Last words, le ultime conversazioni prima degli incidenti aerei

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«Tutto bene, buonanotte» ecco l’ultimo messaggio dalla cabina di pilotaggio del volo MH-370 della Malaysia Airlines scomparso l’8 marzo scorso dopo il decollo da Kuala Lumpur.

Il Boeing 777, che inizialmente si credeva rimasto coinvolto in un incidente, è letteralmente scomparso. Per via di tutta una serie di misteri che vanno accumulandosi—i segnali intercettati dai radar, le sei o sette ore di volo compiute dall’apparecchio dopo l’ultimo contatto, i sistemi di comunicazione di bordo volontariamente disattivati, l’altitudine raggiunta di gran lunga superiore a quella consigliata, i mugugnii del co-pilota intercettati da un altro aereo su una frequenza d’emergenza, i cellulari di alcuni passeggeri che squillavano ma nessuno rispondeva, i due passeggeri saliti a bordo col passaporto rubato, i venti tecnici cinesi e malesiani dipendenti di un’azienda texana produttrice di microchip e fornitrice del ministero della difesa americano, le simpatie politiche del pilota—al momento le ipotesi vanno da quelle ufficiali, orientate principalmente sul dirottamento, a quelle più strampalate di stampo cospirazionista e/o fantascientifico. C’è chi parla di rapimento alieno, chi di alla congiura massonica (l’aereo è il 404simo Boeing 777 prodotto e sul web la pagina 404 è quella del “not found”), i giornali ci mettono i loro sbagliando pure le traduzioni e ovviamente ogni vero fan della serie tv Lost non può non aver pensato almeno per un secondo all’Isola…

Quale che sia la soluzione—e speriamo che per quando questo articolo sarà online ce ne sia una, e che sia felice per le quasi 300 persone a bordo—quel «Buonanotte, qui tutto bene» («All right, good night», nell’originale inglese, la lingua franca dell’aviazione) fa un certo effetto. L’ultimo segno di rassicurante normalità prima di… qualcosa.

E ancora più effetto fanno le ultime conversazioni, alcune delle quali audio, di alcuni più o meno celebri incidenti aerei, raccolte dal sito Plane Crash Info (dedicato appunto alle tragedie aeree: allegria…).
Se alcune di esse sono semplicemente confuse e poco comprensibili altre—ti avverto—potrebbero disturbare i più sensibili. Soprattutto l’ultima, registrata dal volo militare polacco schiantatosi in Russia nel 2010 nel quale persero la vita 96 persone, compresi il presidente della Polonia Lech Kaczynski e sua moglie, in cui un non identificato uomo a bordo all’ultimo istante urla «Fuckkkkkkkkkkkk».

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