Le 90 meraviglie del mondo

In un bel saggio intitolato Architettura e potere, pubblicato da Laterza nel 2011, l’autore, Deyan Sudjic — critico, giornalista e direttore del Design Museum di Londra — scrive: «in ogni cultura, per poter realizzare le proprie creazioni, gli architetti hanno dovuto stabilire un rapporto con i ricchi e i potenti. Nessun altro ha infatti le risorse per costruire. E il destino geneticamente predeterminato degli architetti è fare qualsiasi cosa pur di costruire, così come quello dei salmoni migratori è di compiere l’ultimo viaggio per deporre le uova prima di morire. Gli architetti non hanno altra alternativa che scendere a compromessi con il regime al potere, qualunque esso sia. […] Esiste un parallelo psicologico fra il marcare un territorio per mezzo di un edificio e l’esercizio del potere politico. Entrambe le cose dipendono da un atto di volontà. Vedere affermata la propria visione del mondo in un modello architettonico esercita di per sé un certo fascino e ancora più attraente è la possibilità di imporre fisicamente il proprio volere a quella stessa città rimodellandola così come Haussmann fece a Parigi».

Fin dall’antichità — dalle piramidi di Giza alla Grande Muraglia, dal Colosseo alla Città Proibita, dalla Casa Bianca alle enormi torri che punteggiano i nuovi potentati dell’oriente, vicino ed estremo — ogni civiltà ha lasciato la sua traccia sul territorio costruendo con la pietra, il ferro, il vetro, i simboli del proprio potere religioso, politico ed economico.

E un poster come quello di Pop Chart Lab, che mostra i 90 edifici più importanti della storia, in qualche modo ricostruisce anche la geografia e la cronologia del potere: dalle grandi civiltà del passato — Antico Egitto, Cina, Grecia, Roma, America Centrale — all’Europa del Medioevo e del Rinascimento; dalla Londra della Rivoluzione Industriale al Secolo Americano, che oggi s’interseca col boom economico cinese e la grandiosità dei ricchissimi emiri mediorentali.

Fosse andata diversamente, la storia, forse oggi su quel poster ci sarebbero pure le visioni neoclassiche di Albert Speer (l’architetto di Hitler).
Fosse andata diversamente, la storia, su quel poster ci sarebbero pure le Torri Gemelle…

co-fondatore e direttore
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