Open Toys: giocare con le verdure nel XXI secolo

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Si stava lì, sul tavolone della cucina, a guardar la nonna affettare con quelle mani dure e segnate. Tatatatata—zaaac, sopra al tagliere, duro e segnato come le mani: energicamente sminuzzare, le maniche del grembiule da lavoro (che lei chiamava grembiale) arrotolate sugli avambracci forti, irrobustiti da mille e mille borse della spesa portate in processione, la mattina, e da mille e mille serate illuminate dalla lampada a cucire tende per arrotondare i pochi risparmi di famiglia.

– Nonna, posso prendere il culo della zucchina?
E il culo della zucchina arrivava rotolando dalla mia parte del tavolo, con lei che sorrideva senza neanche alzare gli occhi. E arrivavano culi di carote e di cetriolo, piccioli di pomodoro, ceppi di peperone, rotelle di melanzana, lunghe piste di buccia di patata, alberelli di sedano, fiammeggianti occhi di ravanello, ali di cipolla…

– Vuoi gli stecchini?, chiedeva lei.
E tirava fuori la scatola degli stuzzicadenti, coi quali in mezzo a pentoloni che bollivano e a profumi caldi e rassicuranti costruivo mollicci mostri di verdura, mollicci aerei di verdura (che poi volavano per la cucina e mi si afflosciavano in mano), mollicce macchine da corsa di verdura, che non correvano neanche un po’ — ma vuoi mettere la soddisfazione?

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Oggi i bambini giocano ancora così? Immagino di sì, anche se dietro l’angolo c’è la tecnologica invasione delle stampanti 3d, capaci al contempo di materializzare ogni fantasia ma di togliere un po’ di quella poesia maldestra dell’ingegnarsi con quel che c’è a disposizione.

Te li immagini poi, nella vita reale, i pargoli che aspettano che il papà o la mamma scarichino i file di questi Open Toys e via col vrrrrrrr della stampante che strato su strato te li fabbrica sotto agli occhi nel tempo che un bimbo impiega ad annoiarsi, ad inventare un altro gioco, ad annoiarsi ancora un po’, a filare in camera a leggere, tornare, guardare a che punto sta, supplicare i grandi per mezz’ora di cartoni animati, inventare un altro gioco ancora, annoiarsi…

Ad ogni modo, cari tecno-genitori, se avete una stampante 3d a portata di mano o un fab-lab a portata di piede, questi “accessori da verdura” potete prenderteli gratuitamente. Ma prima farei una prova con stuzzicadenti, tappi di sughero, cannucce e mollette: chissà che i bimbi non si divertano di più con quelli.

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co-fondatore e direttore
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