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Self Publish, Be Happy: un manuale sull’autoproduzione editoriale nel campo della fotografia

Nel mondo della fotografia gli ultimi dieci anni hanno visto un fermento senza precedenti attorno a un fenomeno, quello del “photo book”, che se prima di allora per un artista rappresentava quasi sempre un punto d’arrivo dopo anni di mostre e lavori per l’editoria periodica, da quel momento è spesso diventato il punto di partenza di una carriera.

Gli artefici di questa piccola/grande rivoluzione sono principalmente tre: il primo è il fotografo e grande collezionista di libri di fotografia Martin Parr — tra l’altro sulla sua passione e sul suo ruolo di maestro, mentore e guru è pure uscita una parodia qualche mese fa.

Il secondo è Gerry Badger, anche lui fotografo, critico fotografico e autore, con Parr, della trilogia di libri The Photobook: A History (il cui primo volume, pubblicato nel 2004, è considerato come l’apri-pista del fenomeno in questione).

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Infine c’è Bruno Ceschel, giornalista, critico, docente e collezionista che 5 anni fa ha fondato Self Publish, Be Happy, un sito che da allora è diventato il punto di riferimento assoluto per tutta la scena dell’autoproduzione editoriale relativa alla fotografia.

Proprio Ceschel ha dato alle stampe un libro di oltre 500 pagine intitolato come il suo blog.

Un volume, il suo, realizzato in collaborazione con Aperture, che è una sorta di ibrido tra manifesto culturale, manuale per chi è interessato a entrare nel mondo dell’autoproduzione—come editore, come artista o, come capita più spesso, in entrambe le vesti—e panoramica su quella che è la scena attuale, con tanto di consigli, esempi, analisi, schede e testimonianze da parte di un bel numero di autori.

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co-fondatore e direttore

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