Of Oz the Wizard: il mago di Oz, rimontato in ordine alfabetico

A volte è completamente inutile chiedersi “perché?”.

Conviene invece abbandonarsi totalmente alla follia senza porsi ulteriori domande, pena la discesa nei più profondi recessi dell’inconscio e la contagiosa voglia di fare qualcosa di altrettanto ossessivo-compulsivo quanto inutile come passare ore e ore a fare taglia e cuci del film Il mago di OZ (quello del ’39 con Judy Garland, regia di Victor Fleming—non proprio “un film a caso” visto che da ben vent’anni gira per il web Dark side of the rainbow, il mash-up delle immagini del film con i suoni di The dark side of the moon dei Pink Floyd, che incredibilmente sembrano perfettamente sincronizzati, e la cosa è diventata una sorta di leggenda urbana) per rimontarlo interamente in ordine alfabetico, e cioè inserendo una dopo l’altra le scene coi dialoghi seguendo appunto l’ABC, a partire da a, l’articolo indeterminativo, per arrivare infine a zipper.

Il risultato è inizialmente divertente, poi straniante, poi fastidioso, poi probabilmente dietro l’angolo ti aspetta un attacco di epilessia e forse dopo, ma solo dopo, arrivano il nirvana e la santità. Dubito però che qualcuno riesca a guardarlo per tutti e 101 i minuti necessari per arrivare al The End, anzi—per rimanere nello spirito dell’opera—End The.

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