Mini Museum

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Un pezzo di pietra lunare, un sassolino proveniente da Marte (via meteorite), un frammento di uovo di dinosauro, una “scaglia” di albero di palma fossile trovato in Antartide, terriccio della Transilvania, una miliardesima parte del relitto del Titanic, un pelo di mammut, una benda di mummia egizia, una micro-pepita d’oro. Ed è solo una piccola parte delle memorabilia tra lo scientifico e il pop che fanno parte del primo museo da scrivania—il Mini Museum, appunto.

L’idea è di Hans Fex, barbuto collezionista americano nonché cacciatore di meteoriti patentato (nel senso che ha un’autorizzazione dell’Associazione Internazionale Collezionisti di Meteoriti: sì, esiste pure un’associazione di questo genere) che ha ereditato da suo padre, ricercatore medico con la passione per la raccolta di “gadget” storici e avido accumulatore di riviste scientifiche, la passione per allestire in casa propria dei musei in miniatura.

Tra le collezioni ereditate da Fex senior e le sue, Hans ha realizzato di avere tra le mani un potenziale economico e per anni ha lavorato sul progetto di un mini-museo da scrivania: in pratica un espositore in resina trasparente con dentro le scaglie, le pietruzze, le sezioni, i sassolini, le briciole, i peli e i frammenti di cui sopra.
E oggi, grazie a Kickstarter, ha raccolto oltre mezzo milione di dollari (nonostante ne avessi chiesti appena 38.000…) per la realizzazione di tre versioni—small, medium e large—del suo Mini Museum. Ovviamente l’assoluta certezza che i pezzi in mostra siano originali non ce l’avremo mai ma vuoi mettere invitare a casa tua qualcuno per fargli vedere il terriccio di Dracula invece della solita collezione di farfalle?

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