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C’è una sorta di sensazione di déjà vu. Ché ti chiedi: ma come, un’altra volta Olimpia Zagnoli da Zoo? Poi però fai mente locale e ti rendi conto che, no, Olimpia Zagnoli una mostra da Zoo, a Bologna, non l’aveva ancora fatta. Eppure non è solo questione di assonanze: OZ, le sue iniziali, come si firma spesso, come si descrive nella sua bio; e ZOO. È che Olimpia sembra proprio disegnata per una libreria-galleria-giocattoleria-pasticceria-bruncheria-stranezzeria come Zoo e Zoo progettato appositamente per una creatura aliena come Olimpia, che tante volte ti domandi se non sia per caso uscita da una sceneggiatura di Wes Anderson.

E quindi sì. OZ da Zoo. OZaZOO, bizzarra cacofonia che sa di onomatopea da fumetto, sa di una specie di bazooka a pois che spara strisce di colore, sa di magico strumento musicale che se ci soffi dentro canta con la voce di David Bowie.

OZ da Zoo per la prima volta. A Bologna per la prima volta. Per una personale che è tutto fuorché “la solita personale”. Piuttosto, è un’operazione chirurgica. Una vivisezione del segno. Con le illustrazioni di Olimpia che — povere cavie, speriamo che non soffrano — vengono decostruite per rivelare gli elementi che le compongono; incarnate, da vettori e pixel che erano, e separate; appese lì, modelli anatomici di un disegno, spogliate, nude e crude, come mamma Olimpia le ha fatte. Roba da guardoni!

QUANDO: 24 gennaio — 24 febbraio 2015
OPENING: 24 gennaio | 19,00
DOVE: Zoo | Strada Maggiore 50/A, Bologna | mappa | fb

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