Slow Wood: il panino in legno da costruire, realizzato da Studio Fludd

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Uno dei miei “best seller”, quando mia figlia era più piccola e andavamo al parchetto, era coinvolgere mandrie di bambini e far loro gestire un ristorante improvvisato dentro a una di quelle casette di legno con lo scivolo e il tetto e le rampe, le stesse che poi gli adolescenti vandalizzano con gli accendini, le scritte, i cazzi disegnati.

Una brigata da cinque o sei bimbetti in cucina, un paio di camerieri, uno addetto alle bevande, una bella dispensa fatta di sassi e foglie e rametti e occasionali tesori trovati a terra (biglie, soldatini, elastici, «no, le cicche di sigaretta e i tappi della birra no, Jacopo, quelli non raccoglierli sennò l’Asl ci fa chiudere subito») via.

Io facevo il cliente, spesso l’unico, ma in grado di sostenere l’intera attività con i miei ordini mega-galattici di panini a dieci strati: «mettici dentro il pollo, la pizza coi würstel, i bastoncini di pesce, un po’ di insalatina, sicuramente il ketchup, una manciata di spaghetti alla carbonara (sì, l’erba secca va benissimo, Andrea), tante tante olive, un bel tocco di formaggio, una fetta di torta di compleanno con tanto di candelina (gli anni sono più di 30 ma possiamo semplificare, ne basta una, giusto per il pensiero, Rania)…» per prezzi che oscillavano dai 2 ai 500 euro, talvolta per lo stesso panino — ché forse i bambini del parchetto tenevano conto delle oscillazioni del rublo, chissà.

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Perché il panino, si sa, non è detto che debba essere commestibile visto che è molto, molto più divertente prepararlo, costruirlo, che mangiarlo.
I ragazzi di Studio Fludd (già tante volte apparse qui su Frizzifrizzi, per le loro autoproduzioni editoriali, i workshop, le illustrazioni, i gioielli in legno) il panino hanno deciso di farlo in legno, più solido e sicuramente meno temporary dei miei spuntini pomeridiani fatti di sassi e foglie, ma altrettanto surreale visto che dentro c’è anche spazio per la tavoletta di cioccolato, il trancio di pizza, addirittura un osso.

Slow Wood, questo il nome, è un’idea nata anni fa, già testata nei laboratori per bambini curati dal gruppo e presentata fin dal 2010 in occasione di mostre ed eventi, coi bimbi che ogni volta — ovviamente — impazziscono!

Ora, dopo aver passato a pieni voti la prova pratica, Slow Wood è pronto per esser messo in produzione e diventare un gioco/pezzo di design da acquistare e proprio per questo Studio Fludd ha lanciato una campagna di crowdfunding su Indiegogo per trovare i fondi e realizzare, artigianalmente e interamente a mano, pezzo per pezzo, questo meraviglioso panino gigante con cui i pargoli potranno giocare i grandi potranno esporre con orgoglio come soprammobile (giocandoci poi in segreto).

Ulteriore nota di merito e incentivo a partecipare alla raccolta fondi: il progetto sostiene 10.000 Orti in Africa, iniziativa di Slow Food a cui andranno 3 euro per ciascun panino acquistato/adottato.

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co-fondatore e direttore
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