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Un breve documentario racconta il misterioso mondo dei tassidermisti

Per essere uno che ha passato l’infanzia con una volpe impagliata che lo fissava da sopra il frigorifero dei surgelati, giù in garage (ironia della sorte, quel frigo era perlopiù destinato alla carne), non sono poi così impressionato dagli animali impagliati — ho avuto un incubo ricorrente in cui un maniaco tentava di trasformare mia madre in pupazzo inanimato cucendole sulla pelle viva strisce di vimini ma non credo c’entri nulla con la volpe, giusto signori psicanalisti?

Quello del tassidermista lo trovo un mestiere contemporaneamente barbaro e feroce ma anche meditativo e quasi ascetico, quindi in parte ne sono pure affascinato.
Quel che non sapevo, però, è che i tassidermisti hanno questo non così celato struggimento interiore, e lo struggimento è relativo al fatto di considerarsi artisti in un mondo che però fa assai fatica a riconoscerli come tali.

Altra cosa di cui ignoravo totalmente l’esistenza è che esiste un campionato del mondo di tassidermia.

co-fondatore e direttore

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