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Un video mostra l’effimera bellezza delle bolle di sapone congelate

Non te lo dice nessuno, prima, ma quando diventi papà dentro al cervello ti si auto-installa una specie di software che, tra le altre cose, ti permette di tradurre in linguaggio corrente versi altrimenti indefinibili e pianti misteriosi, di trovare se non piacevole quanto meno accettabile di avere a che fare con cacche, caccole e vomito altrui, di diventare improvvisamente intonato e con un certo senso del ritmo, perlomeno quanto basta per cullare e canticchiare ninne nanne efficaci, più tutta una serie di features che per una legge non scritta dei papà non posso rivelare ai non iniziati.

Nella sezione “consigli preziosi” del software di cui sopra c’è un passaggio molto interessante. Dice: «impara il potere delle bolle di sapone». Inizialmente sibillina, la dritta si rivela in tutto il suo inestimabile valore già dalla prima volta in cui vedi il pargolo ipnotizzarsi ammirato davanti a una bolla che il vento e il caso hanno voluto portare lì da te.
La bolla è magica, lo capisci subito. La bolla è potere. La bolla è vita.
La bolla ti permette di interrompere all’istante pianti altrimenti inarrestabili, di corrompere il bimbetto più cocciuto, di rubare in pochi decimi di secondo l’attenzione di un’intera folla di pupi scalmanati.

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E da quel giorno inizierai l’approvvigionamento di barattoli di bolle, facendo in modo di non rimanere mai senza, dentro o fuori casa, arrivando persino a chiedere agli artisti di strada bolliferi il segreto di quelle sfere giganti che non scoppiano, visto che il sapone per i piatti che quand’eri piccolo funzionava alla grande ora non fa più il suo dovere («perché hanno tolto i tensioattivi», ti spiegherà qualcuno).

A dimostrazione del bolla-power: cosa ha usato un papà che non riusciva a convincere la sua bambina di tre anni a coprirsi bene prima di uscire al freddo? Ovviamente le bolle di sapone.
«Papà, non voglio mettermi la giacca», si lamentava lei.
«Neanch’io, mio cara, ma è davvero freddo fuori», ha spiegato lui.
«Quanto freddo», ha chiesto lei.
Ed ecco che nel papà, il fotografo polacco Pablo Zaluska, si è attivato il software: «Fa così freddo che perfino le bolle di sapone si congelano, e sono molto belle, sai?».

A quel punto lui, col software in testa, ha deciso di provarglielo, alla figlia, che persino le bolle si congelano.
E ha realizzato—con gran fatica—questo affascinante video.

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