Save the date | Food Show: 35 illustratori in tavola

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Come molti di quelli che sono stati bambini negli anni ’80, avevo le cassette dei Raccontastorie, ciascuna accompagnata dal suo bel fascicolo con le fiabe illustrate che poi venivano raccontate su nastro. A una storia ero particolarmente ossessionato, L’ultima fetta di arcobaleno, narrata dalla voce rassicurante e “pastosa” di Giulia Lazzarini e disegnata dall’artista inglese Victor Ambrus.

La trama era piuttosto semplice: un ragazzino di nome Gianni un giorno aiuta il vento a ricordare il ritornello che fischiettava sempre ma che aveva dimenticato. Il vento, per gratitudine, regala a Gianni un pezzo di arcobaleno. Durante la strada di ritorno verso casa, però, a Gianni capita un po’ di tutto, e ogni volta si trova a dover aiutare qualcuno usando un po’ del magico arcobaleno di cui, alla fine, non rimane quasi niente (la storia completa la trovi qua).
A un certo punto, nella storia, Gianni incontra una vecchia, terribile signora abituata a mangiare solo cibi neri e bruciati. È ammalata, la vecchietta, e chiede al ragazzino un pezzetto di arcobaleno per fare una torta che la potrebbe guarire. La torta, descritta dalla voce della Lazzarini e disegnata da Ambrus, diventò per me una specie di sogno culinario irrealizzabile. La volevo assolutamente assaggiare. Ero più che certo che avesse un sapore simile a quello della pastafrolla cruda — altra mia ossessione — ma più… magico.

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Tutto questo per dire che i disegni, e le parole, hanno questo potere. Quello di rendere il cibo più buono che nella realtà. Quello di poterci mettere dentro ingredienti “favolosi” e darti comunque l’idea di un sapore più rotondo, più vero e perfetto di qualunque altro tu possa trovare nel mondo che puoi sperimentare coi tuoi sensi.
Non te la immagini una birra con la schiuma fatta di nuvole? Spaghetti alla carbonara con un pizzico di polvere di luna al posto del pepe, insalate di bacche colorate morbide come il marshmallow, ragù di lava di vulcano (prima meglio farlo raffreddare un po’, però)? Oppure — perché no? — cibo da indossare, da abitare, cibo che diventa a sua volta un personaggio vivo, capace di parlare, fare cose, magari pure mangiare.

Chi disegna, poi, di sicuro è influenzato dalla sua personalissima “collezione” di sapori reali e fantastici, costruita pian piano fin dall’infanzia.
Per questo una mostra come Food Show, organizzata dall’Associazione Illustri in collaborazione con (e negli spazi del) ristorante vicentino El Coq, è un evento da non perdere, sia perché gli artisti invitati a partecipare sono tutti bravissimi, sia perché sarà un’occasione per allargare il proprio immaginario gastronomico.

Protagonisti dell’esposizione, 35 tra i migliori illustratori italiani: Giacomo Bagnara, Matteo Berton, Davide Bonazzi, Francesco Bongiorni, Jonathan Calugi, Giulio Castagnaro, Veronica Cerri, Francesco Chiacchio, Andrea Chronopoulos, Chiara Dattola, Ilaria Faccioli, Ilaria Falorsi, Gianluca Folì, Mauro Gatti, Philip Giordano, Ale Giorgini, Giovanna Giuliano, Riccardo Guasco, Hikimi, Marina Marcolin, Stefano Marra, Martoz, Simone Massoni, Andrea Mongia, Gio Pastori, Anna Pirolli, Giordano Poloni, Francesco Poroli, Irene Rinaldi, Jacopo Rosati, Giulia Sagramola, Lucio Schiavon, Shout, Giulia Tomai ed Elena Xausa.

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