare un po’ di tempo prezioso a progettisti, illustratori e artisti di fama internazionale, il sito, un side project dello studio creativo americano AR Design, realizza interviste ponendo quasi soltanto domande fuori tema o totalmente senza senso, che è un po’ come andare in una bisteccheria e ordinare solo contorni e dolci.

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Il bello è che poi sia l’uomo (o la donna) che il professionista (o la professionista) si rivelano magari di più attraverso le domande stupide che in lunghi e complessi botta e risposta più canonici.
C’è da dire che in realtà, nonostante la totale irrazionalità di alcuni esempi, è evidente che dietro c’è un bel lavoro di documentazione, ma è ancora più evidente che sia gli intervistati che gli intervistatori si sono fatti delle grasse risate.

Ecco alcuni esempi di domande:
– all’illustratore francese Jean Jullien, se dovessi restare intrappolato per un mese in una metropolitana, preferiresti che fosse a Londra o a New York?”

– all’art director e autore Steven Heller: hai mai ricevuto o vorresti ricevere consigli di moda da Tom Wolfe?

– al designer Mackey Saturday: qual è la carta punti più strana che hai?

– all’illustratrice Sara Blake: hai un piatto forte a base di cavolini di Bruxelles?

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