Agosto 1939.
Goering: «Sai dove si beve un ottimo Manhattan?»
Hitler: «Dove?»
Goering: «Varsavia»
Hitler: «Dove?»

La prefazione di Bookskywalker a questo particolarissimo ricettario di cocktail pre-dinner (pardon, meglio dire “bibite prima di cena”, come si userà chiamarle nel 3128 d.C.) parte da lontano. Da centomilioni di miliardi di miliardi di anni prima di Cristo, per la precisione, anno in cui Dio creò i bicchieri.

Da allora — per la gioia delle nostre serate mondane come di quelle triste e solitarie — di cocktail ne sono stati inventati a bizzeffe, ciascuno col suo personalissimo “carattere” e ciascuno andando ad accumulare negli anni un immaginario fatto di capolavori della letteratura, scene di film, bevute-feticcio di personaggi delle serie tv oltre a intere decadi di stile, estetica, grafiche, suoni, abiti…

(foto: Frizzifrizzi)

Ancor prima di berne un sorso e benedire o maledire il barista mescolone, ancor prima di recitarne il nome e pre-gustarne il sapore in punta di lingua, basta pensare a un drink famoso per farsi affollare la testolina di scrittori avventurosi e donnaioli, pubblicitari anni ’60 (donnaioli pure quelli), aristocrazia da salotto, pruderie e noblesse oblige.

Poi però a scombinarti le idee arrivano le mini-storie raccolte in Cocktails Pre-Dinner, ultima fatica editoriale di Studio Pilar, che con perfetto tempismo — vista l’uscita praticamente parallela di Spollo Kitchen — ha chiesto a una serie di fumettisti e illustratori di raccontare sei cocktail (e probabilmente altri ne arriveranno visto che il libro viene indicato come vol.1).

(foto: Frizzifrizzi)

Per l’Old Fashioned un thriller gotico, opera di Chema Peral; atmosfere alla Mad Men per il Manhattan interpretato da Andrea Mongia; un Negroni fluo dai pruriginosi sottintesi erotici per Anna Deflorian; un inedito e per niente stereotipato Hemingway per il suo affezionatissimo Daiquiri, trasformato in fumetto da Miro Denck; un Bronx dagli allucinanti poteri speciali per la ancor più allucinante storia del Dr.Pira; una paradisiaca e onirica versione del Margarita da parte di Giulia Tomai.
Il tutto confezionato in un bel volumetto (la copertina è opera di Giacomo Bagnara) da tenere a portata di mano durante l’aperitivo.

(foto: Frizzifrizzi)

(foto: Frizzifrizzi)

(foto: Frizzifrizzi)

(foto: Frizzifrizzi)

(foto: Frizzifrizzi)

(foto: Frizzifrizzi)

(foto: Frizzifrizzi)

(foto: Frizzifrizzi)

(foto: Frizzifrizzi)

(foto: Frizzifrizzi)