fbpx
kinspiracy 1
su instagram: @elifmd

È tutta una “kinspirazione”: perché leggere Kinfolk fa di te uno stereotipo

su instagram: @elifmd
su instagram: @elifmd

Fin dalla sua prima uscita, nel 2011 (e all’epoca non me lo feci sfuggire), Kinfolk Magazine diventò uno dei punti di riferimento della nuova ondata di riviste indipendenti che invasero librerie, concept store e web, calamitando una tipologia di lettori che negli anni si è rivelata fedele quanto pure stereotipata: hipster che abitano in grandi città, si spostano in bici, hanno la barba (o amano gli uomini con la barba), bevono birra artigianale e mangiano cibo a km-0, hanno un cortile, fanno brunch, mettono le foto delle colazioni e delle scarpe su Instagram…

Stereotipati sì, dunque, ma non credevo che lo fossero al punto tale da avere praticamente le stesse, identiche abitudini, comprare le stesse, identiche cose, e soprattutto fotografare gli stessi, medesimi soggetti.

Ma a giudicare da quel che viene pubblicato su The Kinspiracy, un tumblr che si prende gioco dei “kinfolkiani” rivelandone i pattern comportamentali ed estetici semplicemente andando a spulciare i loro profili Instagram e, senza troppa fatica, cogliendone le similitudini, ciò che esce fuori è che se leggi Kinfolk sei praticamente fatto con lo stampino. Come i cappuccini.

su instagram: @caoco
su instagram: @caoco
su instagram: @lailapompel
su instagram: @lailapompel
su instagram: @alongcamepete
su instagram: @alongcamepete
su instagram: @kerolizwan
su instagram: @kerolizwan
su instagram: @jermaphobic
su instagram: @jermaphobic
su instagram: @nannigabrielle
su instagram: @nannigabrielle
su instagram: @sarahsiroky
su instagram: @sarahsiroky
co-fondatore e direttore

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altre storie
045zine essere catastrofe 6
Essere Catastrofe: la nuova uscita del progetto 045 Publishing